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lunedì 1 febbraio 2021

Centocinque minuti. Briciole di vita ordinaria- Tommasina Soraci









Centocinque minuti. Briciole di vita ordinaria di Tommasina Soraci, Edizioni Era Nuova, ci parla di Lucia una donna comune, talmente comune che ognuna di noi ci si potrà ritrovare. Lucia si trova al calare della sua vita a vivere in una casa- residenza insieme a suo marito Stefano che tuttavia ha una vita sociale legata alla passione del calcio che lascia Lucia a volte sola in quella casa nuova ma che ormai da un po' di tempo è diventata la loro casa e in cui solo pochi mobili e qualche quadro ricorda loro la precedente abitazione e vita. Solo i libri quelli sì sono i veri amici che sono rimasti fedeli e li hanno seguiti anche in questa nuova vita e da cui Lucia non lesina citazioni colte e piacevoli che si intrecciano con i suoi ricordi di vita. Lucia, Tommasina, così ci porta per mano nei suoi ricordi, nella sua vita e scopriamo che i suoi pensieri, le sue paure, le sue conquiste sono quelle di tutte noi. In un continuo andirivieni di presente e passato ci ritroviamo avvolte in questa esistenza e il pensiero non può che volgersi a noi stesse; attraverso Lucia viviamo una catarsi personale e collettiva di cui Lucia è protagonista ma che in realtà riguarda nel profondo ognuna di noi. Inevitabilmente ci ritroviamo a vivere le nostre paure, i nostri dubbi accorgendoci che Lucia in realtà siamo noi stesse.

Ma Lucia non è sola in questo viaggio, Tommasina infatti riesce ad incorniciare l'esperienza di questa vita con quella di altre donne che come una cornice appunto presenziano nel racconto di Lucia restituendoci un affresco di un mondo femminile che con discrezione ma costante presenza ci ricorda che con le prime conquiste femministe, con la forza dell'esperienza concreta di una vicina di casa, di una suocera, di una madre, di una collega, di una compagna di scuola, di un'infermiera siamo tutte figlie di madri incontrate, conosciute, lette o vissute e a nostra volta di conseguenza possiamo essere anche noi genitrici di future donne.



Come più di un secolo fa una scrittrice britannica come Vita Sackville West ci ha regalato

Qui puoi leggere il post di
Vita Sackville West
'Ogni passione spenta'

un romanzo delicato e raffinato che trattava proprio di una vita al suo tramonto in cui una mylady inglese ripercorreva la sua esistenza regalandoci un quadro di inizio secolo tra considerazioni personali che ridavano il senso di un ruolo femminile relegato, tanto più nell'allora aristocrazia inglese, al ruolo sociale del proprio cogniuge e che solo alla scomparsa di questo possono trovare respiro e nuovo vigore seppur “Ogni passione spenta” così Tommasina Soraci in Centocinque minuti. Briciole di vita ordinaria, Edizioni Era Nuova, con altrettanto coinvolgimento ci rilascia l'affresco di una donna dei nostri giorni che ci prende per mano per accompagnarci in un viaggio di pagine che una volta terminate dispiace chiudere. Insomma un nuovo romanzo che si lega al cuore, il nostro.

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martedì 17 ottobre 2017

Non solo Rosa...





Molte grandi scrittrici erano anche appassionate di giardino, dei propri giardini che curavano con passione e attenzione proprio come le loro opere letterarie.
Virginia Woolf ad esempio e il suo a Monk's House o ancora Beatrix Potter nella sua tenuta del Distretto dei Laghi o ancora Vita Sackville West che oltre a scrivere raffinati romanzi impiegò la sua attività creativa anche progettando veri e propri giardini, come quello della sua residenza di Sissinghurst Castle meritandosi l'elogio e l'ammirazione di molti professionisti giardinieri (oggi diremmo paesaggisti). Tenne anche una rubrica settimanale di giardinaggio per l'Observer e per quindici anni si impose al pubblico anche come esperta giardiniera tanto che ancora oggi è un punto di riferimento anche per i vivaisti contemporanei.

A lei si deve la riscoperta nel giardino abbandonato quando acquistò il Castello nel 1931, di una rosa molto antica che ora porta il nome della sua tenuta, Sissinghurst Castle appunto. Il suo giardino divenne infatti fonte di ispirazione anche per i suoi contemporanei appassionati, coltivatori, fiorai tra cui Costance Spry, la flower designer talmente brava che ricevette l'incarico nel 1956 per gli addobbi per i festeggiamenti dell'incoronazione di Elisabetta II d'Inghilterra.

Costance iniziò la sua carriera casualmente come vetrinista di una profumeria di un amico negli anni '20 ma il suo successo fu immediato e costante, infatti rivoluzionò le regole della composizione floreale. Oggi è praticamente normale trovare centritavola, addobbi, bouquet con diversi elementi ma ciò che per noi è ormai acquisito in realtà lo dobbiamo a lei, alla sua creatività e al coraggio che ebbe di sfidare le regole che fino ad allora si usavano per il flower design.
Costance infatti ideò, per la prima volta, composizioni che contemplavano oltre ai fiori di stagione anche tutti gli altri elementi che il periodo stagionale offriva come frutti, ortaggi e foglie, abbinamenti che riscossero subito molto consenso e l'avviarono con successo al mestiere di flower design a cui ancora oggi dobbiamo molto. 
Alla sua morte, nel 1960 David Austen, un istituzione tra i creatori di rose inglesi, le dedicò una sua nuova creazione, una rosa a coppa dal colore chiaro e profumatissima che appunto chiamò Costance Spry. Lo stesso Austen quest'anno ha dedicato la sua nuova creazione ad un'altra artista: Vanessa Bell, arredatrice e pittrice di fine ottocento, nonché sorella di Virginia Woolf.

E poteva mancare una rosa dedicata a Jane Austen nel suo duecentesimo anniversario? No di certo ed infatti dall'Inghilterra ecco la rosa Jane Austen dal colore pastello, un albicocca delicato e dal profumo intenso.

Ma anche il nostro paese, altrettanto dedito ed apprezzato per i suoi giardini e giardiniere-i, deve molto alle donne.


A Roma, il noto roseto comunale è stato ideato dalla Contessa Mary Gayley Senni che sul Colle Oppio negli anni trenta del '900 dedicò acri alle rose più preziose e istituì in quell'occasione il prestigioso premio di Roma nel quale la rosa più bella tra le nuove create viene, ancora oggi, premiata da una giuria internazionale.
Il roseto però fu poi distrutto durante il conflitto mondiale e solo successivamente ripristinato nella sua sede attuale all'Aventino e impreziosito da nuove e rare specie di rose, ad oggi ci sono più di mille esemplari da tutto il mondo.

Rosa tipo Tudor, "Lea" Renaissance.



Quest'anno ecco la rosa dedicata ad Anna Molinari, pensata in onore della fondatrice del noto marchio di moda Bluemarine che da quarant'anni fa grande il nome del Made in Italy anche all'estero.
Nel 2011 un vivaista di San Remo, e dove senno?, ha dedicato una sua rosa alle madri costituenti per festeggiare i 150 anni della Repubblica italiana, chiamandola “Donne d'Italia”; nello stesso anno in Veneto un innestatore ha dedicato una sua nuova creazione alla giornalista Ilaria Alpi e quest'anno ha pensato di omaggiare una delle poete più importanti del panorama italiano per quanto purtroppo poco nota.


Rosa "Mamma mia" Courtyard.
Moderata Fonte, Modesta Pozzo de' Zorzi, infatti fu una poeta molto apprezzata e nota nella Repubblica Veneziana del '500. Sua il “Merito delle donne” in cui un gruppo di amiche si ritrova a casa di una di loro, Leonora che vedova le ospita nella sua casa, una villa ereditata da una zia che non aveva mai voluto sposarsi e lì lontane da occhi e orecchie indiscrete le amiche si sentono libere di confidarsi e parlare. Così si apprende quanto la condizione femminile è sacrificata e subordinata ai voleri e condizionamenti degli uomini, fossero essi padri, fratelli o mariti e la mancanza di un'istruzione é ciò che pregiudica loro una vera libertà. Leonora, ad un certo punto auspica addirittura il ritorno delle amazzoni ma la più anziana smorza ogni richiamo alla guerra e le riporta alle loro riflessioni che si possono racchiudere nella frase che Corinna, la più rivoluzionaria tra le amiche, ad un certo punto afferma: “Libero cor nel mio petto soggiorna, non servo alcun, né d'altri son che mia”.*
La rosa Moderata Fonte, la novità del 2017 è di un rosa intenso e delicato.



* M. Fonte, “Merito delle Donne. Ove chiaramente si scuopre quanto siano esse degne e più perfette de gli uomini”, 1600, pag. 12.





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mercoledì 6 settembre 2017

Ogni passione spenta- Vita Sackville West







Ogni passione spenta di Vita Sackville West è un romanzo magistralmente scritto che ripercorre l'esistenza di una anziana donna dell'alta società britannica di fine '800.


Una Lady ultra ottantenne che alla morte del noto marito, Lord, ex primo ministro nonché Viceré d'India, padre dei suoi sei figli, marito devoto che le aveva offerto lusso  e prestigio, ha la possibilità di tornare ad essere quello che era stata prima del matrimonio, quello che avrebbe voluto essere, semplicemente Deborah, ora poteva esserlo anche per se stessa, dopo la morte del suo compagno, quello di una lunga vita...ma quale vita?. 

L'anziana mylady si ritrova ora senza impegni ufficiali, etichette da rispettare, adesso è libera, libera di ripensare alla sua vita e di tirare le somme di quella che riaffiorandole in mente si delinea sempre più come una vita ufficiale, non scelta se non per adeguarsi alle aspettative sociali che imponevano ad una ragazza di buona famiglia di accettare una proposta di matrimonio più che vantaggiosa. Mano a mano che si ricreano i ricordi si capisce che questa vita all'apparenza perfetta fatta di ricevimenti, viaggi, lusso, servitù, merletti, cene ufficiali, etichette, rendite e case non era quello che Lady Slane avrebbe voluto dalla sua vita, che avrebbe scelto per la sua vita perché le sue velleità personali, quelle d'artista erano state messe in secondo piano, anzi annichilite per anni, fermate da quello che la società riservava alle donne della sua classe: un buon matrimonio e dei figli.

Ora all'alba dei suoi ottantotto anni era libera di scegliere una vita campestre nonostante le perplessità dei figli che per mera formalità si rincorrevano l'ospitalità da offrire alla madre e che accolgono la decisione del tutto imprevista dell'anziana lady con sollievo ma allo stesso tempo con assoluto stupore visto che la donna non aveva mai deciso alcunché in vita sua. Deborah Slane infatti era stata sempre una moglie fedele, devota, accondiscendente e presente, mai fuori posto, mai oltre, sempre all'ombra del più attivo e impegnato amato marito a cui si era sacrificata in qualità di moglie e madre, infatti questa non era la sua vita...era stata sì la sua esistenza ma non quella che avrebbe scelto. I suoi ricordi vividi, in pieno contrasto con il titolo del libro: “Ogni passione spenta”, sottolineano solamente le rinunce che aveva fatto perché così doveva una donna. 

Al tramonto della sua vita Lady Slane scopre l'importanza di essere solo se stessa al di là delle convenzioni e aspettative sociali e quando scopre un barlume di creatività e autonomia di pensiero in una delle sue pronipoti le lancia un appoggio, un supporto morale e trova la serenità così di lasciare questa vita e addormentarsi per sempre, ormai che “Ogni passione spenta”.


L'autrice del libro lo suddivide in tre parti che lascia iniziare con versi ora di Cristina Rossetti ora di Shakespeare che non tanto sottolineano o scandiscono la trama del racconto ma piuttosto fanno da collante a quel sentimento che parte dal titolo “ogni passione spenta”, sottolineano la caducità di una vita che è ormai al tramonto che se da un lato sono in contrasto però con i ricordi invece vividi della protagonista sono in piena sintonia dall'altra parte con le recriminazioni della sua esistenza che in modo discreto ma costante riemergono dai suoi ricordi. 

La scrittrice, Vita Sackville West forse attingendo in parte dalla sua esperienza personale ci regala un'opera mai banale, sofisticata e superlativamente costruita; è un romanzo che è il racconto di un'esistenza femminile intorno a cui ne gravitano tante altre, tutte più o meno insignificanti, mai piene come quella di un'anziana donna che ripercorre la sua esistenza ormai al tramonto che tuttavia è nonostante tutto ancora viva di emozioni e desideri mai sopiti, solo addormentati a cui non è stato possibile neanche dar voce perché la società non avrebbe capito ed accettato. Insomma un'autrice d'altri tempi che sarebbe utile ai nostri tempi riscoprire.





L'Autrice: Vita Sackville West “romanziera”, così la definisce l'edizione del 1979, appartenente all'alta aristocrazia britannica ed ad un' epoca nel pieno dell'età edoardiana caratterizzata da una parte dallo snobismo aristocratico e dall'altra dalla sfrontatezza; Vita fu una egregia esponente dell'una e dell'altra parte.

Debuttò in società nel 1910 e sposò il diplomatico Harold Nicolson da cui avrà un figlio, Nigel che molti anni più tardi scriverà una biografia della scandalosa ed eccentrica madre “Ritratto di un matrimonio”. Nel 1922 incontra Virginia Woolf e tra le due nasce una sconfinata stima ed affetto tanto che a lei Woolf dedica e scrive 'Orlando', descritto dal figlio di Vita come “una lunga, affascinante lettera d'amore”, lei è infatti la V. della ambigua dedica. 



Fu personalità di spicco della cultura britannica, scrittrice, personaggio eccentrico in pieno sentimento della sua epoca. Ha scritto: 'Una signora scostumata' (The Edwardians) 'Pepita The Eagle and the Dove' 'Ogni passione spenta'.



La traduzione egregia della versione letta, risalente al 1979 è quella originale del 1935 affidata ad Alessandra Scalero. 

Vita era nata a Knole nel 1892 e si è spenta nel 1962.


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