giovedì 12 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #50

   

# 50 Jane Eyre



Non poteva mancare prima che si concludesse questa rubrica la presenza, tra i film da consigliare, proprio di questo su Jane Eyre nella versione del 1996 di Franco Zeffirelli tra le più coerenti con il libro. L'ultima trasposizione filmica è del 2011 altrettanto lodevole, con Mia  Wasikowska e Michael Fassbender, Judie Dunch e la sceneggiatura di Moira Buffini.



Trama: Jane Eyre  é una piccola orfana costretta a crescere in casa di una zia che la odia e dove non va d'accordo con i suoi cugini, per quanto coetanei. Un giorno spazientita definitivamente da questa situazione la zia decide di farla entrare in un istituto di carità dove il suo temperamento e spirito sensibile e allo stesso tempo ribelle non viene accolto con simpatia né comprensione dalle istitutrici e Jane crescerà chiedendosi sempre quale possa essere la differenza tra lei e le altre mettendosi sempre in discussione. Qui riesce ad avere una sola amica Ellen, la meno uniforme delle altre ma un giorno Ellen si ammala di tisi e muore. 

Diventa un'istitutrice, cogliendo l'occasione di poter andare via dal suo istituto e iniziare così una vita diversa.
Arriva nella casa della piccola Adele, una bambina che le si affezionerà subito e a cui anche Jane riuscirà a volere bene. Qui a Thornfield Hall conosce Edward Rochester, tutore della bambina e proprietario della tenuta in cui succedono episodi spiacevoli e inquietanti come risate notturne o presenze poco rassicuranti.

Tra i due nasce subito una grande affinità che si trasforma in amore seppur all'inizio molto ben celato dall'uomo che alla fine però non può che cedere al suo sentimento chiedendo a Jane di sposarlo.

Nel frattempo la zia di Jane, Reed, muore rivelando l'esistenza di uno zio che lascia tutti i suoi averi a Jane.
Il giorno delle nozze arriva ma si presenta un legale che blocca il matrimonio sostenendo che l'uomo non può sposarsi, perché già coniugato. Si viene a scoprire così che Rochester è già sposato con una donna pazza tenuta rinchiusa proprio in casa e a cui sono da imputare tutte le stranezze che vi accadono.
Jane sconvolta decide di abbandonare la casa e si rifugia dal pastore St. Jhon Rivers da cui riceve accoglienza e supporto.

Con il tempo il pastore si scopre innamorato di Jane e le chiede di sposarlo ma questa richiesta risveglia in Jane il dubbio sui suoi sentimenti per Rochester così decide di tornare alla tenuta ma la trova diroccata. Infatti dalla sua partenza Thornfield Hall è andata bruciata e la moglie di Rochester è morta mentre l'uomo è rimasto invalido. Jane capisce di amarlo ancora e lo cerca, trovandolo su una sedia a rotelle e cieco. L'amore tra i due è ancora molto forte e decidono di sposarsi e coronare il loro sogno d'amore...


Scelto perché:
Charlotte Bronte ci ha regalato un ritratto di donna unico a cui ancora oggi possiamo guardare e nella quale ritrovare i nostri dubbi, le nostre considerazioni ma anche l'esempio di poter cambiare le cose che non ci vanno bene partendo da noi stesse. Jane investendo nella sua istruzione ha trovato il modo di emanciparsi da una realtà a lei non congeniale e di crearsi un proprio percorso, che solo lei ha scelto.



Titolo: Jane Eyre
Nazionalità: ITA; Uk, Fr

Anno: 1996
Durata: 111 min.
Regia: Franco Zeffirelli
Sceneggiatura: Hughe Whitemore
Costumi: Jenny Beavan
Cast: Charlotte Gainsburg, Geraldine Chaplin, William Hurt, Maria Schneider





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martedì 3 ottobre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #49




# 49 Padrona del suo Destino



Questa settimana OG vi porta a Venezia anzi nella Repubblica di Venezia per conoscere una delle più grandi poetesse e donne colte dell'epoca. In verità poco nota da questo punto di vista ma più per la sua professione lasciva che però le diede proprio l'occasione per istruirsi e come poche altre donne del suo mestiere e del suo tempo scoprire abilità letterarie che la fecero apprezzare dai più noti e acclamati letterati cinqueceneteschi.

La trama del film infatti si basa sulla vita di Veronica Franco, liberamente ispirata dal libro "The Honest Courtesan. Veronica Franco, citizen and writer in sixteenth century Venice" di Margaret Rosentahal.

Bellissima la cornice veneziana e i costumi del premio Oscar Gabriella Pescucci.




Trama:

Nel 1583 Venezia è uno degli Stati più importanti e potenti del mondo allora conosciuto e vive di commercio, politica, arte e cultura e questo grazie anche alle sue cortigiane. Sì perchè le cortigiane veneziane non sono tutte uguali, quelle più colte e preparate sono le uniche che si rivolgono ai grandi e potenti signori aristocratici della Serenissima.

Veronica è una giovane innamorata di Marco, un ragazzo aristocratico, ma il loro amore è contrastato per le umilissime origini della ragazza la cui madre è ritenuta donna molto colta ma dedita alla prostituzione e che vista l'impossibilità di questo amore la avvia al 'mestiere'...Veronica legge e studia molto e diventa apprezzata nel suo mestiere tanto per la sua bellezza quanto per le sue capacità letterarie e la sua intelligenza nel riuscire a parlare di "cose da uomini" con discrezione e mai con saccenza. 



Diventa amica e conosce le maggiori personalità di Venezia mentre Marco è costretto a prender moglie secondo la volontà della sua nobile famiglia ma la serenità della Repubblica viene presto interrotta dalla minaccia turca...gli uomini sono impegnati in guerra e le loro mogli sono costrette addirittura a rivolgersi alla stessa Veronica per sapere le sorti dei loro mariti. Veronica viene inoltre pregata di farsi ambasciatrice presso il Re di Francia per riuscire a farlo interessare alla causa veneziana e durante una visita nella Repubblica, riuscirà effettivamente a farsi apprezzare perfino dall'incontentabile e capriccioso Re Enrico III che acconsentirà a finanziare la guerra veneziana contro i turchi.

Ma per Veronica gli impegni non sono passati infatti la Santa Inquisizione si concentra su di lei e la processa per stregoneria ma al suo fianco però si ritroverà tutti i più importanti esponenti del governo veneziano, e anche il suo Marco che non lesinerà di dimostrarle il suo amore. Di fronte alle marcate allusioni dei potenti veneziani perfino la Santa Inquisizione riterrà opportuno fare un passo indietro...


Scelto perchè:


La vita e le opere di Veronica Franco sono ancora poco conosciute e meriterebbero di essere note tanto quanto la sua biografia che ci rende appieno la realtà di un periodo storico affascinante quanto la sua stessa vita.


Titolo: Padrona del suo destino
Titolo originale: Dangerous Beauty
Anno: 1998
Durata: 110min.
Nazionalità: USA
Regia: Marshall Herskovitz
Costumi: Gabriella Pescucci
Cast: Catherine McCormack, Jacqueline Bisset, Rufus Sewell




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mercoledì 27 settembre 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #48







#48 We want sex



Sulla scia del tema che OG ha scelto per arrivare a concludere questa iniziativa di “Un film di una donna a settimana per un anno?” liberamente ispirata a #52FilmsbyWomen che appunto si concluderà tra qualche settimana, un film inglese di qualche anno fa che è stato prodotto dalla BBC e che ci introduce seppur con qualche finzione scenica, negli avvenimenti realmente accaduti in un paese dell'Essex nel 1968 quando un gruppo di quasi duecento operaie lottò per rivendicare i loro diritti.

Trama:
Nella cittadina di Dagenham ha sede una delle fabbriche americane delle automobili tra le più importanti, la Ford tuttavia le condizioni lavorative riservate alle operaie sono davvero critiche.
Le donne assunte nella fabbrica sono addette alla cucitura dei sedili automobilistici ma sono sottopagate, hanno orari massacranti che minano la loro stabilità fisica e familiare, né alcuna condizione di sicurezza, occupano infatti il vecchio capannone degli anni '20 vecchio ed obsoleto, dove fa caldo e ci piove dentro. Le operai decidono quindi di unirsi e protestare per reclamare i loro diritti e la loro condizione economica, infatti sono state paragonate ad operai non qualificati e come tali vengono retribuite.

Così si raggruppano sotto la guida di Rita O'Grady e attuano uno sciopero che sarà davvero in grado di mettere in serie difficoltà l'azienda, ottenendo visibilità tra l'opinione pubblica e il governo, coinvolgendo perfino la deputata Barbara Castle che supporterà la rivendicazione dei diritti lavorativi delle operaie per un' uguaglianza anche retributiva.

La loro lotta e determinazione sarà alla base della Legge che porterà alla parità di diritti lavorativi e salariali tra uomini e donne in Inghilterra.


Scelto perché:
La rivendicazione per un'adeguata remunerazione in favore delle donne a parità di mansione è davvero ancora molto attuale in tutto il mondo se pensiamo che negli Stati Uniti il Presidente Obama ha firmato una legge su questa materia solo nel 2009 o se ancora a Marzo di quest'anno il Censis stabiliva che le manager italiane guadagnano ben il 33% in meno rispetto ai manager.
Insomma se lo striscione originale delle operaie dell'Essex dichiarava: “We want Sex Equality!”, ovunque ancora c'è bisogno di sventolarlo!.




Titolo: We want sex
Titolo originale: Made in Dagenham
Nazionalità: UK
Durata:113 min.
Anno: 2010
Regia: Nigel Cole
Produzione: Laurie Borg, Elisabeth Karlsen, Stephen Woolly

Cast: Sally Hawkins, Miranda Richardson, Rosamunde Pinke




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