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giovedì 22 febbraio 2018

La vie mouvementée d'Henriette Campan"- Come la Dama di Camera di Maria Antonietta rivoluzionò l'educazione delle donne- Geneviève Haroche-Bouzinac





In questo nuovo libro, 'La vie mouvementée d'Henriette Campan', in lingua francese, di Geneviève Haroche-Bouzinac, presentato  all' Institut français Centre Saint Louise a Roma, ieri, da Benedetta Craveri, la nota letterata e critica tra le più importanti studiose di letteratura e lingua francese ora a Napoli alla Università Sant'Orsola Benincasa, Henriette Campan, ha una nuova vita. La storica Bouzinac, Professoressa di Letteratura francese dell'età classica all'Università d' Orlèans, infatti su documenti finora inediti, tra cui le numerose lettere del fratello Edmond, primo ambasciatore della Repubblica francese negli Stati Uniti, conservate alla Biblioteca del Congresso, approfondisce un aspetto della vita di questa donna straordinaria ritenuta a torto solo la Dama di Camera della Regina Maria Antonietta.

Henriette Campan è una donna straordinaria, perché ha vissuto nel pieno e in pieno il cambiamento storico più esaltante e allo stesso tempo terrificante che il periodo moderno in Europa possa ricordare: la caduta dell'Ancien Régime, la Rivoluzione francese, l'Impero e la Restaurazione. La sua vita quindi fu straordinaria ma in effetti straordinaria fu lei che seppe, grazie alle sue capacità, diversamente da altre dame di Corte, districarsi nel corso degli anni e delle difficoltà che i cambiamenti politici, storici, come una ghigliottina di volta in volta sconvolgevano tutto ciò che era riuscita a costruire e a conquistarsi.

Il Direttore dell'Istituto francese presenta la serata
con Geneviève Haroche Bouzinac e Benedetta Craveri.
Henriette Campan, nata Geret, è stata finora considerata esclusivamente o per lo più la Prima Dama di Camera di Maria Antonietta e la prima fonte sulla quale ricostruire la vita della Regina ma Henriette stessa fu in realtà una figura di donna degna di rilevanza sia per noi posteri sia per i suoi contemporanei. In effetti Geneviève Haroche-Bouzinac riesce a porre in luce come Henriette attraverso la sua vita sì ma anche attraverso le sue scelte, soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, è riuscita a imprimere un proprio contributo al suo paese grazie alla sua attività di istitutrice della futura classe dirigente francese.

Figlia di un abile traduttore, funzionario di Corte, fedele “servitore” seppur 'illuminato' infatti sente l'esigenza di riformare la monarchia, dà a sua figlia un'istruzione ai massimi livelli, con precettori importanti, le fa studiare l'inglese, l'italiano, la musica...è un padre attento che vuole dare alla figlia gli strumenti per cavarsela, è un funzionario fedele alla monarchia ma illuminato.
Henriette cresce quindi in questo ambiente e si ritrova alla Corte di Versailles, che poi vedrà anche le sue sorelle ed il fratello, quasi come in gabbia, si definirà infatti una “schiava”. Diventa grazie alle sue competenze, alla sua istruzione, la Prima Cameriera di Maria Antonietta, la Regina, e questo comporta grandi responsabilità. Henriette infatti a titolo del suo ruolo è responsabile dei gioielli della regina e soprattutto dei Conti. Si sposa con un funzionario anch'egli della Corte, perché così si conviene ma il matrimonio non sarà dei più riusciti. I suoi rapporti con la Regina sono professionali ma mai troppo intimi almeno fino alle Tuileries quando il Re in persona le dà da custodire dei documenti riservati che lei terrà al riparo e distruggerà su suo ordine.


Tanti gli aneddoti nel libro di Geneviève Haroche-Bouzinac che si sofferma però soprattutto sulla “missione” che Henriette si prefigge dopo la Rivoluzione. Infatti dopo la caduta dell'Ancien Régime, rimasta fedele alla Regina che vuole servire fino alla fine, riesce a cavarsela durante il Terrore, nascondendosi con la sua famiglia, il marito e i figli. Passa anni difficili ma caduto Robespierre bisogna reinventarsi nuovamente e così Henriette pensa alle donne. Le scuole non ci sono più, pensa quindi all'istruzione femminile, a dare alle donne strumenti formativi che le rendano indipendenti, soprattutto nel pensare.

Crea quindi un istituto d'educazione femminile, la “Maison d'éducation de Saint Germain en Laye” dove accoglie alunne di ogni classe sociale, o meglio figlie di nobili ghigliottinati, così come di girondini. Sono bambine traumatizzate che hanno vissuto e visto violenze ma lei saprà essere una brava educatrice anche molto tenera. Tante saranno infatti le testimonianze rimaste di sue allieve che la chiamano “La mia cara mamma”, “la mia seconda mamma”. Molte alunne saranno anche americane grazie al supporto che il fratello, Edmond, primo ambasciatore della Repubblica francese negli Stati Uniti e poi cittadino americano, darà alla scuola. Quindi le sue classi saranno frequentate da giovani nobili, decadute e orfane così come da figlie di girondini, di diplomatici e di consoli. Fa del suo ruolo di Istitutrice, come lei stessa ama definirsi, quello che in America chiamano dell'American Mother, riesce infatti a creare un clima di familiarità, condivisione ed affetto che rimarrà nei cuori e nella personalità delle sue alunne, a vita. 

Incontrerà poi Bonaparte che rimarrà molto colpito dalla sua personalità e tempra tanto da affidarle l'educazione di Carolina e poi di Paolina e quando sarà Imperatore, la nominerà a capo della scuola della Legione d'Onore di Ecouen.
Con la Restaurazione però arriva per Henriette un nuovo momento di difficoltà, è il momento di rifuggiarsi di nuovo e soprattutto di fissare i suoi ricordi.


Il metodo educativo che Henriette mette in pratica alla scuola di Saint Germain en Leye è a dir poco rivoluzionario. Il suo principio cardine è che le ragazze devono imparare a pensare,  perché il futuro, come lei sa bene, è incerto e solo l'educazione può dare loro una chiave di svolta per cavarsela.
Al centro del suo programma educativo c'è l'alunna. Non ci sono classi fisse, Henriette crede nel merito perciò pur esistendo una progressività dell'educazione non esiste rigidità. Dopo gli esercizi che sono costanti se l'alunna dimostra di aver acquisito gli strumenti formativi passa a quelli successivi, non c'è obbligatorietà annuale. Per Henriette esiste una progressione “individuale”. Così sceglie come insegnati i migliori del Conservatorio per la musica, dell'Accademia per il disegno...crea un programma di studi complesso, articolato e molto esigente perché basato sul talento. 

Per aiutare le sue alunne che come detto venivano da estrazioni e situazioni diverse, anche traumatizzanti, Henriette pensò di utilizzare il Teatro come strumento di elaborazione, attraverso i suoi “Dialoghi d'educazione” insegna loro nuovi vocaboli ma anche a parlare in pubblico, a far fronte alle proprie paure e limitazioni. Vuole dare a queste ragazze gli strumenti per affacciarsi alla vita, cercarsi un lavoro ed essere indipendenti.


Quando Napoleone la nominerà capo dell'Istituzione educativa Nazionale di Ecouen cercherà di portare avanti questa sua visione nonostante le numerose limitazioni dei decreti imperiali, vorrà infatti applicare i suoi metodi, immaginandosi a capo di una emancipazione femminile.

Molto bello questo libro quindi che tratta anche, immancabile, di un grande e noto mistero: quello dei gioielli della Regina. Imperdibile.







Titolo: "La vie mouvementée d'Henriette Campan"
Autrice: Geneviève Haroche-Bouzinac
Editore: Flammarion
Anno: 2017
pagg: 450
Lingua: Francese








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venerdì 12 maggio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #28


Maria Antonietta nel 1769, Joesph Ducreux.

 Credit: Wikipedia



#28 Maria Antonietta



Questa settimana ricorre l'anniversario della nascita di Olympe De Gouges, l'intellettuale che durante la Rivoluzione Francese lottò per rivendicare i diritti delle donne e per questo fu giustiziata al patibolo. OG vi propone un film che ripercorre, seppur in chiave moderna, gli avvenimenti principali di quei giorni nella sceneggiatura di Sofia Coppola e il suo “Maria Antonietta” del 2006.

La rivisitazione di questo film che unisce la visione “in costume” alla contemporaneità l'ha reso soggetto a numerose critiche ma anche ad altrettanti elogi.

Trama: Siamo nella seconda metà del 1700 e Maria Teresa, Imperatrice d'Austria, decide di dare in sposa al Delfino di Francia una delle sue figlie per instaurare un legame politico con questo paese europeo da sempre rivale dell'Impero Asburgico. La scelta ricade su Maria Antonia Giuseppa, arciduchessa d'Austria che però è abituata ad una realtà regale molto diversa da quella che la aspetta in Francia.
Una volta nel suo paese, la Francia, Maria Antonietta dovrà ben presto adattarsi ai nuovi usi e costumi del suo popolo e della sua Corte ma non senza difficoltà e visto che il suo è stato un matrimonio “di Stato” e le cose con il marito non vanno bene, il matrimonio non viene neanche consumato, Maria Antonietta si consola con gli aspetti più futili e mondani di Corte.

Gli ingenti debiti dello stato francese, impegnato a supportare la rivoluzione americana, impoveriscono la popolazione creando un forte mal contento popolare che sfocia soprattutto contro la Regina Maria Antonietta, che nel frattempo è diventata madre dell'erede al trono...la Rivoluzione è alle porte e la vita dei sovrani francesi è appesa ad un filo, anzi ad una carrozza mentre tentano di scappare e lasciare la Francia.


Scelto perché: Le donne nella storia emergono soprattutto come “merce di scambio” tra paesi che per “ragioni di Stato” combinano matrimoni per creare o rinsaldare legami dinastici e di potere politico. La vicenda tristemente nota di Maria Antonietta è da sempre emblema di queste politiche matrimoniali adottate soprattutto in epoca moderna. Il periodo della Rivoluzione francese in cui la vicenda è ambientata poi ha visto nel tempo la riscoperta anche da parte di importanti storici della presenza e del contributo delle donne che però poi alla resa dei conti sono state rilegate in ambiti privati o quelle più scomode, come fu Olympe de Gouges, giustiziate.

Titolo: "Maria Antonietta"
Titolo originale: "Marie Antoinette"
Nazionalità: USA, Fr
Anno: 2006
Durata: 125 min.
Sceneggiatura: Sophia Coppola
Regia: Sophia Coppola
Costumi: Milena Canonero
Cast: Kristen Dunst,  Judy Davis, Jason Schwartzman



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martedì 1 aprile 2014

Sophie che si intendeva di numeri primi

Almanacco del 01 Aprile:










Ci troviamo a Parigi, dove in questo giorno nasce una delle più importanti studiose matematiche: Sophie Germain, il 1 aprile 1776 a Parigi, crebbe in piena Rivoluzione Francese quindi e rivoluzionario sarà anche il suo stile di vita.

Appassionata di matematica che scopre grazie alla biblioteca paterna, a 13 anni esaltandosi per la vita di Archimede, studia come autodidatta, dapprima la notte per non farsi scoprire dai genitori, contrari poiché studi simili non si addicono alle donne, e poi incoraggiata dagli stessi per la tenacia con cui porta avanti questa passione. Così come ci racconta il suo primo biografo, il matematico conte italiano Guglielmo Libri Carucci.

A lei si devono importanti spunti e riflessioni sulle teorie matematiche dei numeri primi, alcuni dei quali prendono infatti il suo nome, e ancor di più per gli importanti apporti alla futura teoria dell'elasticità con i suoi studi sulle superfici e raccolti nell'opera " Memoria delle curvature delle superfici". Eppure non sarà ricordata tra i nomi di coloro che grazie ai loro studi sull'elasticità delle placche avevano reso possibile la costruzione della Torre Eiffel nonostante fosse anche, tra l’altro, la vincitrice del concorso indetto da Napoleone all'Accademia delle Scienze di Parigi nel 1815, dopo altri due tentativi negli anni passati, nel 1809 e nel 1813, sulle tematiche relative proprio all’ elasticità.

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I suoi studi furono apprezzati da importanti personalità dell'epoca come il professore Lagrange, Poinsot, Gauss e Fourier, anche se almeno inizialmente dovette presentarsi con un nome maschile per farsi pendere sul serio come tale Antoine-August Le Blanc, lo stesso pseudonimo usato per potersi iscrivere al nuovo Politecnico di Parigi nel 1795, vietato alle donne e con cui riuscì a farsi notare prima  dal suo professore Lagrange, al Politecnico, che la volle conoscere e che rimase colpito, favorevolmente, dal fatto che davanti a lui si palesò in realtà una donna e poi dalla massima autorità dell'epoca in tema di scienze matematiche, il luminare Carl Friedrich Gauss, professore all'Università di Göttingen.

Nonostante le difficoltà dovute all'essere una donna, che tra l’altro scelse di non sposarsi, i sabotaggi e gli atteggiamenti di sufficienza riservatele, con la vincita del concorso dell'Accademia delle Scienze le fu riconosciuta una certa notorietà e con le sue teorie sull' Ultimo teorema di Fermat, fu la prima donna ad essere ammessa all'Accademia delle Scienze, ormai quarantenne.

Fu anche un'apprezzata, seppur postuma, autrice di libri di filosofia, altra sua passione, e scrisse due opere che vennero pubblicate dopo la sua morte grazie al nipote, "Pensieri" e "Considerazioni generali sullo stato delle scienze e delle lettere, nelle diverse epoche delle loro culture", molto apprezzata da Comte.

Non avendo potuto proseguire la sua carriera scolastica al Politecnico di Parigi, venne insignita di una laurea honoris causa dall'Università di Göttingen, per volontà di Gauss ma malauguratamente, Sophie Germain, Marie Sophie Germain, morì per un tumore al seno prima di poter ricevere il riconoscimento, il 27 giugno 1831.  Fu seppellita nel cimitero parigino di  Père Lachaise.

Dal 2003 l’Accademia delle Scienze ha intitolato, in accordo con l’Istituto di Francia, un premio a Sophie Germain per i giovani ricercatori in matematica.





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Biografie:

TOTI RIGATELLI Laura, "Sophie Germain, una matematica dimenticata", Ed. Archinto, 2007.


Opere di dominio pubblico:

volgarizzazione dal francese di UNGARO Michele e PIEZZO Luigi, Napoli, Ed. Stamperia del Fibreno, 1847.



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