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venerdì 20 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #51



#51 The Young Victoria




Restiamo in Inghilterra anche questa settimana per parlare di un film del 2009 che ci parla di una delle Regine più longeve e amate della Storia, una delle poche che compare da sempre sui testi scolastici e riempie scaffali da secoli!.

Parliamo infatti della Regina Vittoria il cui regno fu uno dei più lunghi e la sua figura di sovrana ha influenzato un'intera epoca. Il film ci narra dei suoi primi anni di regno, delle titubanze, incertezze fino all'amore con Albert che sarà il suo degno compagno di vita e regno. il film vinse l'Oscar per i costumi nel 2010.



Trama:
La giovane Vittoria è una ragazza quando apprende che il Re Guglielmo IV muore lasciando il trono d'Inghilterra vacante...lei è l'erede destinata a ricoprire il trono ma la sua giovane età crea malcontento e preoccupazione non solo presso il Governo ma anche a Corte. Lei stessa è impaurita dalla responsabilità che le spetta tuttavia non ci pensa a fare un passo indietro ma è pienamente consapevole del suo ruolo che vorrà adempiere nei migliori dei modi.

Nel frattempo sua madre prende la reggenza finché la ragazza non avrà la maggiore età e occuperà il suo tempo a prepararsi ai suoi doveri e responsabilità. In Europa si comincia a pensare a darle un marito capace di guidarla e nella più profonda tradizione diplomatica e aristocratica si comincia a fare rose di nomi di principi da proporre.

Anche suo zio il Re Leopoldo I del Belgio vuole farle conoscere il Principe Alberto che intanto viene educato ai gusti e alle preferenze della futura regina così che l'incontro tra loro possa andare per forza bene.
Tra i due effettivamente nasce subito una grande intesa ma soprattutto perchè Vittoria capisce quanto il Principe Alberto al di là della preparazione che gli hanno fornito sui suoi gusti musicali, di lettura...sia per lei una fonte di confronto e crescita quando sono semplicemente loro stessi senza forzature.
Iniziano a scriversi anche se Vittoria comincia anche a doversi difendere dagli intrighi di Palazzo che sua madre stessa le prepara per andare incontro al suo amante che vuole a tutti i costi che sua madre detenga il potere il più al lungo possibile.
Il tempo passa e Vittoria studiando e preparandosi arriva alla maggiore età sentendosi pronta a prendere le redini del suo Stato grazie anche a suo marito Albert che le resta accanto e che nonostante sia visto come uno straniero in realtà appoggerà sempre riforme e iniziative politiche nel solo favore del regno inglese. I due saranno indivisibile e affronteranno le prove e le bellezze che la vita riserverà loro dall'attentato contro Vittoria alla nascita dei loro figli...


Scelto perchè:
La Regina Vittoria è una delle poche protagoniste femminili che i libri di storia ricordano e celebrano e la sua vita personale e politica soprattutto è un grande esempio ancora oggi in cui le donne faticano ad accedere alle istituzioni e alla vita politica.



Titolo: The Young Victoria
Nazionalità: UK
Duarata: 100 min
Anno: 2009
Regia: Jean Marc Vallée
Produzione: Martin Scorsese, Sarah Ferguson
Cast: Emily Blunt, Rupert Friend, Miranda Richardson




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giovedì 21 aprile 2016

L'assenza-essenza di Charlotte






Oggi ricorre il bicentenario della nascita di Charlotte Brontë e la vogliamo celebrare parlando del nuovo libro edito da Fazi editore "Charlotte Brontë : una vita appassionata" di Lyndall Gordon che ci narra di nuovi scenari sulla sua figura di donna dell'epoca vittoriana e per riflesso sul suo talento di scrittrice.


Per quell'assioma tutto anglosassone del privato è pubblico seguendo un'analisi che la nota antropologa Ida Magli definiva "dell'assenza", cioè la necessità di recuperare il valore della mancanza delle donne nella società,quindi nella storia, studiando il ruolo delle donne nella vita quotidiana, ecco che dopo i decantati aspetti di delicatezza, di dolore e compostezza che hanno reso Charlotte un mito emblematico dell'età vittoriana, partendo proprio dalla sua quotidianità Lyndall approccia da un punto di vista anticonvenzionale la vita e le opere di Brontë rilevando che proprio dalla sua assenza, che manifestava anche nei gesti, come lo scrivere ad occhi chiusi, dal suo talento non riconosciuto, dall'atteggiamento di sufficienza dei suoi datori di lavoro presso cui faceva l'istitutrice, nasce il genio "ribelle", creativo di Brontë .


L'assenza diventa emblema esistenziale, e quindi essenza e presenza di Charlotte che ne trae l'occasione creatrice con cui dar sfogo alle sue capacità, tamponando l'assenza di documenti coevi ormai distrutti intenzionalmente, secondo Lyndall, proprio per suffragare l'immagine data dalle prime biografie, rilegge quindi le sue eroine per trovare quel guizzo ribelle e anti conformista della stessa Charlotte e scopriamo quindi una Charlotte inedita tutt'altro che remissiva ma anzi volitiva e soprattutto capace di sfruttare a proprio vantaggio un aspetto della cultura del suo tempo che piuttosto mortifica, penalizza ed esclude le donne soprattutto quelle che non corrispondono ai dettami dell'epoca e che hanno qualche genio... 





"Volevo parlare, crescere- era impossibile..."  








Ma noi invece ti ascoltiamo...Buon compleanno Charlotte!





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"Charlotte Brontë: una vita appassionata"
 Lyndall Gordon, Fazi
editore, 2016, pagg. 500