lunedì 27 luglio 2020

Jeanne Baret marinaia, naturalista

Il doodle di Google dedicato a Jeanne Baret,
marinaia naturalista



Nasce oggi 27 luglio 1740 a Saint-Aulaye  in Francia, Jeanne Baret.
Poco o nulla si sa della sua vita ma si conoscono invece le sue imprese per mare e terra. Marinaia travestita da uomo, naturalista che aiutò a raccogliere e classificare reperti naturali. Fu la prima donna a circumnavigare il globo.

Si imbarca nel 1766 con il nome di Jean Baret con la spedizione di Louis Antoine de Bougainville travestita da uomo come valletto personale del naturalista Philipbert Commerçon (Commoder).
Si distingue nelle varie esplorazioni della spedizione, in Papua Nuova Guinea a Rio De Janeiro, in Patagonia, raccogliendo piante, conchiglie, semi, pietre e catalogando i reperti. Tuttavia nascono presto dubbi sul suo sesso dopo insinuazioni degli autoctoni in Nuova Irlanda e poi a Tahiti dove gli indigeni tentano di abusare di lei avendola riconosciuta una donna. Scoperto il suo vero sesso, Jeanne ammette l'inganno pensato per potersi imbarcare.

Jeanne Baret da marinaia
come interpretata qualche anno
dopo la sua morte
 intorno al 1817.

Sbarcata nelle isole Mauritius con Commoder decidono di rimanere sull'isola dove alla morte del naturista, Jeanne si sposa con un soldato francese. Rientrata in patria oltre all'eredità lasciatagli da Commoder prima di imbarcarsi presso cui era in realtà la governante e forse anche amante, riceve anche una pensione dal Ministero della Marina per gli alti meriti che lo stesso Capitano de Bouganville le riconobbe.
Fu la prima donna a circumnavigare la terra.


Morirà nel suo paese natale, Saint-Aulaye , in Francia nel 1807.








COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

lunedì 20 luglio 2020

Maschiaccio e Femminuccia- Silvia Pillin


 Maschiaccio e Femminuccia 


Maschiaccio e Femminuccia è il nuovo libro contro gli stereotipi di genere in uscita in questi giorni edito da EL la casa editrice di Enaudi per ragazzi. 

Il 28 luglio infatti uscirà nelle librerie e online, ma è già preordinabile, il nuovo libro di Silvia Pillin 'Maschiaccio e Femminuccia' che come ci suggerisce il titolo affronta il tema degli stereotipi di genere nell'infanzia. Come ben cinquant'anni fa ci insegnava Elena Gianini Belotti infatti gli stereotipi di genere sono presenti sin dai primi anni di vita dei bambini e delle bambine che ne risentono nella loro crescita e nel modo in cui saranno grandi. 
Il libro ci parla di Caterina una bambina che ama il calcio e stampa supereroi in 3d e che per questo non ha amiche e Riccardo che si atteggia a bullo ma in realtà ama fare braccialetti quando un mercatino scolastico scompiglierà i loro segreti... 

Opportunità di Genere OG ha fatto qualche domanda all'autrice, Silvia Pillin su questo libro unico 'rappresentante' di questa tematica nei libri per ragazzi delle edizioni Einaudi. Ecco cosa ci ha risposto:



>Tu hai all'attivo già altri libri ma questo è il primo che tratta di stereotipi di genere, da dove l'idea? E perché proprio rivolto alle bambine e ai bambini?

Ciao e grazie per questa bella opportunità.

Rispondo prima alla domanda più facile: ho scritto un libro per ragazzi perché adoro i libri per ragazzi e ne leggo a volontà, per cui è un genere che conosco e nel quale mi sento a mio agio. Un libro sugli stereotipi di genere perché l'ho scritto nel periodo in cui uscivano notizie come quella dei libri "gender" messi all'indice da un comune del Veneto, o quella della madre indignatissima perché le maestre dell'asilo hanno fatto indossare al figlio un paio di pantaloni rosa (per non lasciarlo nei suoi pantaloni bagnati di pipì). Insomma, volevo reagire a queste notizie tristi e scoraggianti con un libro positvo.

>Per chi è stato pensato questo libro, chi 'dovrebbe' comprarlo?

Il libro è stato pensato per tutti i bambini e le bambine dai 9 anni, per mostrare loro che ci sono diverse possibilità, che si può scegliere. Spero che piacerà anche alle mamme, alle nonne, alle insegnanti, alle zie che come me sognano un mondo più aperto e inclusivo, libero da stereotipi.


>Pensi che la scelta di questa tematica ti abbia penalizzato presso alcune case editrici?

No, non direi. Gli editori che pubblicano libri per bambini solitamente sono molto sensibili.

>Quali stereotipi affronti in questo libro?
I protagonisti si trovano di fronte ai più radicati e frequenti: le femmine devono essere carine, gentili, praticare danza e vestirsi di rosa, i maschi devono essere forti, non possono piangere né giocare con le bambole. Ma attorno a loro si muovono altri personaggi "sovversivi": la mamma ingegnera, il papà casalingo, la sorella tutta tatuata campionessa di boxe... insomma tutti quanti rivendicano la libertà di essere se stessi e fare ciò che li rende felici fuori dalla prevedibilità degli schemi culturali.

>La tua esperienza, la vita di tutti i giorni tua e degli altri ti ha ispirato mano mano nei vari aspetti del libro?

Sicuramente. Come dicevo l'idea è nata da delle notizie lette sui quotidiani, poi devo ammettere che ho preso molto spunto dalla mia infanzia: ero una scavezzacollo con le ginocchia sempre piene di croste. La mia idea di "giocare con le Barbie" era tagliare loro i capelli in modi pochi ortodossi. Mia sorella non era contenta.

Silvia Pillin
 >Caterina e Riccardo non sono reali ma potrebbero esistere...
Per me esistono. Ho sempre scritto (e amo leggere) romanzi realistici ambientati nella contemporaneità perché credo fermamente che i libri, e in generale le parole, hanno il potere di modificare e creare la realtà.

>Ci sono stereotipi di genere  a cui non avevi pensato ma che con questo libro hai dovuto affrontare?

In realtà ho dovuto tenerne fuori moltissimi per non perdere il focus e rischiare di scivere una storia poco "compatta" e coerente. Un argomento di cui mi piacerebbe sicuramente parlare e che non ha trovato posto in "Maschiaccio e femminuccia" sono le donne che scelgono di non avere figli.


Grazie e allora chissà al prossimo libro per tutte quelle donne che legittimamente scelgono di non avere prole. Intanto



Maschiaccio e Femminuccia
Silvia Pillin
Dai 9 anni
€12
Pagg.128

Edizioni EL 






COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

venerdì 10 luglio 2020

Nina la poliziotta dilettante- Carolina Invernizio









Nina la poliziotta dilettante di Carolina Invernizio è un romanzo giallo di una delle più prolifiche scrittrici italiane.


Di Carolina Invernizio devo ammettere che non ero riuscita a leggere ad oggi molto proprio perché purtroppo come ricordato in altri post è stata una 'Giallista oscurata'.
Qui puoi leggere il post su
Carolina Invernizio

Ora questa nuova edizione di Nina la poliziotta dilettante da parte della casa editrice Rina edizioni ci restituisce questo appassionante giallo.

Carolina Invernizio è ritenuta l'Agatha Christie italiana ma questo diffuso assioma non mi trova particolarmente d'accordo innanzi tutto perché non amo i paragoni e poi perché come ci ricorda Alessia Gazzola nella Prefazione, Invernizio scrisse anni prima di Christie quindi se proprio si vuole paragonarle è vero piuttosto il contrario visto che Invernizio ebbe un gran successo anche all'estero appunto qualche anno prima di Agatha Christie, siamo noi colpevoli di averla dimenticata.

Dispiace trovare nella postfazione riferimento alla sua vita borghese, casalinga, esclusivamente familiare e quindi noiosa e che contrasta con le sue trame ricche invece di colpi di scena, una critica ancora molto attuale se si pensa che solo poche settimane fa si sono offese le massaie come categoria di donne poco colte e non in grado di capire situazioni complesse, che necessitano di semplificazioni e spiegazioni. La risposta delle donne però non si è fatta attendere e ha raccolto numerosissime firme, tra cui la mia e quella più nota di Dacia Maraini, fino ad approdare al Corriere della Sera sabato scorso.
D'altronde all'epoca di Invernizio poche erano le donne che potevano definirsi professionalmente, la Marchesa Colombi, Neera, Matilde Serao? Frequente era la condizione di scrittrici e giornaliste mogli e madri senza che fosse  un limite, almeno per le donne stesse che come oggi si dividono tra famiglia e lavoro. Invernizio si presentava prima come madre e moglie che non con il titolo di scrittrice ma perché per questo denigrarla? Quest'ultima critica va solo a sommarsi alle numerose che purtroppo Invernizio ha collezionato nel tempo dai suoi detrattori dell'epoca, molti forse solo invidiosi del suo successo. La additarono infatti  con disprezzo come 'La casalinga di Voghera', indicando qualcuno, in questo caso qualcuna  che si era spinta oltre, che si era messa a fare qualcosa che non le si addiceva eppure Carolina Invernizio ebbe molto successo.
Fu colei che grazie ai suoi racconti cambiò il canone dei feuilleton proponendo donne capaci, risolute, alla conduzione dell'intricata trama dei suoi gialli che vengono tuttavia brillantemente risolti dalle capacità di queste eroine, come si legge 'stabilendo così il passaggio dal superuomo alla superdonna del feuilleton'. Se vi sembra poco per una casalinga...

Umberto Eco che la stimò molto dichiarò che comunque scriveva male, e sì forse non aveva l'eleganza di una Gianna Manzini o di una Alba de Céspedes che comunque scriveranno tempo dopo ma il suo stile rispecchia invece la sua epoca senza dimenticare poi che i suoi romanzi erano  per la maggior parte, come ricordato, dei feuilleton quindi editi a puntate sui giornali che si indirizzavano a tutti i tipi di lettori e lettrici inoltre, come ci ricorda ancora una volta  Alessia Gazzola, le sue paladine sono le capostipiti di tutte le detective odierne a cominciare da Miss Marple compresa. Se vi sembra poco per una casalinga...

Io posso dirvi che questo romanzo giallo vi incollerà alla pagina e io di gialli ne ho letti. Un poliziesco che ha più di cento anni ma è ancora in grado di stregarvi.

Trama:
La trama è delle più classiche, un omicidio che scardina tutto: all'alba Carlo, un nobile, bello e ricco e, forse per la prima volta,  innamorato, di Nina, viene ucciso.
Nina, bellissima ma povera, orfana ed operaia. Un amore contrastato dalla nobile famiglia ma che poi nel momento del sospirato accoglimento e della felicità promessa svanisce definitivamente con la morte del promesso sposo e con il suicidio della promessa sposa Nina, o no? Chi ha voluto la morte del Conte Carlo? Chi ha commesso l'orribile gesto e perché?
Una trama fitta, piena di colpi di scena e di sotto-trame, mai banale ci porta a scoprire l'intrigata vita dei protagonisti...

Nina dapprima sospettata dell'omicidio, si finge morta per indagare sull'omicidio del suo innamorato. Riesce ad intrufolarsi con un inganno nella dimora nobile dove sarebbe dovuta essere sposa felice e Contessa, nella casa della zia di Carlo, la Contessa Eugenia la quale che interesse avrebbe avuto a far uccidere il suo unico parente, amato come un figlio? Ma qui Nina conosce anche non già l'immancabile maggiordomo ma la dama di compagnia della Contessa, una ragazza zoppa; che sia stata lei segretamente innamorata del Conte di cui ne anelava il cuore? Oppure è stato Martino, operaio da sempre innamorato di Nina? E cosa c'entra allora Ginetta una ex collega di fabbrica di Nina? E ancora altri presunti colpevoli e improbabili innocenti...

Carolina Invernizio
Nina la poliziotta dilettante
Rina Edizioni
2020



COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato