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venerdì 27 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno?#52





#52 Angeli d'Acciaio



Si conclude con il cinquantaduesimo film la rubrica di OG “un film di una donna a settimana per un anno”, ispirata alla campagna #52FilmsbyWomen della Women Film Festival, WIF.

Un anno fa l'inizio, e non sembra proprio passato così tanto, e concludiamo riprendendo il filo iniziale con questo film, capostipite un po' del genere, sulle rivendicazioni dei diritti delle donne.
Nato per la tv americana, per la regia di Katja Von Garner e sceneggiato da Sally Robinson, è uscito nel 2004 e ha fatto incetta di premi tra cui miglior attrice non protagonista e nomination come miglior film tv.

Nel cast attrici del calibro di Hilary Swank che sfiora il Golden Globe Award come miglior attrice protagonista, che poi vinse l'Oscar per Million Dollar Baby, Anjelica Huston, miglior attrice non protagonista, Frances O' Connor e Patrick Dempsey.


Trama: Siamo negli Stati Uniti nei primi del'900 e le donne stanno ancora cercando di farsi prendere sul serio dalla politica che, rimasta indifferente alle rivendicazioni ottocentesche delle donne per il suffragio femminile, ha da tempo invece riconosciuto diritti alle persone di colore.
Una nuova generazione di suffragette si fa avanti cercando inizialmente di coordinare un'azione con la “vecchia guardia” di femministe come Carrie Chapman Catt. Presto però le differenze di approccio alla rivendicazione per il diritto di voto delle donne saranno tali per cui le “nuove leve”, capeggiate da Alice Paul, Hilary Swank, creeranno una loro base e movimento: il Partito Nazionale delle Donne- National Women's Party, nel 1916.


Alice Paul infatti usa mezzi ritenuti troppo aggressivi da Carrie Chapman, fondatrice della Associazione Nazionale per il Suffragio delle Donne Americane- NAWSA : cortei, manifestazioni, dimostrazioni con volontarie da ogni parte del paese e perfino amazzoni a cavallo che sconcertano l'ala più tradizionalista del movimento convinta ancora dei mezzi “classici” delle petizioni e raccolte firme. 

Alice Paul e Lucy Burns iniziano invece un picchetto costante e organizzato davanti alla Casa Bianca finché il presidente Wilson non decide di porre fine con la forza della polizia a queste manifestazioni che scatenano risse e sommosse. Le suffragette infatti vengono derise, insultate, malmenate mentre la polizia fa finta di non vedere le violenze.


Le attiviste vengono arrestate per occupazione di suolo pubblico ma una volta in prigione subiscono vessazioni e soprusi e quando la stessa Alice Paul finisce dentro, la situazione degenera ulteriormente.
Alice inizia lo sciopero della fame, seguita dalle sue compagne, a questo punto la direzione penitenziaria, dopo metterla in isolamento nel reparto di malattie mentali, la alimenta a forza con sondini che dal naso raggiungono lo stomaco, provocando lacerazioni evidenti sul corpo di Alice e delle sue compagne.
Aiutata da una secondina però le violenze del carcere arrivano sui giornali nazionali, che le rinominano sì angeli ma dalle mascelle d'acciaio (titolo originale) e lo scandalo è inevitabile, anche lo scoppio della Guerra non riuscirà a metterlo in secondo piano, anzi la condizione femminile è ormai mutata proprio in base alla guerra e questa è una realtà ormai evidente per tutta la società...finalmente, seppur fino all'ultimo voto, nel 1920 le statunitensi ottengono il diritto di voto, con grande soddisfazione anche delle suffragette più tradizionaliste.

Scelto perché: questo film come detto è stato il capostipite anche del più recente “Suffragette”, ambientato durante le rivendicazioni politiche inglesi, che tanto ha colpito l'opinione pubblica e rilanciato anche in questi ultimi tempi il tema sui diritti delle donne.

Credits: screenshot by opportunitàdiGenereOg
in base all'art. 70 Legge sulla protezione diritto d'autore 633/41
e successive modifiche

OG ci teneva quindi, dopo aver iniziato proprio con Suffragette questo percorso cinematografico dedicato alle donne, a concludere con una sorta di fil rouge ideale anche perché “Angeli d'acciaio” ha ispirato proprio l'esperienza e la nascita di Opportunità di Genere fin dai tempi universitari. Notate affinità cromatiche? Non sono affatto casuali, i colori di OG furono proprio ispirati da quelli delle suffragette di Alice Paul.



Titolo: Angeli d'Acciaio
Titolo originale: Iron Jawed Angels
Anno: 2004
Durata: 123 min.
Nazionalità: USA
Regia: Katja Von Garnier
Sceneggiatura: Sally Robinson
Cast: Hillary Swank, Angelica Hudston, Francis O' Connor, Patrick Dempsey.




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venerdì 20 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #51



#51 The Young Victoria




Restiamo in Inghilterra anche questa settimana per parlare di un film del 2009 che ci parla di una delle Regine più longeve e amate della Storia, una delle poche che compare da sempre sui testi scolastici e riempie scaffali da secoli!.

Parliamo infatti della Regina Vittoria il cui regno fu uno dei più lunghi e la sua figura di sovrana ha influenzato un'intera epoca. Il film ci narra dei suoi primi anni di regno, delle titubanze, incertezze fino all'amore con Albert che sarà il suo degno compagno di vita e regno. il film vinse l'Oscar per i costumi nel 2010.



Trama:
La giovane Vittoria è una ragazza quando apprende che il Re Guglielmo IV muore lasciando il trono d'Inghilterra vacante...lei è l'erede destinata a ricoprire il trono ma la sua giovane età crea malcontento e preoccupazione non solo presso il Governo ma anche a Corte. Lei stessa è impaurita dalla responsabilità che le spetta tuttavia non ci pensa a fare un passo indietro ma è pienamente consapevole del suo ruolo che vorrà adempiere nei migliori dei modi.

Nel frattempo sua madre prende la reggenza finché la ragazza non avrà la maggiore età e occuperà il suo tempo a prepararsi ai suoi doveri e responsabilità. In Europa si comincia a pensare a darle un marito capace di guidarla e nella più profonda tradizione diplomatica e aristocratica si comincia a fare rose di nomi di principi da proporre.

Anche suo zio il Re Leopoldo I del Belgio vuole farle conoscere il Principe Alberto che intanto viene educato ai gusti e alle preferenze della futura regina così che l'incontro tra loro possa andare per forza bene.
Tra i due effettivamente nasce subito una grande intesa ma soprattutto perchè Vittoria capisce quanto il Principe Alberto al di là della preparazione che gli hanno fornito sui suoi gusti musicali, di lettura...sia per lei una fonte di confronto e crescita quando sono semplicemente loro stessi senza forzature.
Iniziano a scriversi anche se Vittoria comincia anche a doversi difendere dagli intrighi di Palazzo che sua madre stessa le prepara per andare incontro al suo amante che vuole a tutti i costi che sua madre detenga il potere il più al lungo possibile.
Il tempo passa e Vittoria studiando e preparandosi arriva alla maggiore età sentendosi pronta a prendere le redini del suo Stato grazie anche a suo marito Albert che le resta accanto e che nonostante sia visto come uno straniero in realtà appoggerà sempre riforme e iniziative politiche nel solo favore del regno inglese. I due saranno indivisibile e affronteranno le prove e le bellezze che la vita riserverà loro dall'attentato contro Vittoria alla nascita dei loro figli...


Scelto perchè:
La Regina Vittoria è una delle poche protagoniste femminili che i libri di storia ricordano e celebrano e la sua vita personale e politica soprattutto è un grande esempio ancora oggi in cui le donne faticano ad accedere alle istituzioni e alla vita politica.



Titolo: The Young Victoria
Nazionalità: UK
Duarata: 100 min
Anno: 2009
Regia: Jean Marc Vallée
Produzione: Martin Scorsese, Sarah Ferguson
Cast: Emily Blunt, Rupert Friend, Miranda Richardson




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giovedì 12 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #50

   

# 50 Jane Eyre



Non poteva mancare prima che si concludesse questa rubrica la presenza, tra i film da consigliare, proprio di questo su Jane Eyre nella versione del 1996 di Franco Zeffirelli tra le più coerenti con il libro. L'ultima trasposizione filmica è del 2011 altrettanto lodevole, con Mia  Wasikowska e Michael Fassbender, Judie Dunch e la sceneggiatura di Moira Buffini.



Trama: Jane Eyre  é una piccola orfana costretta a crescere in casa di una zia che la odia e dove non va d'accordo con i suoi cugini, per quanto coetanei. Un giorno spazientita definitivamente da questa situazione la zia decide di farla entrare in un istituto di carità dove il suo temperamento e spirito sensibile e allo stesso tempo ribelle non viene accolto con simpatia né comprensione dalle istitutrici e Jane crescerà chiedendosi sempre quale possa essere la differenza tra lei e le altre mettendosi sempre in discussione. Qui riesce ad avere una sola amica Ellen, la meno uniforme delle altre ma un giorno Ellen si ammala di tisi e muore. 

Diventa un'istitutrice, cogliendo l'occasione di poter andare via dal suo istituto e iniziare così una vita diversa.
Arriva nella casa della piccola Adele, una bambina che le si affezionerà subito e a cui anche Jane riuscirà a volere bene. Qui a Thornfield Hall conosce Edward Rochester, tutore della bambina e proprietario della tenuta in cui succedono episodi spiacevoli e inquietanti come risate notturne o presenze poco rassicuranti.

Tra i due nasce subito una grande affinità che si trasforma in amore seppur all'inizio molto ben celato dall'uomo che alla fine però non può che cedere al suo sentimento chiedendo a Jane di sposarlo.

Nel frattempo la zia di Jane, Reed, muore rivelando l'esistenza di uno zio che lascia tutti i suoi averi a Jane.
Il giorno delle nozze arriva ma si presenta un legale che blocca il matrimonio sostenendo che l'uomo non può sposarsi, perché già coniugato. Si viene a scoprire così che Rochester è già sposato con una donna pazza tenuta rinchiusa proprio in casa e a cui sono da imputare tutte le stranezze che vi accadono.
Jane sconvolta decide di abbandonare la casa e si rifugia dal pastore St. Jhon Rivers da cui riceve accoglienza e supporto.

Con il tempo il pastore si scopre innamorato di Jane e le chiede di sposarlo ma questa richiesta risveglia in Jane il dubbio sui suoi sentimenti per Rochester così decide di tornare alla tenuta ma la trova diroccata. Infatti dalla sua partenza Thornfield Hall è andata bruciata e la moglie di Rochester è morta mentre l'uomo è rimasto invalido. Jane capisce di amarlo ancora e lo cerca, trovandolo su una sedia a rotelle e cieco. L'amore tra i due è ancora molto forte e decidono di sposarsi e coronare il loro sogno d'amore...


Scelto perché:
Charlotte Bronte ci ha regalato un ritratto di donna unico a cui ancora oggi possiamo guardare e nella quale ritrovare i nostri dubbi, le nostre considerazioni ma anche l'esempio di poter cambiare le cose che non ci vanno bene partendo da noi stesse. Jane investendo nella sua istruzione ha trovato il modo di emanciparsi da una realtà a lei non congeniale e di crearsi un proprio percorso, che solo lei ha scelto.



Titolo: Jane Eyre
Nazionalità: ITA; Uk, Fr

Anno: 1996
Durata: 111 min.
Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura: Hughe Whitemore
Costumi: Jenny Beavan
Cast: Charlotte Gainsburg, Geraldine Chaplin, William Hurt, Maria Schneider





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martedì 3 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #49




# 49 Padrona del suo Destino



Questa settimana OG vi porta a Venezia anzi nella Repubblica di Venezia per conoscere una delle più grandi poetesse e donne colte dell'epoca. In verità poco nota da questo punto di vista ma più per la sua professione lasciva che però le diede proprio l'occasione per istruirsi e come poche altre donne del suo mestiere e del suo tempo scoprire abilità letterarie che la fecero apprezzare dai più noti e acclamati letterati cinqueceneteschi.

La trama del film infatti si basa sulla vita di Veronica Franco, liberamente ispirata dal libro "The Honest Courtesan. Veronica Franco, citizen and writer in sixteenth century Venice" di Margaret Rosentahal.

Bellissima la cornice veneziana e i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci.




Trama:

Nel 1583 Venezia è uno degli Stati più importanti e potenti del mondo allora conosciuto e vive di commercio, politica, arte e cultura e questo grazie anche alle sue cortigiane. Sì perchè le cortigiane veneziane non sono tutte uguali, quelle più colte e preparate sono le uniche che si rivolgono ai grandi e potenti signori aristocratici della Serenissima.

Veronica è una giovane innamorata di Marco, un ragazzo aristocratico, ma il loro amore è contrastato per le umilissime origini della ragazza la cui madre è ritenuta donna molto colta ma dedita alla prostituzione e che vista l'impossibilità di questo amore la avvia al 'mestiere'...Veronica legge e studia molto e diventa apprezzata nel suo mestiere tanto per la sua bellezza quanto per le sue capacità letterarie e la sua intelligenza nel riuscire a parlare di "cose da uomini" con discrezione e mai con saccenza. 



Diventa amica e conosce le maggiori personalità di Venezia mentre Marco è costretto a prender moglie secondo la volontà della sua nobile famiglia ma la serenità della Repubblica viene presto interrotta dalla minaccia turca...gli uomini sono impegnati in guerra e le loro mogli sono costrette addirittura a rivolgersi alla stessa Veronica per sapere le sorti dei loro mariti. Veronica viene inoltre pregata di farsi ambasciatrice presso il Re di Francia per riuscire a farlo interessare alla causa veneziana e durante una visita nella Repubblica, riuscirà effettivamente a farsi apprezzare perfino dall'incontentabile e capriccioso Re Enrico III che acconsentirà a finanziare la guerra veneziana contro i turchi.

Ma per Veronica gli impegni non sono passati infatti la Santa Inquisizione si concentra su di lei e la processa per stregoneria ma al suo fianco però si ritroverà tutti i più importanti esponenti del governo veneziano, e anche il suo Marco che non lesinerà di dimostrarle il suo amore. Di fronte alle marcate allusioni dei potenti veneziani perfino la Santa Inquisizione riterrà opportuno fare un passo indietro...


Scelto perchè:


La vita e le opere di Veronica Franco sono ancora poco conosciute e meriterebbero di essere note tanto quanto la sua biografia che ci rende appieno la realtà di un periodo storico affascinante quanto la sua stessa vita.


Titolo: Padrona del suo destino
Titolo originale: Dangerous Beauty
Anno: 1998
Durata: 110min.
Nazionalità: USA
Regia: Marshall Herskovitz
Costumi: Gabriella Pescucci
Cast: Catherine McCormack, Jacqueline Bisset, Rufus Sewell




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mercoledì 27 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #48







#48 We want sex



Sulla scia del tema che OG ha scelto per arrivare a concludere questa iniziativa di “Un film di una donna a settimana per un anno?” liberamente ispirata a #52FilmsbyWomen che appunto si concluderà tra qualche settimana, un film inglese di qualche anno fa che è stato prodotto dalla BBC e che ci introduce seppur con qualche finzione scenica, negli avvenimenti realmente accaduti in un paese dell'Essex nel 1968 quando un gruppo di quasi duecento operaie lottò per rivendicare i loro diritti.

Trama:
Nella cittadina di Dagenham ha sede una delle fabbriche americane delle automobili tra le più importanti, la Ford tuttavia le condizioni lavorative riservate alle operaie sono davvero critiche.
Le donne assunte nella fabbrica sono addette alla cucitura dei sedili automobilistici ma sono sottopagate, hanno orari massacranti che minano la loro stabilità fisica e familiare, né alcuna condizione di sicurezza, occupano infatti il vecchio capannone degli anni '20 vecchio ed obsoleto, dove fa caldo e ci piove dentro. Le operai decidono quindi di unirsi e protestare per reclamare i loro diritti e la loro condizione economica, infatti sono state paragonate ad operai non qualificati e come tali vengono retribuite.

Così si raggruppano sotto la guida di Rita O'Grady e attuano uno sciopero che sarà davvero in grado di mettere in serie difficoltà l'azienda, ottenendo visibilità tra l'opinione pubblica e il governo, coinvolgendo perfino la deputata Barbara Castle che supporterà la rivendicazione dei diritti lavorativi delle operaie per un' uguaglianza anche retributiva.

La loro lotta e determinazione sarà alla base della Legge che porterà alla parità di diritti lavorativi e salariali tra uomini e donne in Inghilterra.


Scelto perché:
La rivendicazione per un'adeguata remunerazione in favore delle donne a parità di mansione è davvero ancora molto attuale in tutto il mondo se pensiamo che negli Stati Uniti il Presidente Obama ha firmato una legge su questa materia solo nel 2009 o se ancora a Marzo di quest'anno il Censis stabiliva che le manager italiane guadagnano ben il 33% in meno rispetto ai manager.
Insomma se lo striscione originale delle operaie dell'Essex dichiarava: “We want Sex Equality!”, ovunque ancora c'è bisogno di sventolarlo!.




Titolo: We want sex
Titolo originale: Made in Dagenham
Nazionalità: UK
Durata:113 min.
Anno: 2010
Regia: Nigel Cole
Produzione: Laurie Borg, Elisabeth Karlsen, Stephen Woolly

Cast: Sally Hawkins, Miranda Richardson, Rosamunde Pinke




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lunedì 18 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #47






#47 Luisa Spagnoli 



Continuiamo per questa settimana ancora con il tema delle donne e del lavoro questa volta con una storia di successo al femminile, una grande imprenditrice italiana dello scorso secolo non sempre nota per i suoi successi che invece sono stati di importanza secolare visto che ancora oggi noi stess* possiamo godere delle sue intuizioni imprenditoriali.

La protagonista raccontata in questo film è infatti Luisa Spagnoli, inventrice sì della nota e ancora pregiata marca di abbigliamento femminile ma ancor prima di tanti prodotti dolciari tra cui il golosissimo Bacio e della Perugina stessa!.
Il Film è stato pensato per la tv e interpretato da Luisa Ranieri, uscito a puntate sulle reti nazionali nel 2016, é proposto in  2 dvd. E' liberamente ispirato al racconto della biografia che ne fece Maria Rita Parsi nel libro "Le Italiane" a cura di Annamaria Barbato Ricci, dal titolo appunto di "Luisa Spagnoli" pubblicato nel 2010 da Castelvecchio.


Trama:
Luisa vive a Perugia ed è sposata con Annibale un musicista con poca dimestichezza con il lavoro pratico mentre Luisa ha una grande creatività che alla fine decide di assecondare comprando una confetteria abbandonata a cui ridà vita grazie ai suoi esperimenti culinari e intraprendenza, lavora fino a notte fonda nonostante la cura dei tre figli. La sua buona volontà e i suoi sacrifici la mettono in luce in tutta Perugia e anche il signorotto della città, il Conte Sangiorgi le mette gli occhi addosso e cerca di condizionare le sorti della sua attività imprenditoriale per farla cedere al suo corteggiamento ma Luisa non cede.
Nonostante i pettegolezzi alimentati dal pregiudizio per il solo fatto che sia una donna a tirare avanti un'azienda e a mantenere la famiglia, riesce comunque grazie al suo talento dolciario ad avere un qualche successo ma Luisa stessa capisce che non basta e così per rispondere alle continue difficoltà anche date dalla diffidenza verso una donna 'manager', ha un'intuizione impegnativa ma che può aiutare sostanzialmente la sua impresa.
Propone infatti ai Buitoni, la nota azienda alimentare, una 'fusione' ...nasce la Perugina grazie a Francesco Buitoni che accetta la sfida, intuendone i benefici. Suo figlio Giovanni va quindi a Perugia per riassettare i conti dell'azienda e con la sua giovinezza ma perspicacia, lanciare i prodotti dolciari. Tra Luisa e Giovanni però, almeno inizialmente, non si crea un buon rapporto, i due caratteri molto forti e la determinazione di Giovanni indispettiscono Luisa mentre nel frattempo è scoppiata la Guerra e anche i suoi operai sono dovuti partire per il fronte, a corto di manodopera Luisa ha un'intuizione geniale, accoglie nella sua azienda le moglie, le sorelle degli operai garantendo così a se stessa continuità e alle famiglie un reddito. 
La presenza di operaie induce l'imprenditrice Spagnoli a voler creare un asilo aziendale, il primo mai pensato e creato, sostenendo che rendere migliori le condizioni di lavoro degli operai/e era essenziale per avere un rendimento migliore.
Luisa quindi difende le sue decisioni con Giuseppe e tra i due, costretti a lavorare tutto il giorno insieme, scoppia la passione che però non resta celata per troppo tempo. Di questo tenta di approfittarne il Conte Sangiorgi per far scoppiare uno scandalo e riprendersi la sua rivincita ma il marito di Luisa, Annibale, decide invece di fare un passo indietro senza darle nessuna colpa e rinunciando a lei, ritirandosi ad Assisi. Anche Francesco Buitoni però crede sia opportuno che i due si lascino ma Giuseppe invece lascia la famiglia e si trasferisce a Perugia, proprio nei locali della Perugina per stare con Luisa. L'azienda grazie alle idee di Luisa e l'appoggio e intraprendenza di Giuseppe intanto ha successo e si ingrandisce, Luisa inventa il cioccolatino più noto e mangiato ancora oggi: Il Bacio! Che diventa un po' l'emblema del marchio.

I prodotti dell'azienda dolciaria sbarcano anche oltreoceano e hanno un successo strepitoso ma le cose tra Luisa e Giuseppe si complicano, infatti Luisa, più grande di quattordici anni, si rende conto che Giuseppe ha bisogno di una compagna più giovane che possa dargli una vera famiglia con dei figli e lo lascia ma Giovanni non è della stessa opinione per risposta però decide di andare negli Stati Uniti per seguire gli affari dell'azienda.
Luisa a questo punto ha bisogno di un nuovo progetto e decide di assecondare la sua fantasia e progettualità aprendo una sartoria, che porterà il suo nome, essendo convinta che non ci sia ancora una moda adatta alle signore.
Inizia on poche lavoranti quando però si ammala improvvisamente e neanche l'arrivo di Giuseppe, accorso al suo capezzale, la potrà aiutare.


Scelto perché: La figura di Luisa Spagnoli, la sua forza creativa unita ad un'imprenditorialità straordinaria ha creato nell' 800 due aziende diverse ma altrettanto di successo grazie ad intuizioni geniali sia sul tipo di prodotti che per qualità e progettualità, e che hanno portato queste aziende ad essere a tutt'oggi ancora dei marchi di successo dopo secoli, eppure la sua figura non è così conosciuta né ricordata come invece dovrebbe al pari di altri grandi industriali italiani.



Titolo: Luisa Spagnoli
Nazionalità: ITA
Durata: 200 min.
Anno: 2016 
Regia: Lodovico Gasparini
Sceneggiatura: Franco Bernini, Gloria Malatesta
Produzione: Federica Rossi, Matteo Martari


sabato 9 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #45



#45 Baby Boom




Ormai periodo di vacanze terminato, le scuole riaprono e il lavoro riprende e allora riprendiamo alla grande con questo film che OG vi suggerisce per questa settimana, la prima di settembre.


Questo film parla infatti delle donne e il lavoro, una commedia piacevole ma che tratta delle difficoltà per una donna di coniugare carriera e prole; del 1987 e candidato a due Golden Globe tra cui miglior attrice protagonista vede Diane Keaton donna in carriera ormai lanciata verso il successo quando...

Trama:

J.C. Wiatt è una donna in carriera con il suo bell'ufficio con tanto di segretaria personale nelle sfavillanti Torri Gemelle, sempre pronta a lottare per mantenere il suo posto di comando ai vertici dagli attacchi dei colleghi quando un giorno riceve una telefonata con cui le prospettano un'eredità di un lontanissimo cugino inglese.
J.C. é raggiante e felice di questo inaspettato colpo di fortuna e pensa di accettare senz'altro credendo ad un'enorme somma di denaro quando si reca in aeroporto per ritirare i documenti dell'eredità scopre che questa è una bimba di pochi mesi, Elisabeth! Sconvolta da questa novità che a sua volta le scombussolerà l'esistenza fatta di riunioni e orari notturni a lavorare decide di non tenere la bambina e di darla in adozione ma si accorge di non volerla lasciare e cerca allora di organizzare la sua vita privata e professionale intorno alla bambina.
Questa sua decisione però non viene accettata dal suo compagno storico che la lascia per un'esistenza più tranquilla e meno impegnativa e anche sul lavoro non sono più contenti della disponibilità condizionata di J.C. così perde anche il lavoro.
Credits:
By Source, Fair use,
https://en.wikipedia.org/w/
index.php?curid=12433298
Perso tutto, J.C. non si scoraggia e seppur demoralizzata decide di cambiare completamente vita e vende tutto, lascia la grande città e decide di traslocare in Vermont con la bambina, lì compra una fattoria e quando vede che Elisabeth è ghiotta degli omogenizzati fatti con i frutti del loro frutteto, le sue capacità manageriali verranno fuori e dal nulla J.C. realizzerà una nuova linea per bambini/e.


Superate le iniziali difficoltà per entrare nel mercato a cui risponderà di volta in volta modificando il suo piano aziendale, riuscirà ad affermarsi al punto tale che la sua vecchia azienda le propone l'acquisizione per 3 milioni di dollari...J.C. quindi rientra nella sua vecchia azienda ma questa volta direttamente nella Sala delle Grandi Riunioni come cliente e, nonostante l'allettante proposta, rifiuta. Presasi questa grande rivincita decide infatti di tornare in Vermont dove ha trovato anche il suo grande amore, il dottore del villaggio, e con tante altre buone idee in testa...

Scelto perché:
Questo film affronta in chiave di commedia quelle situazioni che le donne si trovano a dover fronteggiare sul lavoro soprattutto poi quando è presente un'esigenza legata alle/i bambine/i ma anche di come esse stesse possono essere la soluzione. Le donne stesse infatti hanno la forza e le capacità di riprendere in mano le situazioni più difficili e, pur non senza difficoltà, risollevarle anche a loro vantaggio grazie alla loro intelligenza senza paura di ricominciare da capo.


Titolo: Baby Boom
Nazionalità: USA
Durata: 103 min.
Anno: 1987
Regia: Charles Shyer
Sceneggiatura: Nancy Meyers, Charles Shyer
Produzione: Nancy Meyers
Cast: Diane Keaton, Sem Sheppard, Harold Raims.





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giovedì 31 agosto 2017

Un film di una donna a settimana per un anno?#44




credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70
Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41

 e successive modifiche.


# 44  The Queen - La Regina




Il film che OG ha scelto per questa settimana è The Queen -La Regina un film del 2006, il primo che cercò di ricostruire la vicenda umana e monarchica della Principessa Diana, presentandocela come l'unica realtà del film grazie a filmati di repertorio di tv, tg, interviste in una ricostruzione scenica in cui la realtà è ricostruita invece verosimilmente.

Il film fece vincere l'Oscar come migliore attrice ad Helen Mirren e guadagnò due Golden Globe anche come miglior sceneggiatura.

Trama: Il film ripercorre il difficile momento storico e politico della monarchia inglese messa in seria crisi dalla scomparsa prematura della Principessa Diana partendo dall'elezione del giovane Premier inglese Tony Blair che avvedutosi invece dell'importanza che questo incidente poteva avere sulla monarchia cerca di far capire alla orgogliosa Regina che era il caso di prendere una posizione al di là dell'etichetta reale, andando oltre la sua presa di posizione formale rispetto a Lady D che non essendo più membro della famiglia reale non meritava, per la Regina, un ricordo pubblico ma doveva essere trattata come una faccenda esclusivamente privata anche nel rispetto dei figli della Principessa.

credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70  Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41
 e successive modifiche.
Scelto perché: oggi ricade il ventennale dall'incidente che portò via Diana Spencer e questo film può essere un valido spunto per analizzare l'accaduto da un punto di vista politico e mediatico, quindi sociale sulla vicenda anche se è ancora comunque troppo presto per riuscire ad avere un quadro meramente storico sulla figura di Lady D e del suo impatto sulla monarchia inglese dal suo matrimonio e dal suo incidente compreso. Un momento che è entrato decisamente nella storia ma ancora non storicizzato e che quindi ci riserverà nel tempo e grazie all'analisi storica ulteriori valutazioni su due figure di donna, Lady Diana e la regina Elisabetta, che hanno fatto e sono parte fondante della nostra storia.




Titolo: The Queen -La Regina
Titolo originale: The Queen
Anno: 2006
Nazionalità: UK Fr Ita
Durata: 100 min.
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Peter Morgan

Cast: Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell


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martedì 22 agosto 2017

Un film di una donna a settimana per un anno?#43





 #43 Vacanze Romane


Siete appena tornat* dalle vacanze o dovete ancora partire? Non preoccupatevi ci pensa OG a offrirvi...Vacanze Romane! Infatti il film per questa settimana ci riporta nel vecchio continente e soprattutto nella città eterna, Roma dove un irresistibile Audrey Hapburn conquisterà il mondo con la sua eleganza, simpatia e bravura nonché l'Oscar come miglior attrice nel 1954.

Un film classico, in bianco e nero del 1953 che ha fatto epoca presentando al pubblico le scorrazzate in vespa per le vie della Capitale che rimangono l'emblema di una dolce vita ormai sparita.


Trama:

La Principessa Anna è in viaggio “educativo” tra le principali capitali europee e come ultima tappa del viaggio passa anche per Roma dove deve attendere ai numerosi impegni ufficiali tra balli, strette di mano, diplomazia, sorrisi e inchini ma una sera dopo un ricevimento ha un collasso di nervi e viene chiamato il dottore che le somministra un tranquillante però prima che si verifichi l'effetto, Anna nascondendosi nel furgoncino delle vivande, riesce a fuggire da palazzo e inizia un suo personale viaggio...
Comincia a scoprire la Roma normale, quella vera delle persone di tutti i giorni quando si addormenta per effetto del calmante e viene trovata dal giornalista americano, interpretato da Cary Grant, che non riconoscendola pensa sia una turista un po' ubriaca e cerca di riportarla a casa quando però non ci riesce decide di portarla a casa sua per farle smaltire la sbronza.
La mattina corre in redazione e vedendo la notizia della scomparsa della Principessa Anna riconosce la ragazza a casa sua e sicuro del suo successo scommette con il capo uno scoop eccezionale sulla principessa. Torna quindi a casa di corsa e trova ancora la ragazza addormentata che in seguito lo saluta ringraziandolo. I due però si rincontrano a Piazza di Spagna, in maniera apparentemente casuale, in realtà il giornalista la sta seguendo con un suo amico fotografo. Inizia così un bel giro per la città in cui i due scoprono una Roma eterna che si fonde completamente con la “romanità” del quotidiano. 
La sera partecipano a una festa su un barcone sul Tevere ma nel frattempo le numerose guardie sguinzagliate dal padre della Principessa stanno scandagliando la città e la trovano ma quando cercano di riportarla via si scatena una rissa e i due, principessa e giornalista in incognito riescono a fuggire buttandosi in acqua.

Riemergono dalle acque teverine e guardandosi negli occhi si scoprono complici di qualcosa che si è creato in questi pochi giorni e si baciano ma Anna decide comunque di tornare a Palazzo.

Il giorno seguente Anna incontra i giornalisti della Capitale e riconosce tra la folla proprio il suo spasimante e il fotografo, rimanendone molto delusa, i due però le fanno capire che tutto rimarrà tra loro e alla fine dell'incontro le regalano le foto della sua vacanza romana invece che usarle per lo scoop del giornale.

Scelto perché:


In questo film la protagonista è una donna che ha dei doveri ai quali non può sottrarsi, è schiacciata da quello che lei non ha scelto di fare e se è una condizione che può riguardare molte persone che hanno responsabilità che derivano loro da condizioni familiari, ereditarie, di visibilità sono certamente più vere per una donna che spesso è soggetta a condizionamenti sociali anche subdoli che la inducono e indirizzano verso scelte che non si rivelano poi libere.
Anna, Audry Hepburn, in questo film non viene capita, la sua ribellione che si manifesta inizialmente a livello di salute viene sottovalutata e affrontata con un aiuto di tipo palliativo, come si faceva nel 1700 si attribuiva tutto ad una sorta di isterismo femmineo ma nonostante la cura, un calmante, Anna decide di scappare e così fa un viaggio del tutto personale, non solo turistico ma a mio avviso anche intimo, un percorso di crescita in cui alla fine è lei a decidere di tornare alle proprie responsabilità, avendo compiuto un percorso personale che l'ha resa più consapevole di se stessa e del suo ruolo al di là delle convenzioni ed imposizioni impostele.


Titolo: Vacanze Romane
Titolo originale: Roman Holiday
Anno: 1953
Nazionalità: USA
Durata: 118 min.
Regia: William Wyler
Sceneggiatura: Dalton Trumbo
Cast: Audrey Hepburn, Gregory Peck,  Eddie Albert




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