martedì 8 marzo 2022

8 Marzo Giornata Internazionale delle donne - un Augurio da Opportunità di Genere OG




8 Marzo, Giornata Internazionale delle donne
, non chiamatela festa é una celebrazione ma non dimentichiamo mai che oggi l'otto tutto l'anno e anche domani.

Un augurio a tutte noi per non dimenticare mai da dove veniamo e soprattutto dove vogliamo andare per noi stesse e per tutte le altre.

Le donne a parità di mansione hanno ancora un lavoro sottopagato quando spesso sono più formate dei loro colleghi. Le professioniste dello sport in realtà lo sono solo da pochi mesi dopo anni di lotta per far cambiare una legge sportiva iniqua che riconosceva solo gli atleti, uomini.

Per non parlare di tutti gli stereotipi nascosti o meno che riguardano e colpiscono maggiormente le donne nella loro vita privata, lavorativa, sociale…oggi é l'occasione di ricordarci di noi stesse, delle nostre piccole o grandi vittorie e di tutte le donne nel resto del mondo che come noi, seppur diversamente da noi, combattono le loro battaglie.

Oggi é solo un altro giorno a cui dare più visibilità alle nostre convinzioni da portare avanti non solo per noi stesse ma per tutte le donne anche per quelle inconsapevoli o che non ce la fanno.

Per questo non chiamiamola festa ma celebrazione sì e celebriamoci allora tutto l'anno! Oggi un pò di più insieme a tutte le donne del mondo!

 







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mercoledì 9 febbraio 2022

Medichesse. La vocazione femminile alla cura- Erika Maderna

Medichesse. La vocazione femminile alla cura
Erika Maderna



Medichesse. La vocazione femminile alla cura- Erika Maderna. Questo libro, uscito pochi giorni fa in una nuova edizione sempre per Aboca edizioni, la prima era del 2012,  é un viaggio temporale in cui l'autrice ci fa incontrare le nostre ave, come in un percorso iniziatico corrollato da immagini oniriche che arricchiscono il volume.
Le dee, le maghe , le streghe facce diverse di una stessa realtà quella per cui alle capacità di cura del femminile viene tolta ogni legittimità nel corso del tempo. Così ci ritroviamo a spasso nei secoli per scoprire che le abilità femminili furono da prima relegate e in seguito svuotate della loro solennità ben prima del Cristianesimo.
Medichesse.
 La vocazione femminile alla cura 

 nuova edizione
In basso il link affiliato per l'acquiato

Un affascinante viaggio tra Medichesse, Curatrici, Sibille, Vestali ed Alchimiste, grandi donne capaci di connettersi alla loro natura più profonda e interagire con Madre Natura per ricavarne benefici utili a tutte e tutti, come dice l'autrice "Se gli uomini hanno avuto potere sul mondo della parola, le donne hanno avuto potere sul mondo delle cose" (p.15). Ma questo non ha evitato loro di essere scalzate della loro autorità ben prima dell'avvento del Medioevo, come invece spesso si pensa, queste donne vengono infatti ridimensionate in favore di un sapere maschile che accentra in sé tutte le pratiche anche divinatorie e della cura, della medicina che acquista più legittimità solo in quanto riferita ormai solo al maschile e di fatto delegittimando donne dai saperi millenari.
Erika Maderno ci permette di recuperare  figure di donne, il loro percorso e come si è arrivate a perderle e soprattutto ce ne rende coscienti.
Circe,
  I edizione,  2012
Da Circe e Medea a Canidia e Sogena, da Metrodora a Merit Ptah, da Trotula de Ruggero a Ildegarda di Bingen passando per Cabiola e Radegonda fino alle Alchimiste come Caterina Sforza ed Isabella Cortese come Cleopatra e Maria l'ebrea e non solo.

Un'edizione ricca di illustrazioni antiche e ricette e rimedi con una Prefazione di Rita Pagiotti, docente di Botanica Farmaceutica dell'Università degli Studi di Perugia che così presenta il volume "un libro ricco e assolutamente non ovvio" (p.9).
Un viaggio interessante e piacevole tra l'antropologico e lo storico in cui "si parla di salute, malattia, cura termini che attraverso l'arte, la teologia, la filosofia ... ci offrono una suggestiva visione della donna dedita all'arte della cura nelle varie epoche storiche" (p.10).
Un vero viaggio iniziatico per mano ad Erika Maderna, in punta di piedi per recuperare una memoria tutta femminile ma non solo perché "colei che raccoglieva, seccava ed estraeva principi attivi dalle erbe era considerata una creatura soprannaturale e degna di rispetto, se non quasi di venerazione. Da questo ruolo quasi soprannaturale della medichessa al concetto di stregoneria il passo è brevissimo". (p.10).







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mercoledì 26 gennaio 2022

L'Agenda globale delle donne indigene





L'Agenda globale delle donne indigene- Molte volte si è parlato di intersezionalità rispetto alle questioni legate alle donne. Da poco questo concetto, ormai base, è entrato nell'analisi della realtà femminile ed è utile ed ormai imprescindibile quando parliamo di condizione femminile. Si è visto infatti quanto anche tra donne sia diversa la loro condizione a seconda ad esempio del luogo dove nascono e del colore della pelle. Queste furono le critiche alla Mistica della femminilità di Betty Friedan , la più nota delle femministe della così detta seconda ondata che fu appunto 'accusata' in tempi recenti di non aver tenuto conto della condizione delle donne afroamericane ma solo delle donne bianche della classe media americana.
Qui puoi leggere il post
 su Betty Friedan


Esistono infatti più fattori che si sommano e che condizionano lo stato in cui vivono le donne. Spesso non valutiamo il fatto che esistono minoranze ancora più svantaggiate.

E' il caso delle culture indigene, ne esistono 5000 in tutto il mondo dove alle donne non sempre viene garantita pari dignità sociale. Spesso sono proprio loro ad avere minor accesso all'istruzione anche quella più elementare per cause come i matrimoni combinati e la maternità infantile. Anche in ambito di sanità poi risentono delle scarse risorse sanitarie con un alto tasso di mortalità materna.

Tuttavia la “questione indigena” non è sconosciuta alle organizzazioni internazionali che da vent'anni affrontano questa tematica con sessioni dedicate loro visto che sono il 6,2% della popolazione mondiale1 e proprio in vista di queste giornate le donne indigene stesse hanno pensato di organizzarsi per portare le loro istanze. Donne indigene da ogni parte del globo, dall'Oceania all'Asia, dalla Scandinavia all'America Latina, dalla Russia all'Africa, si sono riunite per confrontarsi e pianificare azioni e richieste da sottoporre ai governi coinvolti ed alle istituzioni internazionali preposte. E' nata così la prima Conferenza globale delle donne indigene nel 2013 a Lima con una delegazione di 200 donne in vista della Conferenza Mondiale dei Popoli Indigeni tenutasi l'anno seguente.

Anche lo scorso anno, in modo virtuale per la condizione della pandemia, si sono riunite questa volta quasi in cinquecento per focalizzare ed organizzare delle linee comuni d'azione con le quali imprimere una direzione alle politiche e ai fondi in favore delle donne indigene. Anche nel recente incontro di Glasgow sul clima si sono fatte sentire. In effetti spesso l'economia indigena è in mano alle donne che sono l'unica o la principale fonte di sostentamento delle proprie famiglie. In queste realtà sono loro a preservare tradizioni e valori in armonia con la natura e con un ecosistema che resta in equilibrio fin tanto che non si scontra con le esigenze di un mercato che richiede il massimo profitto e sfruttamento. In questo clima sono le donne indigene a trovarsi, spesso da sole, a lottare per proteggere il loro territorio e le loro tradizioni restando vittime di violenze di cui quelle sessuali sono solo le più raccontate seppur sempre con reticenza e come dice la rappresentante della First Nation canadese, spesso il femminicidio è collegato all'ecocidio.

E' chiaro quindi che il problema delle donne indigene interessa tutte e tutti e che le loro istanze toccano tutte noi perché se l'80% della biodiversità è in mano ai popoli indigeni la maggior parte di questa dipende, come visto, dalle donne indigene senza tener conto di un normale sentimento di “sorellanza” visto che spesso anche nelle loro comunità sono i soggetti più deboli con meno garanzie di sanità ed educazione di base. La pandemia poi ha, se possibile, acuito le differenze visto l'irragiungibilità di alcune zone in cui il vaccino non arriva e anche a livello economico; le economie delle donne indigene infatti sono spesso semplici e locali e non rientrano quindi nei fondi destinati all'imprenditoria formale per i danni che ha subito con la pandemia.


Le leader indigene, di ogni regione terrestre, hanno quindi sentito l'esigenza di confrontarsi e nella seconda Conferenza globale delle donne indigene (2019) sono riuscite a stilare una loro Agenda globale e politica con cui intervenire a livello internazionale per far sentire la loro voce e promuovere le loro istanze e necessità.

Già nel 2018 la FAO aveva istituito l'iniziativa di una sedia viola con cui invitava i governi, le associazioni accademiche, le autorità e istituzioni internazionali a favorire la partecipazione delle donne indigene nelle decisioni che coinvolgono le loro comunità. E poi c'è il Forum Internazionale delle donne Indigene creato dopo l'esperienza di Beijing del 1995 e che ormai è un'istituzione in grado di far valere la leadership femminile delle donne indigene e un punto di riferimento grazie alle capacità delle donne indigene a vari livelli politici ed internazionali.

Ancora nel marzo scorso l'ONU nel Dipartimento per gli affari economici e sociali ha reso noto il rapporto "State of the World's Indigenous People" in cui evidenzia l'imprescindibile rapporto tra cambiamenti climatici ed indigeni dato il legame con il loro territorio, ancora una volta è necessario sottolineare che questo è ancora più vero per le donne indigene che nella loro Agenda globale hanno infatti fissato i temi della partecipazione politica, dell'impatto della violenza sulle comunità e la difesa dei territori.

Come più volte evidenziato nella seconda Conferenza globale delle donne indigene è quindi un'evidenza sempre più pressante il fatto che bisognerà tener conto delle istanze delle indigene poiché, per concludere con loro, “Niente di noi, senza di noi”*.




1Studio globale sulla situazione delle donne e delle ragazze indigene, Seconda Conferenza globale delle donne indigene, 2019.

* Slogan della seconda Conferenza globale delle donne indigene.

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