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giovedì 23 maggio 2024

Pia de' Tolomei- Carolina Invernizio- PUBLISHERSTORY


Pia de'Tolomei di Carolina Invernizio.
Edizioni PublisHERstory. Su Amazon.





Pia de' Tolomei è il secondo romanzo che Carolina Invernizio ha scritto nella sua prolifica carriera ed é come dice il suo sottotitolo un romanzo storico perché affronta la storia, romanzata, di Pia de' Tolomei ma lo arricchisce con il suo inconfondibile stile.
Abbiamo già parlato altre volte di Carolina Invernizio  ma questa volta ne parliamo per l'uscita di Pia de' Tolomei edita da PublisHERstory, la casa editrice votata agli Women's studies, che ha deciso di pubblicare questo romanzo di difficile reperimento, dopo quasi ottant'anni dalla sua ultima pubblicazione ed ora disponibile su Amazon.
Qui puoi leggere i post dedicati
a Carolina Invernizio
Dei suoi romanzi Carolina Invernizio stessa dirà che sono storico-sociali e dunque questo, degli inizi, è il primo e uno dei pochi romanzi storici che ha scritto. Dedicato appunto alla figura di una donna dalla storia drammatica, Pia de' Tolomei, che proprio in questo periodo trova una fortuna narrativa particolare perché viene riscoperta dal Romanticismo che ne fa una delle sue protagoniste preferite.
In questo Ottocento sono molti anche i quadri che diversi pittori dedicheranno alla leggenda di Pia dei Tolomei ritraendola nella sua prigionia o in viaggio verso la sua ultima destinazione, ignara della tragica fine che l'attende. La figura di Pia dei Tolomei è riconducibile a Dante che nella Divina Commedia ne ridà un affresco volutamente scarno e che è alla base di tante congetture ma anche della fortuna che questa figura femminile dal destino tragico suscita soprattutto in un'epoca votata al Romanticismo.
Proprio di inizio Ottocento è la prima opera dedicata a Pia de' Tolomei che cerca di immaginarsi la vicenda dietro alla legenda con elementi storici inquadrati nei pochissimi elementi geografici che Dante ci lascia nei suoi versi. Così Bartolomeo Sestini nel 1822 descrive Pia vittima di un marito geloso, ingannato in realtà da un suo amico fraterno segretamente innamorato di Pia, sorella e figlia di un guelfo senese ma sposa di un ghibellino. E poi l'opera lirica di Donizetti del 1878 .
Carolina Invernizio quindi sempre attenta osservatrice di cosa poteva cogliere l'attenzione dei lettori e delle lettrici sceglie un topos letterario noto e suggestivo che avrebbe fatto sicuramente breccia.

Qui puoi leggere Pia de' Tolomei  Dantedì
Riprende quindi gli elementi ormai consolidati e inserisce Pia nella sfida eterna tra guelfi e ghibellini a Siena, riprende la trama dell'inganno che il 'fedele' amico del marito compone ai danni dei due sposi e ne immagina la fine in Maremma ma lo fa con già quegli elementi che diventeranno tipici del suo stile e della sua scrittura.

Nella realtà non si sa se Pia de' Tolomei sia mai esistita, storicamente infatti non c'è traccia di una Pia nata dalla famiglia dei Tolomei a quell'epoca. Le più recenti ricerche vogliono invece Pia dei Tolomei essere Pia Malavolti andata in sposa ad un esponente de' Tolomei e che venne fatta morire sempre per volere del marito ma per mano di Nello Panancchieschi in uno dei suoi sperduti castelli in Maremma ma rimangono tutte congetture mai verificate. 

La Pia dei Tolomei di Carolina Invernizio si trova a Siena, sposata al ghibellino e signore della città, Rinaldo che lascerà la sua amata sposa al Castello quando sarà chiamato a difendere la città attaccata da Firenze sollevata anche dai guelfi senesi che vi si sono rifugiati dopo l'esilio. Tra questi ci sono proprio il padre e il fratello di Pia che si trova coinvolta emotivamente in una guerra tumultuosa senza mai tuttavia venir meno all'amore per il suo sposo neanche quando l' amico fraterno di quest'ultimo, Ugo, le dichiara il suo amore. Ugo è stato nominato guardiano del Castello da Rinaldo partito in guerra, e a guardia di Pia che passa tutto il giorno nella sua stanza a pregare per i suoi cari e a pensare ai suoi ricordi. 
Ugo, segretamente innamorato di Pia, dopo anni di sospiri e illusioni si dichiara all'ignara Pia che però rifiuta lo spasimante e con fermezza lo scaccia dalla stanza e dalla sua vista. 
Troviamo qui una Pia de Tolomei non più donna angelicata ma volitiva e risoluta, donna bellissima,  solo all'apparenza delicata e fragile che rivela invece un forte carattere che però non la salverà dal suo destino. Ugo infatti, che di frequente prende tratti demoniaci, si indigna per un rifiuto che non accetta e le giura vendetta. Quando la trama si infittisce come solo Carolina Invernizio sa fare, Ugo coglie l'occasione per tramare la sua vendetta. 
Siamo nel 1266, così Invernizio ci introduce all'ultimo viaggio di Pia verso il Castello di Pietra in Maremma, la zona paludosa e inospitale e Pia, compatita da tutti i pochi abitanti e dal burbero guardiano del Castello rimasto per ordine del Signore a custodia della moglie e dell'espiazione delle sue colpe coniugali, un giorno incontra un frate eremita a cui confessa la sua innocenza, chiedendo al frate di raccontare al marito la verità.
Pia infatti di lì a poche ora morirà proprio quando il marito incontrato l'eremita e saputa la verità a cui si aggiunge una rocambolesca confessione dell' 'amico- traditore' corre da lei sperando non sia troppo tardi...


Pia de'Tolomei di Carolina Invernizio
Edizioni PublisHERstory.
Disponibile cartaceo e e-book su Amazon.








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lunedì 14 marzo 2022

Giana Anguissola, Una giornalista, una scrittrice e molto altro ancora- Anna Maria de Majo




Ad inizio gennaio è stato l'anniversario della morte di Giana Anguissola (1906-1966), poco nota ma molto apprezzata scrittrice e giornalista. Poliedrica scrittrice di opere per ragazze e ragazzi ma anche adulti, scenografa, illustratrice, sceneggiatrice di teatro, radio e tv.
Donna indipendente e capace lo dimostrò da subito quando a soli sedici anni abbandonò Piacenza e il tipico destino riservato alle donne, quello di maestra, e si propose come giornalista nella fervente Milano.

Ce ne scrive Anna Maria de Majo, curatrice del convegno a lei dedicato nel 2014 e della pagina facebook: La Signora A dallo pseudonimo con cui compare in Violetta la timida.


Giana Anguissola, una giornalista, una scrittrice e molto altro ancora- Anna Maria de Majo

La carriera di giornalista e di scrittrice di Giana Anguissola, nata a Piacenza il 24 gennaio 1906, cominciò a soli sedici anni quando con assoluta “sfacciataggine” , come ricorda lei stessa, si presentò a Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera , per sottoporgli una sua novella.

Il direttore, che sapeva ben valutare le capacità e le potenzialità di giovani talenti, l’assunse subito come collaboratrice agli “illustrati” del Corriere della Sera. La novella infatti fu pubblicata sulla Domenica del Corriere.

Su suggerimento dello stesso Albertini, Giana incontrò poi Silvio Spaventa Filippi, direttore del Corriere dei Piccoli, iniziando con la rivista settimanale, una collaborazione che sarebbe durata per oltre trent’anni.

Giana pubblicò sul “Corrierino” racconti di vario genere, spesso poi riuniti in libri.

Cominciò con la storia di tre fratelli discoli (I tre. Storia di tre ragazzi, Mondadori, 1937) e continuò con le puntate de Gli eredi del Circo Alicante che, nell’edizione riveduta, pubblicata da Mursia nel 1953 vinse il premio Soroptimist.

Seguirono storie di animali (Nel bosco, Hoepli, 1935), racconti polizieschi (La polizia indaga, UPA, 1936), storie di evoluzione (Gli animali al principio del mondo, Garzanti, 1938), storie di oggetti parlanti e di trasformazioni fantastiche (Il Carretto del mercante, Hoepli, 1942), spesso illustrate dalla stessa Giana che era brava a disegnare quelli che lei chiamava i suoi “pupazzi” avendo preso lezioni dal pittore piacentino Francesco Ghittoni.

Sempre a puntate sul Corriere dei Piccoli vennero pubblicati i suoi romanzi più famosi, da Priscilla (Mursia, 1958, Premio Presidente della Repubblica) a Violetta la timida, ove interpreta se stessa nella figura della giornalista che sceglie Violetta per una collaborazione con Il Corriere dei Piccoli, (Mursia, 1964, Premio Bancarellino) fino a Daddi e Giogi sempre edito da Mursia e pubblicato postumo nel 1968.

Violetta la timida


Suoi articoli comparvero su vari giornali d’epoca e teneva anche su La Lettura, supplemento del Corriere della Sera, una rubrica di moda firmandosi Gianola ed avvalendosi della collaborazione di Brunetta (pseudonimo di Bruna Moretti Mateldi) per quello che riguardava i figurini.

Giana Anguissola fu anche scrittrice per adulti.
Il suo primo libro Il romanzo di molta gente, ambientato nella sua Piacenza ed in parte autobiografico, edito da Mondadori, vinse il premio Viareggio come opera prima nel 1931. Nel romanzo l’autrice disegna una galleria di indimenticabili figure femminili che si muovono nella cornice della Piacenza degli anni '20, una città della provincia italiana che si stava avviando verso una prima industrializzazione fatta di fabbriche, botteghe, mode provenienti dalle grandi città del Nord. Una storia di “donne, amore, lavoro, partenze e ritorni a Piacenza" come recita il sottotitolo del lavoro teatrale, tratto dal romanzo e messo in scena il 27 agosto 2021; 
una riduzione curata e diretta da Carolina Migli Bateson e Roberto Dassoni nella splendida cornice del cortile di Palazzo Farnese a Piacenza. E così prendono vita i personaggi di donne incredibilmente moderne e padrone della propria esistenza, dalla sarta che va a Milano a vendere le sue toilette, alla ragazza madre abbandonata dal fidanzato che, nonostante la promessa di matrimonio, fugge in America senza assumersi le sue responsabilità, alla giovane e talentuosa pittrice che in parte richiama nel carattere la stessa autrice.
 


Il romanzo di molta gente       A questo seguirono altri romanzi come Trovar marito, Rizzoli, 1933, Una ragazza, Casa Editrice La Prora, 1935, La giornata del Diavolo, Garzanti, 1939, I demoni vestono come noi, 1955 dove la scrittrice affronta il problema della presenza di persone apparentemente comuni ma che sono invece  «[...] abitate e mosse da spiriti malefici, i quali traviano i deboli e combattono strenuamente, ferocemente quanto sottilmente, le nature angeliche» .

Dopo la seconda guerra mondiale, in concomitanza con il sodalizio stretto con la casa editrice di Ugo Mursia alla cui moglie, Giancarla Mursia Re, Giana fu anche legata da profonda amicizia, l’autrice si dedicò quasi esclusivamente alla letteratura per ragazzi, ritenendo fondamentale per uno scrittore, ed anche per un editore, impegnarsi in una missione di alto spessore pedagogico nel rivolgersi ai giovani in particolare nel delicato momento dell’adolescenza.

Oltre ai romanzi già citati, ne pubblicò molti altri sempre con la stessa casa editrice da Marilù a Lolli, da L’inviata specialissima, a Coda di cavallo per citarne solo alcuni. In questi romanzi le protagoniste sono generalmente ragazzine di un’età compresa tra i 12 ed i 16 anni, pre-adolescenti ed adolescenti alle prese con i piccoli problemi quotidiani della scuola e della famiglia, viste in un momento della loro vita che rappresenta la maturazione ed il passaggio dall’età della spensieratezza a quella della consapevolezza. Ragazzine che hanno già un precisa determinazione nell’ immaginare il loro futuro non più e non solo limitato alla loro realizzazione come mogli e come madri ma proteso ad un’affermazione personale in campi come il giornalismo, la medicina, l’ingegneria , antesignane di una volontà e consapevolezza che le porterà ad affermarsi in campi considerati riservati agli uomini, come del resto aveva fatto la loro creatrice.

Profonda conoscitrice dei problemi dei giovani, venne spesso chiamata a tavole rotonde della radio, dove venivano dibattuti i temi ed i problemi dell’adolescenza. Rendendosi conto dell’importanza che andavano assumendo i nuovi mezzi di comunicazione fu pronta a collaborare con la nascente TV dei ragazzi per la quale sceneggiò, nel 1954, le 21 puntate de Il Diario di Giulietta, un grande affresco della vita di una famiglia milanese con un padre burbero, una madre dolce ma ferma, una figlia maggiore, Giulietta, alle prese con la scuola e con i primi innamoramenti e due terribili fratelli minori. A grande richiesta del pubblico, successivamente l’autrice ne ricavò la trilogia Il Diario di Giulietta, Giulietta e i sedici anni (= Giulietta ha preso zero), Giulietta se ne va, pubblicato dalla Casa Editrice La Sorgente nel 1954 .

Giana Anguissola si occupò anche di Teatro, mettendo in scena nel 1938 all’Arcimboldi di Milano la sua opera: Il Paese delle bugie ed al Teatro dell’Opera di Roma, nel 1956, Le Avventure di Pinocchio.

Si cimentò anche con il cinema, con due cortometraggi Bacicin diventa milionario del 1944 e Bacicin poliziotto del 1945, basati su di un personaggio del suo romanzo I tre. Purtroppo tra il fallimento della casa cinematografica Ancora e gli anni di guerra, di questi lavori si sono perse le tracce.

Senza farsi vincere dal dolore per la morte dell’amatissimo marito Rinaldo Kuferle, giornalista, slavista traduttore e compositore che aveva sposato nel 1933, sostenuta dall’amore per il figlio Riccardo, continuò a scrivere anche per l’editore e fumettista Tristano Torelli. Dal loro sodalizio nacquero personaggi come Il piccolo sceriffo e Sciuscià, passati poi dal fumetto al romanzo.

Collaborò con vari settimanali quali La vispa Teresa fondata e diretta da Lia Pierotti Cei, Mignon, Grand Hotel e Sogno su cui teneva una rubrica “La posta di Giana” in cui dava consigli, spesso all’avanguardia rispetto ai tempi, alle giovani lettrici che le scrivevano.

Fu anche inviata speciale per “La Gazzetta Lombarda” in Polesine, descrivendo, con la consueta maestria, le disastrose conseguenze dell’alluvione che aveva colpito quelle zone nel 1951. I suoi articoli comparvero su vari giornali soprattutto sul quotidiano “La lettura” di Piacenza che li conserva in un archivio a lei dedicato.

La sua passione per lo scrivere non fu vinta neppure dalla malattia. In clinica ricoverata per una recidiva di tumore al seno, aveva sul comodino il suo ultimo romanzo Aniceto. o la bocca della verità, uno dei pochi in cui il protagonista è un ragazzo e non una ragazza. Morì a Milano, il 13 febbraio 1966 senza averlo completato. Fu la sua amica Giancarla Mursia Re a finirlo, pubblicandolo postumo nel 1972.

Un altro suo libro incompiuto Buona tavola e belle lettere, un originale ricettario di piatti tipici lombardi ed emiliani, nato su suggerimento del giornalista Orio Vergani che aveva fondato, nel 1953 l’Accademia Italiana della Cucina, fu completato dal figlio Ricardo Kufferle e pubblicato nel 2007 dalla Casa Editrice Tipleco grazie all’interessamento della stessa Accademia e del Soroptimist Club di Piacenza.

Piacenza le ha intitolato la sezione per i ragazzi della Biblioteca Passerini Landi, ed a lei è dedicato un Parco cittadino.

A Travo, sul fiume Trebbia, il luogo delle sue vacanze, viene ogni anno organizzato un Concorso per giovani scrittori emergenti nel campo della Letteratura per Ragazzi, giunto alla XII edizione e realizzato in collaborazione con la Rivista Andersen tra i più noti mensili italiani dedicato alla cultura per bambini e ragazzi.

A Roma, nel 2014 si è svolto un Convegno: "Giana Anguissola alla riscoperta di una grande scrittrice per ragazzi" nella cornice di Explora, il Museo dei bambini di Roma. Gli Atti, curati da Claudia Camicia, Presidente del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile, e da Anna Maria de Majo sono stati pubblicati dalla Casa Editrice Mursia grazie alla liberalità della Banca di Piacenza.

E’ allo studio il progetto di creare in sua memoria, un Parco Letterario per far riscoprire i luoghi presenti nei suoi romanzi, dal titolo Giana Anguissola e la Val Trebbia. 



Anna Maria de Majo:

Laureata in Scienze Naturali all’Università La Sapienza di Roma è stata per 35 anni assistente di Antropologia Fisica.

Dal 2010 fa parte del Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile in qualità di consigliere e redattore della rivista del Gruppo, Pagine Giovani.

Ha partecipato all’organizzazione di vari Convegni come quello su Giana Anguissola del 2014 tenutosi a Roma a novembre 2021 sulla scrittrice Emma Perodi.

E’ anche membro di Toponomastica femminile e coordinatrice organizzativa presso Illustramente, partecipando negli ultimi tre anni al Festival omonimo.

Gestisce su Facebook alcune pagine quali:

La signora A dedicata a Giana Anguissola,

Emma Perodi,

Sirene nel mito e nella Fiaba

Fiabe, leggende e miti d’Italia

Lazio in fabula.







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domenica 27 settembre 2020

Grazia Deledda-- unicità da Nobel

Grazia Deledda 
nel francobollo del 1971
 a lei dedicato. 




Almanacco del 27 settembre:

Da autodidatta insegnò ai letterati e letterate cosa voleva dire essere e allo stesso tempo accogliere creando unicità  come infatti  fu proprio l’opera e lo stile della scrittrice Grazia Deledda.

Nata in Sardegna il 27 settembre 1871 nella città di Nuoro, crebbe in una famiglia benestante  che le riuscì a  garantire un’istruzione anche dopo il livello elementare, era infatti molto difficile per le donne all'epoca poter continuare gli studi oltre un livello basilare. Bisogna infatti parlare purtroppo di eccezioni per quelle donne che riuscirono ad avere un'istruzione completa e continuativa. 
Grazie infatti ad un precettore privato acquisì i rudimenti della lingua francese, latina e italiana per poi proseguire come autodidatta. Questo non le impedì di dedicarsi alla scrittura di poesie, racconti e anche alla traduzione. Sua è infatti una delle prime traduzioni di Eugénie Grandet  di Balzac.

Sposatasi nel 1900 con Palmiro Madesani, un funzionario del Ministero delle Finanze, si trasferisce a Roma dove abiterà per il resto della sua vita e dove già aveva dei contatti  dopo la pubblicazione delle sue prime opere, Anime oneste del 1895 e Paesaggi del 1896. Sempre nel 1900 pubblica il Vecchio della montagna, oltre a vari articoli per le riviste Piccola Rivista, La Sardegna e Nuova Antologia.

Le sue opere furono notate ed apprezzate da subito per il suo stile del tutto personale che se da una parte la rese di difficile collocazione in uno stile letterario che all’epoca si divideva tra veristi e decadentisti, dall’altra la faceva rassomigliare agli scrittori russi. Deledda è riuscita infatti nelle sue opere a conciliare l’animo della sua terra sarda, del sentire sardo con l’emotività  di un intero genere umano, facendo della sua isola un’ emblema delle vicissitudini umane e soprattutto è riuscita ad usare la lingua italiana come una trasposizione di quella sarda a lei più familiare e amata. Lei stessa e di frequente riconosceva di non conoscere bene l’ italiano ma riuscì comunque, nelle sue opere, a fare una sorta di traduzione dalla lingua sarda a quella italiana cercando di non perdere quelle verità che solo un dialetto a volte riesce a comunicare.
Per questo essere riuscita ad esprimere nello stesso tempo la sua realtà sarda elevandola a realtà più generale e comune, delle comuni genti alle prese con la vita e le sue difficoltà ma anche le sue gioie e misericordie inaspettate, per essere riuscita a conciliare la lingua sarda con la più “accademica” e a volte inespressiva lingua italiana venne apprezzata ed amata anche da scrittori esteri come l’inglese  D. H. Lawrence che curò la traduzione de “La Madre” e come Gorkij, e spesso proprio per la sua volontà di parlare e descrivere la sua terra viene affiancata alla grandezza degli scrittori russi come Tolstoj, da lei peraltro molto amato. 
Fu la seconda donna, in ordine di tempo, che vinse il Nobel per la letteratura nel 1926.

Si spense a Roma il  15 agosto del 1936 per un tumore; la sua tomba si trova a Nuoro nella Chiesa della Solitudine e la sua casa natìa è ora un museo a lei dedicato. 

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Grazia Deledda I luoghi gli Amori le Opere



Opere:

• Nell'azzurro!..., Milano, Trevisini, 1890.
• Stella d'oriente/Ilia di Saint-Ismael, Cagliari, Tip. Edit. dell'Avvenire di Sardegna, 1890.
• Fior di Sardegna, Roma, Perino, 1891.
• Racconti sardi, Sassari, Dessì, 1894.
• Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Roma, Forzani e c. tipografi del Senato, 1894.
• Anime oneste. Romanzo famigliare, Milano, Cogliati, 1895.
• La via del male, Torino, Speirani e Figli, 1896.
• L'ospite, Rocca S. Casciano, Cappelli, 1897.
• Paesaggi sardi, Torino, Speirani e Figli, 1897.
• Il tesoro, Torino, Speirani e Figli, 1897.
• Le tentazioni. Novella sarda, in "Nuova Antologia", 1898; Milano, Cogliati, 1899.
• La giustizia, Torino, Speirani e Figli, 1899.
• Giaffah. Racconto, Milano-Palermo, Sandron, 1900.
• Il vecchio della montagna, Torino, Roux e Viarengo, 1900.
• Elias Portolu, in "Nuova Antologia", agosto-ottobre 1900; Torino-Roma, Roux e Viarengo, 1903.
• La regina delle tenebre, Milano, Agnelli, 1902.
• Dopo il divorzio, Torino, Roux e Viarengo, 1902.
• I giuochi della vita, in "Nuova Antologia", 1902; Milano, Treves, 1905.
• Cenere, Roma, Nuova Antologia, 1904.
• Nostalgie, Roma, Nuova Antologia, 1905.
• L'ombra del passato, Roma, Nuova Antologia, 1907.
• Amori moderni, Roma, Voghera, 1907.
• Il nonno. Novelle, Roma, Nuova Antologia, 1908.
• L'edera, in "Nuova Antologia", 1908; Milano, Treves, 1921.
• Il nostro padrone, Milano, Treves, 1910.
• Sino al confine, Milano, Treves, 1910.
• Colombi e sparvieri, Milano, Treves, 1912.
• Chiaroscuro. Novelle, Milano, Treves, 1912.
• L'edera. Dramma in tre atti, con Camillo Antona-Traversi, Milano, Treves, 1912.
• Canne al vento, in "L'Illustrazione italiana", 12 gennaio-27 aprile 1913; Milano, Treves, 1913.
• Le colpe altrui, Milano, Treves, 1914.
• Marianna Sirca, Milano, Treves, 1915.
• Il fanciullo nascosto. Novelle, Milano, Treves, 1915.
• L'incendio nell'oliveto, Milano, Treves, 1918.
• Il ritorno del figlio; La bambina rubata. Novelle, Milano, Treves, 1919.
• La madre, Milano, Treves, 1920.
• La Grazia. Dramma pastorale in tre atti, con Claudio Guastalla e Vincenzo Michetti, Milano, Ricordi, 1921.
• Il segreto dell'uomo solitario, Milano, Treves, 1921.
• Il Dio dei viventi, Milano, Treves, 1922.
• Il flauto nel bosco. Novelle, Milano, Treves, 1923.
• La danza della collana, Milano, Treves, 1924.
• La fuga in Egitto, Milano, Treves, 1925.
• Il sigillo d'amore, Milano, Treves, 1926.
• Annalena Bilsini, Milano, Treves, 1927.
• Il vecchio e i fanciulli, Milano, Treves, 1928.
• Il dono di Natale, Milano, Treves, 1930.
• Il paese del vento, Milano, Treves, 1931.
• La vigna sul mare, Milano-Roma, Treves-Treccani-Tumminelli, 1932.
• Sole d'estate, Milano, Treves, 1933.
• L'argine, Milano, Treves, 1934.
• La chiesa della solitudine, Milano, Treves, 1936.
• Cosima, in "Nuova Antologia", 16 settembre e 16 ottobre 1936; Milano, Treves, 1937.
• Il cedro del Libano. Novelle, Milano, Garzanti, 1939.


OG suggerisce 
Grazia Deledda I luoghi gli Amori le Opere


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martedì 29 maggio 2018

La Ragazza delle Storie - Lucy Maud Montgomery



Vitttorio Corcos, In riva al mare, 1910.



Il buon esempio per le donne nella letteratura è un tema storicizzato in quella che nel XV secolo prende il nome di querelle des femmes. Le donne andavano indottrinate grazie a libri, scritti da uomini, che dessero modelli sociali e comportamentali in cui le donne, madri e mogli, dovevano non solo riconoscersi ma accettare e soprattutto mettere in pratica. Loro dovere era infatti corrispondere a quei modelli valoriali che la società, maschile, dettava loro a riprova e rafforzamento di uno status quo legittimo.

Così soprattutto tra Cinque e Seicento si assiste ad un proliferare di Elenchi di vite di donne, pie e sante; storie la cui chiave di lettura era quella modificata da un autore con lo scopo di indottrinamento tutt'altro che emancipatorio per il ruolo femminile.
Questa tendenza si ravvisa anche nel primo Settecento in cui tuttavia numerosi nomi di letterate che pure avevano energicamente contribuito al dibattito cercando di difendere una “questione femminile” intesa come condizione svantaggiata in cui le donne erano tenute non per incapacità o minorità biologica ma per condizionamenti sociali, scompaiono.

Ai nostri giorni poi c'è ora invece una grande necessità di dare modelli “eversivi” alle bambine; libri che anch'essi potrebbero rientrare negli “Elenchi” seicenteschi che propongono biografie di donne ma tutt'altro che pie. Sono donne infatti così dette forti, modelli femminili che ce l'hanno fatta, guadagnandosi un posto lì dove non ce ne era per una donna: scienziate, atlete, scrittrici, imprenditrici...insomma degli Elenchi 2.0.

Tuttavia scrittrici che hanno sempre cercato di proporre con le loro opere e nelle loro opere una loro idea di ruolo femminile ce ne sono sempre state anche prima delle “ribelli”. Tra queste Lucy M. Montgomery con il suo “A Story Girl” in cui ha dato voce ad una ragazzina in grado di far nascere storie amate da coloro che l'ascoltavano e non solo, con il suo carattere, la sua fantasia e le sue doti oratorie riesce a spiccare sulla più bella della comitiva.
Un bel messaggio che Lucy M. Montgomery nella sua ottocentesca isola di Principe veicola attraverso storie e racconti affascinanti e avvincenti.

Per sua stessa ammissione questa era la sua opera preferita ed è ora in uscita per la prima volta tradotta anche in lingua italiana, "La ragazza delle Storie", per le edizioni Flower-ed, da Riccardo Mainetti già traduttore anche de "Il sentiero Alpino". 
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martedì 18 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? # 38






# 38 Becomin Jane- Il ritratto di una donna contro


Oggi è il 200° anniversario dalla morte di una scrittrice emozionante e sempre amata Jane Austen! Poteva OG non tenerne conto per “Un film di una donna a settimana per un anno?”, domanda retorica...ma ovviamente no! Ecco quindi Becoming Jane.

Il film vede Anna Hathaway come protagonista con la regia di Julian Jarrod, per trasportarci con convinzione nella Inghilterra di fine XVIII secolo. Niente era più vero dell' ascesa sociale nella Inghilterra del 1700, come d'altronde nel resto del mondo le donne erano un mezzo di scalata sociale grazie alle politiche matrimoniali e a questa logica e pratica non sfuggì neanche Jane Austen.


Trama:

Nell'Hampshire del 1795 all'età di vent'anni Jane è circondata da numerosi pretendenti tra cui spicca il favorito della famiglia, il ricco Mr. Winsley che però non raccoglie affatto le simpatie della ragazza, molto sagace e acuta nella sua intelligenza che non risparmia di dimostrare.

Arriva però un giovane avvocato mandato a espiare la sua vita dissoluta dal vecchio zio che lo ha preso sotto la sua ala protettrice, Mr. Lefroy. Tom Lefroy è sprezzante per quella vita di provincia e per quella gente finchè non incontra e conosce Jane di cui impara ad apprezzare da subito le qualità intellettuali e i due si innamorano. Decidono quindi di sposarsi ma non senza il consenso dello zio di Lefroy che però basandosi su una lettera che descrive Jane come una cacciatrice di dote, scritta in realtà da un suo pretendente respinto, non acconsente al matrimonio.


Jane viene allontanata dallo stesso Lefroy che si fidanza con la prescelta dalla famiglia e Jane per reazione fa altrettanto ma la lontananza dura poco, Lefroy infatti si rende conto di non poter stare senza Jane e le chiede scusa proponendole di scappare e sposarsi e Jane acconsente. Quando tutto è già deciso Jane però trova una lettera della mamma di Lefroy nella quale scopre quanto l'approvazione dello zio di Lefroy e la relativa rendita economica sia essenziale per la sussistenza della famiglia di lui. A questo punto Jane ci ripensa non volendo essere la causa della rovina della famiglia Lefroy e lascia definitivamente Tom nonostante le rimostranze di lui.

Lei deciderà a questo punto di non sposarsi mai e di vivere della sua scrittura e prenderà spunto dalla sua vicenda personale e sentimentale per scrivere uno dei suoi capolavori, Orgoglio e pregiudizio.

I due si ritroveranno dopo molti anni quando Jane è ormai una scrittrice affermata e Lefroy, sposatosi con un'altra donna le presenterà sua figlia che ha voluto chiamare Jane.


Scelto perché: Jane Austen non ha bisogno di tanti perché, la sua fama, la sua scrittura e le sue opere parlano e hanno parlato per lei e continueranno a farlo ancora nel tempo.




Titolo: Becoming Jane. Il ritratto di una donna contro
Titolo originale: Becoming Jane
Nazionalità: UK
Anno:2007
Durata: 120 min.
Regia: Julian Jarrold
Sceneggiatura:Sarah Williams

Cast: Anne Hathaway, James McAvoy, Anna Maxwell Martin



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lunedì 17 luglio 2017

Lucy Maud Montgomery- Il Sentiero alpino




“Poi un sussurro fiorisce nel tuo sonno
Come posso scalare
Il sentiero alpino, così duro, così impervio,
Che conduce a vette sublimi;
Come posso raggiungere il lontano traguardo
Di una vera e onorata fama,
E scrivere sulla sua lucente pergamena,
Un umile nome di donna”




Lucy Maud Montgomery in questo libro si racconta e dalla sua viva “penna” scopriamo la bambina, la donna e la scrittrice che dall'isola del Principe Edoardo muove i suoi primi passi verso la fama che ancora oggi non l'abbandona. Anna dai capelli rossi (Anne of the Green Gables) è ancora uno dei libri più amati e tradotti nel mondo. Ma Lucy pur avendo un talento innato fin dall'infanzia per la scrittura coltivata leggendo libri, salmi e poesie e una fervida immaginazione per i nomi dei luoghi e per le descrizioni non ha avuto comunque degli inizi facili anche lei ha dovuto passare tra bassi e pochi alti che tuttavia bastarono a non farla demordere e proseguire con determinazione “Mi stupisco spesso di non aver rinunciato in quel totale scoraggiamento”1. 
Così scopriamo la personalità e il carattere di una delle scrittrici più amate “Credevo in me stessa e lottavo da sola, in segreto e in silenzio. Mi limitavo a stringere i denti e a dire 'Ce la farò' ”2, riviviamo un periodo antico per scoprire tuttavia che le cose non cambiano se a scuola si facevano prove di scrittura improvvisata insieme all'amichetta del cuore invece che i compiti assegnati o se il preside soprassedeva a qualche marachella solo perché non ne venisse scoperta una più grande a suo carico e possiamo vivere esperienze uniche come l'ammaraggio di una vera barca a vela con tanto di Capitano e marinai “esotici” dalle teste lanose ed orecchini d'oro!.
E cosa pensare se già agli inizi del'900 si riteneva che le cose non fossero migliori del passato? Insomma la biografia di Lucy Maud Montgomery scritta da lei stessa nel 1917 per un giornale femminile EveryWoman's World che le chiese di far conoscere la storia della sua carriera e per la prima volta tradotto in italiano dalla casa editrice Flower-ed, è una scoperta continua di luoghi e posti antichi, di aneddoti, di vecchi modi di vivere ma anche la conferma che il talento serve ma non basta, per arrivare ci vuole costanza, determinazione e dedizione infatti la stessa Lucy scrive queste memorie per “infondere coraggio a quanti stanno faticando lungo l'estenuante sentiero che anch'io ho percorso per raggiungere il successo”3, e “se una qualunque parola che io scriverò sarà di aiuto o d'incoraggiamento per un altro pellegrino lungo quel sentiero, quella parola io la scriverò gioiosamente e volentieri”4, descrivendoci quante volte le sue poesie e i suoi racconti furono scartati dagli editori infatti ci ricorda che ognuna di noi deve essere pronta a scalare il proprio ripido “sentiero alpino”.
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Note:
1L.M. Momntgomery “Il sentiero alpino- La storia della mia carriera”, ed. Flower-ed., Roma, 2017, pag. 78.
2Idem.
3Ivi, pag. 6.
4Ivi, pag. 10.



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mercoledì 5 luglio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #36




 #36 TRACKS- Attraverso il Deserto



Prima settimana di Luglio e a scuole finite già tempo di vacanze per alcune e di ristoro per altri, OG vi propone questa settimana per “un film di una donna a settimana per un anno” ovvero la campagna statunitense #52FilmsbyWomen il film che parla di un viaggio intrapreso da una ragazza che alla fine degli anni '70 dello scorso secolo decide di avventurarsi nel deserto.
Così Robyn Davidson parte per affrontare una difficile sfida sola con i suoi compagni di viaggio: 4 dromedari e il suo cane. Il film si ispira ad una storia vera e si basa sul libro di memorie della protagonista, la vera Robyn, scrittrice ed esploratrice che supportata dal reportage della National Geographic all'epoca poté documentare il suo viaggio nella monografia “Tracks”. (Uscito in versione italiana come "Orme. Una donna, quattro dromedari e un cane nel deserto australiano", edito per Feltrinelli su ibs  Amazon e Mondadori ). 

Tracks- attraverso il deserto viene presentato e nominato come miglior film alla mostra di Venezia del 2015.

Trama:
Robyn decide di sfidare se stessa volendo attraversare il deserto australiano a piedi da sola con il solo aiuto di quattro dromedari e portandosi il suo adorato cane, Diggity. Mossa dal desiderio di rivalsa contro gli stereotipi attribuiti all'inerzia della sua generazione e dell'appartenenza al suo sesso, nel 1976 si trasferisce nella località di Alice Springs, da dove partirà la sua impresa, per impostare il suo viaggio e trovare familiarità con gli animali che dovrà portarsi: i dromedari.
Allenatasi ad indurire i piedi in vista delle lunghe camminate Robyn l'anno seguente dopo aver salutato parenti ed amici inizia il suo viaggio kilometrico per le sabbie del deserto in cui in più di duemila kilometri affronterà difficoltà personali e fisiche alle quali tuttavia resisterà portando avanti con coraggio ed orgoglio la sua meta, dimostrando a se stessa e agli altri la determinazione necessaria alle grandi sfide personali.

Scelto perchè: Una ragazza affronta e vince una sfida con se stessa non rinunciando ai suoi sogni ma concretizzandoli senza paura delle difficoltà in un viaggio che avrebbe messo in dubbio parecchi; Robyn nel 1977 parte solo con il suo cane e i dromedari così come solo poche altre pioniere nei secoli scorsi avevano fatto, da GeltrudeBell a Isabella Lucy Bird...tutte da riscoprire.




Titolo: Tracks_ Attraverso il deserto
Titolo originale: Tracks
Nazionalità: Australia
Anno: 2013; uscito nel 2014
Durata:112 min.
Regia: John Curran
Sceneggiatura: Marion Nelson
Produzione: Emily Sherman
Cast: Mia Wasikowska, Adam Driver, Emma Booth, Jessica Tovey





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giovedì 1 giugno 2017

Il film di una donna a settimana per un anno? #31





#31 Sylvia

 


Og questa settimana vi propone un film che non è mai uscito nelle sale cinematografiche italiane ma ben sei anni dopo in dvd direttamente. E' un film poetico e drammatico perchè parla della vita, almeno da un certo punto in poi, di una poetessa molto nota e amata...Sylvia Plath, interpretata da Gwyneth Paltrow.


Trama:

Siamo nel 1956 e Sylvia frequenta l'università di Cambridge quando incontra un poeta affascinante e carismatico di cui già apprezza i suoi scritti: Ted Hughes. I due si innamorano e si sposano ma la loro relazione viene presto condizionata dalle insicurezze emotive di Sylvia che vive un arresto creativo e dall'altra parte non si sente sicura neanche del marito a cui attribuisce parecchie infedeltà. Il loro rapporto comincia a entrare in crisi anche se non mancheranno tentativi per recuperare la serenità che però mancherà di tornare tanto che nel 1963 la nota e amata poetessa si suicida avendo però lasciato ai posteri il suo tormento trasposto in memorabili poesie anche oggi amate da molti in tutto il mondo.

Scelto perché: Sylvia Plath è considerata la maggiore poetessa statunitense del dopoguerra che ha però scritto anche racconti, saggi, articoli e il romanzo “La campana di vetro”ma non sempre si sa che ha anche scritto storie per bambini come “ 3 storie per bambini” in realtà pensati per i suoi due figli, di cui ho riportato alcuni stralci qui sotto, in particolare del racconto A letto, bambini! . Figura emblematica e drammatica della scena intellettuale femminile della sua epoca ha attraversato generazioni di donne ed è ancora amata e compianta per la profondità dei suoi versi.

The Bed Book                                              A letto, bambini!

BEDS come in all sizes-                            A letto?
Single or double,                                        In quale letto?
Cot-size or cradle,                                      Di letti, ben si sa,
King-size or trundle.                                 Ne possiamo trovare di molte qualità.

Most Beds are Beds                                   Ma tutti questi letti, a ben considerare,
For sleeping or resting,                             servono solamente per dormire e sognare.
But the best Beds are much                     Sono letti noiosi, sono letti banali.
More interesting!                                       Ci sono invece Letti Veramente Speciali!
…
The right sort of Bed                                  Letto-Sottomarino:
(If you see what I mean)                            chi può desiderare
Is a Bed that might                                     di meglio, per andarsene
Be a Submarine                                           a spasso in fondo al mare?

Nosing through water                                Si fa strada tra i pesci
Clear and green,                                          nell'acqua trasparente, limpida
Silver and glittery                                       e cristallina. Argenteo e luccicante,
As a sardine                                                  somiglia a una sardina.
…                                                                          ...
Another Bed                                                Ed ecco un altro letto
That fills the bill                                         davvero indispensabile,
Is the sort of Bed                                        Signori, vi presento
That is Spottable-                                       il Letto- Macchiabile!

…                                                                          ...
These are the Beds                                    Letti per tutti i gusti,
For me and for you!                                  Per tutte le occasioni!
These are the Beds                                    Letti per gente sveglia
To climb into:                                             e non per dormiglioni:

…                                                                         ...
Special and queer                                      Puoi scegliere tra i modelli
And full of surprises-                                e le forme più strane
Beds of amazing                                         enormi, piccolissimi, pratici, strabilianti.
Shapes and sizes,                                       Dentro questo catalogo li trovi tutti quanti.

NOT just a white little                               Non solo il morbido, bianco lettino
Tucked-in-tight little                                 pulito, in ordine, ben rincalzato
Nighty-night little                                      con il lenzuolo inamidato
Turn-out-the- light- little                         e il lume acceso
Bed! 1                                                                        sul comodino!



Titolo: Sylvia 
Nazionalità: UK
Anno: 2003
Durata: 110 min.
Regia: Christine Jeff
Cast: Gwyneth Paltrow, Daniel Craig, Lucy Davenport










1Sylvia Plath, “ 3 Storie per bambini”, a cura di Bianca Pitzorno, introduzione di Frieda Hughes, illustrazioni di Claudio Munoz, Milano, ed. Mondadori, 2003.



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