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domenica 14 aprile 2019

Isabella Stewart Gardner- La collezionista


Almanacco del 14 Aprile:



Isabella Stewart Gardner nasce il 14 aprile 1840 a New York City in una famiglia benestante, il padre David infatti investì con successo i ricavi ottenuti dal commercio di lino irlandese permettendo alla famiglia una vita agiata e spensierata.
Isabella ebbe un'istruzione presso una scuola privata della sua città. Nel 1860 sposa Jack Gardner, fratello di una sua compagna di scuola e si trasferisce a vivere a Boston, la città d'origine del marito dove il padre di lui aveva regalato loro una casa in Beacon Street 152 come regalo di nozze.

Nel 1863 nasce il loro primo, ed unico, figlio John Lowell Gardner che però morirà all'età di due anni. Per supportare la coniuge in questa dura perdita il marito porta Isabella a viaggiare in giro per il mondo: Europa, Russia, Egitto (1874-75) e in Asia (1883-84).
Proprio a seguito di un suo viaggio in Italia ebbe l'idea di creare un suo museo. Isabella infatti grazie alla sua raffinatezza e cultura riuscì ad inserirsi con successo nei salotti culturali bostoniani e grazie alla sua passione per l'arte si perfezionò, in un primo periodo, nel collezionare rari manoscritti e libri antichi, tra cui una delle prime edizioni della Divina Commedia di Dante. Amava seguire le lezioni del Professor Charles Eliot Norton, primo professore di Storia dell'Arte che la invitò a far parte della Società di Dante.
A seguito di un suo viaggio in Italia, a Venezia presso Palazzo Barbaro, allora di proprietà di due bostoniani Daniel e Ariana Curtis, Isabella acquisisce la consapevolezza del suo amore per l'arte che la porta a pensare per la prima volta di voler creare un museo nella sua città, Boston.
All'epoca Palazzo Barbaro era un punto di riferimento per gli americani ed inglesi interessati alla cultura italiana che venivano in Italia ed era centro di incontri tra intellettuali, artisti, collezionisti.

Copertina del quaderno di viaggio di Isabella,
licenza Isabella Stewart Gardner Museum, Boston 
Alla morte di suo padre con l'eredità che le spettava riuscì a concretizzare il suo sogno. Con la cifra di 1.75 milioni di dollari (circa 45 milioni di dollari di oggi) Isabella poté dar vita al suo museo. Cominciò quindi ad acquistare importanti dipinti come “Il concerto” di Vermeer nel 1891, “Il rapimento d'Europa” di Titan nel 1896 o come “L'autoritratto di Vermeer” nel 1896.
Nonostante nel 1899 suo marito muore d'infarto, lei continua il suo progetto, in quell'anno infatti comincia la costruzione dell'edificio che ospiterà il museo che verrà concluso nel 1901. L'edificio ospiterà anche gli appartamenti di Isabella al quarto piano, riservando invece i primi tre piani all'esposizione museale che vedeva i manoscritti antichi, i libri d'epoca, sculture, mobili acquistati da Isabella nei suoi viaggi. 

Il Museo, che porta il suo nome, verrà inaugurato e aperto al pubblico nel 1903.
Nei suoi interni Isabella organizzerà anche concerti, letture, incontri di arti visive.

Morirà nel 1924 lasciando stabilito nel testamento che nulla deve essere toccato nel Museo, né acquistato, né tanto meno venduto.

A lei si deve la prima opera di Botticelli che sia mai arrivata in suolo statunitense “La storia di Lucrezia” acquistata nel 1894 per l'esorbitante cifra di 2.300 mila sterline. Si premunirà di acquisire poi altre opere dell'artista come “La natività” (1482-85) dal Duca di Brindisi a Firenze a Palazzo Antinori nel 1900 e “La Vergine, il Bambino con un Angelo” (1470-74) dalla collezione del Principe Chigi di Roma nel 1899.

Tutte le sue opere sono quindi esposte al Museo Gardner di Boston che quest'anno ha ospitato la mostra dedicata a Botticelli Eroine +Eroi che ha visto riunite due opere pensate insieme dallo stesso artista “La storia di Lucrezia” proprietà appunto del museo e “La storia di Virginia” dell'Accademia di Carrara di Bergamo.

Nel 2004 la Biblioteca Marciana le ha dedicato una mostra dal titolo 'Gondola days. Isabella Stewart Gardner e il suo mondo'. 

https://www.gardnermuseum.org



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giovedì 31 gennaio 2019

Le Eroine di Botticelli in mostra


"La leggenda di Lucrezia" Sandro Botticelli, 1510 circa, Firenze.
Licenza Isabella Stewart Gardner Museum, Boston.


A febbraio la mostra su Botticelli e le sue Eroine ed eroi.



A Boston, al Gardner Museum  per la prima volta la mostra renderà omaggio alle eroine che il famoso pittore italiano del Rinascimento ha saputo raccontare con una narrativa nuova, adattando il mito romano alle esigenze della sua epoca; una rilettura che oggi grazie anche al contributo del graphic novel Karl Stevens sembra essere attuale anche per i nostri giorni. Partendo infatti dalle due opere al centro della mostra "La leggenda di Lucrezia" e  "La leggenda di Virginia", sono tanti gli avvenimenti che verranno organizzati per esaltare queste due figure di donne esemplari che con la loro vita e soprattutto morte hanno combattuto contro la tirannide. Così letture, danze, concerti, rappresentazioni saranno messe in scena per accompagnare questo evento ispiratore per dar voce ad altre storie di donne contemporanee e non, emblema di forza femminile seppur vittime di tirannide ed ingiustizie.

Il concerto "La città delle Dame" del 17 febbraio darà luce sì alle protagoniste della mostra con danze a loro ispirate ma sarà l'occasione anche per sentire la storia di Cristina di Pisan
Qui puoi leggere il post su Cristina di Pisan
di Suor Juan Ines de la Cruz 
o ancora letture di Malala Yousafzai o in memoria di Sandra Bland, la afroamericana fermata dalla polizia texana per non aver messo la freccia mentre svoltava con la sua auto, arrestata, malmenata e ritrovata cadavere nella sua cella tre giorni dopo il fermo, nel 2015. 


Al centro della mostra appunto i due capolavori di Botticelli, "La leggenda di Virginia" che è qui presente dall' Accademia di Carrara di Bergamo e "La leggenda di Lucrezia" la prima opera botticelliana mai arrivata prima sul territorio statunitense nel 1894 grazie ad Isabella Stewart Gardner che la acquistò convinta di voler creare un museo per la sua fiorente collezione di capolavori.
La stanza del Gardnermuseum dove è conservato il dipinto
"La leggenda di Lucrezia" di Botticelli, 1510.

I due dipinti furono pensati insieme  da Botticelli, entrambi furono infatti commissionati dalla famiglia Vespucci, probabilmente da Giovanni di Guidantonio Vespucci e da Namicina di Benedetto Nerli per il loro palazzo di Firenze a via de' Servi. Nei secoli furono però divise tra  diversi proprietari e solo oggi ritrovano la loro dimensione originaria.
Qui puoi leggere
 il post susu
Isabel Stewart Gardner

La mostra si compone di altre opere del grande pittore italiano provenienti dall'Europa e dagli Stati Uniti come "I tre miracoli di San Zanobi" dalla National Gallery di Londra o "L'adorazione dei Magi" dagli Uffizi di Firenze ma sono proprio le due opere delle eroine che hanno ispirato l'intera mostra, notare il titolo "Eroine ed eroi", e intorno a cui gira la riflessione ancora attuale del messaggio delle loro esistenze, per quanto leggendarie, a cui perfino un grande maestro come Botticelli volle rendere omaggio facendole diventare appieno protagoniste del Rinascimento.






Boston, Gardner Museum, Hostetter Gallery,
25 Ewans Way,
dal 14 Febbraio al 19 Maggio 2018: "Botticelli: Heroines+Heroes"







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