sabato 15 agosto 2020
lunedì 27 luglio 2020
Jeanne Baret marinaia, naturalista
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| Il doodle di Google dedicato a Jeanne Baret, marinaia naturalista |
Nasce oggi 27 luglio 1740 a Saint-Aulaye in Francia, Jeanne Baret.
Poco o nulla si sa della sua vita ma si conoscono invece le sue imprese per mare e terra. Marinaia travestita da uomo, naturalista che aiutò a raccogliere e classificare reperti naturali. Fu la prima donna a circumnavigare il globo.
Si
imbarca nel 1766 con il nome di Jean Baret con la spedizione di Louis
Antoine de Bougainville travestita da uomo come valletto personale
del naturalista Philipbert Commerçon (Commoder).
Si
distingue nelle varie esplorazioni della spedizione, in Papua Nuova
Guinea a Rio De Janeiro, in Patagonia, raccogliendo piante,
conchiglie, semi, pietre e catalogando i reperti. Tuttavia nascono
presto dubbi sul suo sesso dopo insinuazioni degli autoctoni in Nuova
Irlanda e poi a Tahiti dove gli indigeni tentano di abusare di lei
avendola riconosciuta una donna. Scoperto il suo vero sesso, Jeanne
ammette l'inganno pensato per potersi imbarcare.
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| Jeanne Baret da marinaia come interpretata qualche anno dopo la sua morte intorno al 1817. |
Sbarcata
nelle isole Mauritius con Commoder decidono di rimanere sull'isola
dove alla morte del naturista, Jeanne si sposa con un soldato
francese. Rientrata in patria oltre all'eredità lasciatagli da
Commoder prima di imbarcarsi presso cui era in realtà la governante e forse anche amante,
riceve anche una pensione dal Ministero della Marina per gli alti
meriti che lo stesso Capitano de Bouganville le riconobbe.
Fu la
prima donna a circumnavigare la terra.
Morirà
nel suo paese natale, Saint-Aulaye , in Francia nel 1807.
lunedì 20 luglio 2020
Maschiaccio e Femminuccia- Silvia Pillin
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| Maschiaccio e Femminuccia |
Maschiaccio e Femminuccia è il nuovo libro contro gli stereotipi di genere in uscita in questi giorni edito da EL la casa editrice di Enaudi per ragazzi.
Il 28 luglio infatti uscirà nelle librerie e online, ma è già preordinabile, il nuovo libro di Silvia Pillin 'Maschiaccio e Femminuccia' che come ci suggerisce il titolo affronta il tema degli stereotipi di genere nell'infanzia. Come ben cinquant'anni fa ci insegnava Elena Gianini Belotti infatti gli stereotipi di genere sono presenti sin dai primi anni di vita dei bambini e delle bambine che ne risentono nella loro crescita e nel modo in cui saranno grandi.
Il libro ci parla di Caterina una bambina che ama il calcio e stampa supereroi in 3d e che per questo non ha amiche e Riccardo che si atteggia a bullo ma in realtà ama fare braccialetti quando un mercatino scolastico scompiglierà i loro segreti...
Opportunità di Genere OG ha fatto qualche domanda all'autrice, Silvia Pillin su questo libro unico 'rappresentante' di questa tematica nei libri per ragazzi delle edizioni Einaudi. Ecco cosa ci ha risposto:
>Tu hai all'attivo già altri libri ma questo è il primo che tratta di stereotipi di genere, da dove l'idea? E perché proprio rivolto alle bambine e ai bambini?
Ciao e grazie per questa bella opportunità.
Rispondo prima alla domanda più facile: ho scritto un libro per ragazzi perché adoro i libri per ragazzi e ne leggo a volontà, per cui è un genere che conosco e nel quale mi sento a mio agio. Un libro sugli stereotipi di genere perché l'ho scritto nel periodo in cui uscivano notizie come quella dei libri "gender" messi all'indice da un comune del Veneto, o quella della madre indignatissima perché le maestre dell'asilo hanno fatto indossare al figlio un paio di pantaloni rosa (per non lasciarlo nei suoi pantaloni bagnati di pipì). Insomma, volevo reagire a queste notizie tristi e scoraggianti con un libro positvo.
>Per chi è stato pensato questo libro, chi 'dovrebbe' comprarlo?
Il libro è stato pensato per tutti i bambini e le bambine dai 9 anni, per mostrare loro che ci sono diverse possibilità, che si può scegliere. Spero che piacerà anche alle mamme, alle nonne, alle insegnanti, alle zie che come me sognano un mondo più aperto e inclusivo, libero da stereotipi.
>Pensi che la scelta di questa tematica ti abbia penalizzato presso alcune case editrici?
No, non direi. Gli editori che pubblicano libri per bambini solitamente sono molto sensibili.
>Quali stereotipi affronti in questo libro?
I protagonisti si trovano di fronte ai più radicati e frequenti: le femmine devono essere carine, gentili, praticare danza e vestirsi di rosa, i maschi devono essere forti, non possono piangere né giocare con le bambole. Ma attorno a loro si muovono altri personaggi "sovversivi": la mamma ingegnera, il papà casalingo, la sorella tutta tatuata campionessa di boxe... insomma tutti quanti rivendicano la libertà di essere se stessi e fare ciò che li rende felici fuori dalla prevedibilità degli schemi culturali.
>La tua esperienza, la vita di tutti i giorni tua e degli altri ti ha ispirato mano mano nei vari aspetti del libro?
Sicuramente. Come dicevo l'idea è nata da delle notizie lette sui quotidiani, poi devo ammettere che ho preso molto spunto dalla mia infanzia: ero una scavezzacollo con le ginocchia sempre piene di croste. La mia idea di "giocare con le Barbie" era tagliare loro i capelli in modi pochi ortodossi. Mia sorella non era contenta.
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| Silvia Pillin |
Per me esistono. Ho sempre scritto (e amo leggere) romanzi realistici ambientati nella contemporaneità perché credo fermamente che i libri, e in generale le parole, hanno il potere di modificare e creare la realtà.
>Ci sono stereotipi di genere a cui non avevi pensato ma che con questo libro hai dovuto affrontare?
In realtà ho dovuto tenerne fuori moltissimi per non perdere il focus e rischiare di scivere una storia poco "compatta" e coerente. Un argomento di cui mi piacerebbe sicuramente parlare e che non ha trovato posto in "Maschiaccio e femminuccia" sono le donne che scelgono di non avere figli.
Grazie e allora chissà al prossimo libro per tutte quelle donne che legittimamente scelgono di non avere prole. Intanto leggiamo "Maschiaccio e Femminuccia".
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