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| Racconti Popolari di Marchesa Colombi PublisHERstory 2025. |
mercoledì 18 febbraio 2026
Racconti Popolari di Marchesa Colombi- PublisHERstory
giovedì 23 maggio 2024
Pia de' Tolomei- Carolina Invernizio- PUBLISHERSTORY
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| Pia de'Tolomei di Carolina Invernizio. Edizioni PublisHERstory. Su Amazon. |
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| Qui puoi leggere i post dedicati a Carolina Invernizio |
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| Qui puoi leggere Pia de' Tolomei Dantedì |
mercoledì 10 aprile 2024
PublisHERstory nuova casa editrice di Storia delle donne
PublisHerstory è una nuova casa editrice indipendente che
si occupa esclusivamente di Storia delle donne. Le sue
pubblicazioni riguarderanno figure di donne, le loro gesta, i loro scritti, le
loro storie. Come il logo già mette in evidenza (Ogni donna ha la sua storia)
nel catalogo, che si arricchirà di nuove uscite e da tenere sott'occhio, si
potranno trovare scritti inediti di grandi scrittrici italiane
e straniere, biografie, romanzi, saggi.
La casa editrice PublisHERstory infatti
essendo vocata totalmente ed esclusivamente agli Women's Studies presenta
varie collane, ognuna delle quali dedicata a figure femminili emblematiche
e a volte comunque poco conosciute.
La giovane casa editrice si prefigge di dare spazio, voce, visibilità alle grandi, e piccole, imprese delle donne che hanno interessato, da sempre, l'intera società in tutti i tempi. Ma non solo, la casa editrice indipendente, vuole essere un punto di riferimento per quante si occupano di queste tematiche. Le donne non solo come oggetto di studio ma anche come soggetto grazie al lavoro di studiose, ricercatrici, scrittrici, giornaliste...
Il suo logo mette al centro una
figura classica di donna, al centro di uno strumento temporale che si è evoluto
con la società ma che spesso ha lasciato indietro proprio l'apporto
femminile. Uno spazio che va recuperato in ogni settore sociale, da qui la
mission della casa editrice PublisHERstory.
Il suo nome, come si intuisce, è un gioco di parole in cui è preponderante la storia dal di lei punto di riferimento, non più solo 'history' quindi.
Benvenuta allora PublisHERstory da scoprire e seguire nelle prossime uscite anche sulle pagine ufficiali dei social.
lunedì 11 ottobre 2021
Il Global Gender Gap e il mito dei Paesi Nordici- Francesca Vitelli
Il Global Gender Gap e il mito dei Paesi Nordici
di Francesca Vitelli
Presidente di EnterprisinGirls, Associazione nazionale di imprenditrici e libere professioniste
L’ Islanda va alle urne e - per una manciata di ore - sembra che il numero delle elette superi quello degli eletti, poi il riconteggio dei voti ridimensiona il numero e le donne elette tornano ad essere meno degli uomini, di poco, lo stacco è minimo. Ma se i risultati avessero mostrato una maggioranza di donne elette cosa sarebbe cambiato? Il Global Gender Gap elaborato dal World Economic Forum vede, nel 2021, al primo posto l'Islanda seguita dalla Finlandia. Per trovare l'Italia bisogna far precipitare il cursore lungo la colonna giù fino al 63simo posto. Il mito dei Paesi nordici lo abbiamo coltivato leggendo - negli anni - le statistiche, era un po’ come lo scudetto del campionato calcistico, si sapeva già chi lo avrebbe vinto, se la battevano in pochi. Fondamentale è partire da un assunto: il Global Gender Gap si propone di stilare una classifica dei Paesi in base alla parità di condizione tra gli uomini e le donne e non di porre in cima quelli in cui le donne vivono meglio. Sembra scontato, basta leggere dice qualcuno, ma non lo è, ribadirlo aiuta a focalizzare l’argomento. Altrettanto importante è tener presente che stiamo leggendo una elaborazione basata su dati forniti dai singoli Stati che scelgono i loro set di indicatori, le modalità di rilevazione, di trattamento e di analisi dei dati, le fondamenta della costruzione sono, pertanto, poggiate su un terreno scivoloso perché eterogeneo. Il sistema, inoltre, è regolato dall’attribuzione di punteggi che risulta penalizzante per alcune nazioni, è il caso dell’Italia dove il maggior numero di ragazze laureate - in tempi brevi e con ottimi risultati – non può spostare la bilancia più di un tot facendo da contrappeso alla scarsa presenza di donne in ruoli istituzionali.
Di ritorno da un seminario tenutosi ad Helsinki, nell’ambito di un progetto Erasmus sullo scambio di buone prassi in materia di parità di genere, una domanda mi si è parata innanzi: data l'alta percentuale di donne che ricoprono ruoli istituzionali e la contenuta numerosità della popolazione non dovremmo, in Finlandia, aspettarci una maggior capacità di incisività da parte delle donne nelle politica? Non dovremmo trovarci di fronte a un mercato del lavoro caratterizzato da minor segregazione - verticale e orizzontale - femminile?
Ho deciso, perciò, nelle mie giornate finlandesi di tracciare un ideale perimetro dato dal rapporto tra l’estensione territoriale[3] e la popolosità entro il quale considerare variabili chiave come la legislazione vigente nei settori d’interesse, il livello di infrastrutturazione del territorio, la natura e la misura dello sviluppo delle aree metropolitane e di quelle periferiche, la tipologia di servizi sociali, la presenza di soggetti del Terzo settore, la mobilità sociale e il/i modello culturale prevalente di riferimento.
[1] Fonte:
GlobalGeografia.com
[2] Fonte:
ISTAT
[3] 102.775
Km², 338.462 Km²,Italia 302.067,75 Km²,
[4]
introdotto con la legge n. 15 del 2014 era già stato introdotto in Puglia con
la legge Regionale per le pari opportunità n. 7 del 21/03/2007 "Norme per
le politiche di genere e i servizi di conciliazione vita-lavoro in Puglia"
lunedì 1 febbraio 2021
Centocinque minuti. Briciole di vita ordinaria- Tommasina Soraci
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Ma Lucia non è sola in questo viaggio, Tommasina infatti riesce ad incorniciare l'esperienza di questa vita con quella di altre donne che come una cornice appunto presenziano nel racconto di Lucia restituendoci un affresco di un mondo femminile che con discrezione ma costante presenza ci ricorda che con le prime conquiste femministe, con la forza dell'esperienza concreta di una vicina di casa, di una suocera, di una madre, di una collega, di una compagna di scuola, di un'infermiera siamo tutte figlie di madri incontrate, conosciute, lette o vissute e a nostra volta di conseguenza possiamo essere anche noi genitrici di future donne.
Come più di un secolo fa una scrittrice britannica come Vita Sackville West ci ha regalato
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| Qui puoi leggere il post di Vita Sackville West 'Ogni passione spenta' |
domenica 27 settembre 2020
Grazia Deledda-- unicità da Nobel
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| Grazia Deledda nel francobollo del 1971 a lei dedicato. |
Da autodidatta insegnò ai letterati e letterate cosa voleva dire essere e allo stesso tempo accogliere creando unicità come infatti fu proprio l’opera e lo stile della scrittrice Grazia Deledda.Nata in Sardegna il 27 settembre 1871 nella città di Nuoro, crebbe in una famiglia benestante che le riuscì a garantire un’istruzione anche dopo il livello elementare, era infatti molto difficile per le donne all'epoca poter continuare gli studi oltre un livello basilare. Bisogna infatti parlare purtroppo di eccezioni per quelle donne che riuscirono ad avere un'istruzione completa e continuativa.Grazie infatti ad un precettore privato acquisì i rudimenti della lingua francese, latina e italiana per poi proseguire come autodidatta. Questo non le impedì di dedicarsi alla scrittura di poesie, racconti e anche alla traduzione. Sua è infatti una delle prime traduzioni di Eugénie Grandet di Balzac.Sposatasi nel 1900 con Palmiro Madesani, un funzionario del Ministero delle Finanze, si trasferisce a Roma dove abiterà per il resto della sua vita e dove già aveva dei contatti dopo la pubblicazione delle sue prime opere, Anime oneste del 1895 e Paesaggi del 1896. Sempre nel 1900 pubblica il Vecchio della montagna, oltre a vari articoli per le riviste Piccola Rivista, La Sardegna e Nuova Antologia.Le sue opere furono notate ed apprezzate da subito per il suo stile del tutto personale che se da una parte la rese di difficile collocazione in uno stile letterario che all’epoca si divideva tra veristi e decadentisti, dall’altra la faceva rassomigliare agli scrittori russi. Deledda è riuscita infatti nelle sue opere a conciliare l’animo della sua terra sarda, del sentire sardo con l’emotività di un intero genere umano, facendo della sua isola un’ emblema delle vicissitudini umane e soprattutto è riuscita ad usare la lingua italiana come una trasposizione di quella sarda a lei più familiare e amata. Lei stessa e di frequente riconosceva di non conoscere bene l’ italiano ma riuscì comunque, nelle sue opere, a fare una sorta di traduzione dalla lingua sarda a quella italiana cercando di non perdere quelle verità che solo un dialetto a volte riesce a comunicare.Per questo essere riuscita ad esprimere nello stesso tempo la sua realtà sarda elevandola a realtà più generale e comune, delle comuni genti alle prese con la vita e le sue difficoltà ma anche le sue gioie e misericordie inaspettate, per essere riuscita a conciliare la lingua sarda con la più “accademica” e a volte inespressiva lingua italiana venne apprezzata ed amata anche da scrittori esteri come l’inglese D. H. Lawrence che curò la traduzione de “La Madre” e come Gorkij, e spesso proprio per la sua volontà di parlare e descrivere la sua terra viene affiancata alla grandezza degli scrittori russi come Tolstoj, da lei peraltro molto amato.Fu la seconda donna, in ordine di tempo, che vinse il Nobel per la letteratura nel 1926.Si spense a Roma il 15 agosto del 1936 per un tumore; la sua tomba si trova a Nuoro nella Chiesa della Solitudine e la sua casa natìa è ora un museo a lei dedicato.
venerdì 10 luglio 2020
Nina la poliziotta dilettante- Carolina Invernizio
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| Qui puoi leggere il post su Carolina Invernizio |
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martedì 20 marzo 2018
Autographa II.1 Donne, sante e madonne (da Matilde di Canossa ad Artemisia Gentileschi )
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| Qui puoi leggere il post su Artemisia Gentileschi |
Prendendo ad esempio Ferdinando d'Aragona che educa le figlie con un'educazione raffinata anche per dimostrare dopo il matrimonio alla Corte destinataria della Sposa che l'unione è stata un buon investimento, vediamo che Bianca Maria sarà messa all'asta tra i condottieri di Ferdinando come premio per chi riuscirà a conquistare Venezia. Andrà in sposa a Francesco Sforza. Bianca sarà una moglie capace di governare Milano quando il marito sarà lontano, impegnato in altre battaglie.
Tra i presentatori anche il Prof. Luca Marcozzi, docente di Letteratura Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Roma Tre che ha incentrato il suo intervento proprio sugli intrecci letterari avvenuti tra le più note letterate dell'epoca come Acciaiuoli o Scrovegni e Petrarca e Boccaccio.Autographa II.1 Donne, sante e madonne (da Matilde di Canossa ad Artemisia Gentileschi)
A cura di Giovanna Murano
editrice La Mandragora
pagg. 280
anno 2018
Link per l'acquisto
Feltrinelli
Mondadori
martedì 18 luglio 2017
Un film di una donna a settimana per un anno? # 38
# 38 Becomin Jane- Il ritratto di una donna contro
Jane viene allontanata dallo stesso Lefroy che si fidanza con la prescelta dalla famiglia e Jane per reazione fa altrettanto ma la lontananza dura poco, Lefroy infatti si rende conto di non poter stare senza Jane e le chiede scusa proponendole di scappare e sposarsi e Jane acconsente. Quando tutto è già deciso Jane però trova una lettera della mamma di Lefroy nella quale scopre quanto l'approvazione dello zio di Lefroy e la relativa rendita economica sia essenziale per la sussistenza della famiglia di lui. A questo punto Jane ci ripensa non volendo essere la causa della rovina della famiglia Lefroy e lascia definitivamente Tom nonostante le rimostranze di lui.























