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martedì 29 maggio 2018

La Ragazza delle Storie - Lucy Maud Montgomery



Vitttorio Corcos, In riva al mare, 1910.



Il buon esempio per le donne nella letteratura è un tema storicizzato in quella che nel XV secolo prende il nome di querelle des femmes. Le donne andavano indottrinate grazie a libri, scritti da uomini, che dessero modelli sociali e comportamentali in cui le donne, madri e mogli, dovevano non solo riconoscersi ma accettare e soprattutto mettere in pratica. Loro dovere era infatti corrispondere a quei modelli valoriali che la società, maschile, dettava loro a riprova e rafforzamento di uno status quo legittimo.

Così soprattutto tra Cinque e Seicento si assiste ad un proliferare di Elenchi di vite di donne, pie e sante; storie la cui chiave di lettura era quella modificata da un autore con lo scopo di indottrinamento tutt'altro che emancipatorio per il ruolo femminile.
Questa tendenza si ravvisa anche nel primo Settecento in cui tuttavia numerosi nomi di letterate che pure avevano energicamente contribuito al dibattito cercando di difendere una “questione femminile” intesa come condizione svantaggiata in cui le donne erano tenute non per incapacità o minorità biologica ma per condizionamenti sociali, scompaiono.

Ai nostri giorni poi c'è ora invece una grande necessità di dare modelli “eversivi” alle bambine; libri che anch'essi potrebbero rientrare negli “Elenchi” seicenteschi che propongono biografie di donne ma tutt'altro che pie. Sono donne infatti così dette forti, modelli femminili che ce l'hanno fatta, guadagnandosi un posto lì dove non ce ne era per una donna: scienziate, atlete, scrittrici, imprenditrici...insomma degli Elenchi 2.0.

Tuttavia scrittrici che hanno sempre cercato di proporre con le loro opere e nelle loro opere una loro idea di ruolo femminile ce ne sono sempre state anche prima delle “ribelli”. Tra queste Lucy M. Montgomery con il suo “A Story Girl” in cui ha dato voce ad una ragazzina in grado di far nascere storie amate da coloro che l'ascoltavano e non solo, con il suo carattere, la sua fantasia e le sue doti oratorie riesce a spiccare sulla più bella della comitiva.
Un bel messaggio che Lucy M. Montgomery nella sua ottocentesca isola di Principe veicola attraverso storie e racconti affascinanti e avvincenti.

Per sua stessa ammissione questa era la sua opera preferita ed è ora in uscita per la prima volta tradotta anche in lingua italiana, "La ragazza delle Storie", per le edizioni Flower-ed, da Riccardo Mainetti già traduttore anche de "Il sentiero Alpino". 
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Qui puoi leggere il post
su Il sentiero alpino 
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lunedì 17 luglio 2017

Lucy Maud Montgomery- Il Sentiero alpino




“Poi un sussurro fiorisce nel tuo sonno
Come posso scalare
Il sentiero alpino, così duro, così impervio,
Che conduce a vette sublimi;
Come posso raggiungere il lontano traguardo
Di una vera e onorata fama,
E scrivere sulla sua lucente pergamena,
Un umile nome di donna”




Lucy Maud Montgomery in questo libro si racconta e dalla sua viva “penna” scopriamo la bambina, la donna e la scrittrice che dall'isola del Principe Edoardo muove i suoi primi passi verso la fama che ancora oggi non l'abbandona. Anna dai capelli rossi (Anne of the Green Gables) è ancora uno dei libri più amati e tradotti nel mondo. Ma Lucy pur avendo un talento innato fin dall'infanzia per la scrittura coltivata leggendo libri, salmi e poesie e una fervida immaginazione per i nomi dei luoghi e per le descrizioni non ha avuto comunque degli inizi facili anche lei ha dovuto passare tra bassi e pochi alti che tuttavia bastarono a non farla demordere e proseguire con determinazione “Mi stupisco spesso di non aver rinunciato in quel totale scoraggiamento”1. 
Così scopriamo la personalità e il carattere di una delle scrittrici più amate “Credevo in me stessa e lottavo da sola, in segreto e in silenzio. Mi limitavo a stringere i denti e a dire 'Ce la farò' ”2, riviviamo un periodo antico per scoprire tuttavia che le cose non cambiano se a scuola si facevano prove di scrittura improvvisata insieme all'amichetta del cuore invece che i compiti assegnati o se il preside soprassedeva a qualche marachella solo perché non ne venisse scoperta una più grande a suo carico e possiamo vivere esperienze uniche come l'ammaraggio di una vera barca a vela con tanto di Capitano e marinai “esotici” dalle teste lanose ed orecchini d'oro!.
E cosa pensare se già agli inizi del'900 si riteneva che le cose non fossero migliori del passato? Insomma la biografia di Lucy Maud Montgomery scritta da lei stessa nel 1917 per un giornale femminile EveryWoman's World che le chiese di far conoscere la storia della sua carriera e per la prima volta tradotto in italiano dalla casa editrice Flower-ed, è una scoperta continua di luoghi e posti antichi, di aneddoti, di vecchi modi di vivere ma anche la conferma che il talento serve ma non basta, per arrivare ci vuole costanza, determinazione e dedizione infatti la stessa Lucy scrive queste memorie per “infondere coraggio a quanti stanno faticando lungo l'estenuante sentiero che anch'io ho percorso per raggiungere il successo”3, e “se una qualunque parola che io scriverò sarà di aiuto o d'incoraggiamento per un altro pellegrino lungo quel sentiero, quella parola io la scriverò gioiosamente e volentieri”4, descrivendoci quante volte le sue poesie e i suoi racconti furono scartati dagli editori infatti ci ricorda che ognuna di noi deve essere pronta a scalare il proprio ripido “sentiero alpino”.
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Note:
1L.M. Momntgomery “Il sentiero alpino- La storia della mia carriera”, ed. Flower-ed., Roma, 2017, pag. 78.
2Idem.
3Ivi, pag. 6.
4Ivi, pag. 10.



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