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giovedì 11 giugno 2020

Red on White- Il Documentario











Red on White- Il Documentario. Il tabù del ciclo mensile ai tempi delle Millenials. Quali dubbi? Quali paure e quali informazioni riescono a trovare le ragazze di oggi e ne parlano con le loro madri? Nonne? Amiche? Che ruolo hanno in questa formazione femminile i nuovi media?  Uno sguardo generazionale ma non solo...






Delle problematiche legate alle mestruazioni Opportunità di Genere OG se ne era già occupata quando si doveva deliberare sulla così detta Tampon Tax e tra le iniziative in atto aveva promosso anche quella in favore di questo documentario che allora stava cercando fondi per il post-produzione.
L'ideatrice, regista e sceneggiatrice ha voluto presentare Red on White su Opportunità di Genere OG che lo ha visto in anteprima.

Questo suo nuovo lavoro parla delle difficoltà delle ragazze di oggi di confrontarsi con il loro corpo che cambia e di trovare risposte a questo; un senso di inevitabile pudore, un tabù ancora oggi e come si vedrà dal documentario anche di ieri. Red on White è infatti un etno-documentario, un confronto tra generazioni di donne che mette in luce come ognuna di loro a suo tempo ha trovato o meno le proprie risposte in base al proprio pudore e ai propri mezzi (sorelle, amiche, fasi lunari...).

Il progetto nasce dalle domande che l'autrice, Luisa Passalacqua, come mamma di una pre-adolescente si faceva riguardo a dove e come sua figlia, Ilaria, avesse trovato le risposte a questo cambiamento corporeo: Quali modelli avrebbe trovato? Stava cercando informazioni su internet? Preferiva parlarne con le amiche? Le sue spiegazioni le sarebbero bastate?Quale impressione avrebbe avuto  dal modo in cui noi adulti e adulte ci rapportiamo alla femminilità? Ciò avrebbe influenzato la sua autostima?

A queste domande risponde anzi rispondono le protagoniste del documentario, ragazze ma anche mamme e nonne che danno vita a dialoghi spontanei  e significativi ma anche a silenzi altrettanto eloquenti così come gli sguardi che si intrecciano tra generazioni di madri e figlie su un argomento evidentemente ancora difficile da trattare e che forse per la prima volta viene affrontato a sguardo aperto e a voce alta.

Disponibile in lingua originale, inglese, con sottotitoli in italiano può essere davvero un'occasione di confronto e crescita tra studenti con doppio beneficio dell'esercizio bilingue e dello scardinamento di un tabù tutt'altro che superato.









COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

martedì 16 luglio 2019

Scelto da voi- Storia di una Capinera










Qui puoi  leggere il post su
 Arcangela Tarabotti
Ecco in piena estate un altro bel suggerimento per un film che parla di un argomento che OG ha trattato molte volte soprattutto parlando di monacazioni forzate  che hanno riguardato molte donne che nei secoli passati erano destinate dalle proprie famiglie alla vita monastica o conventuale come ad esempio Arcangela Tarabotti . 

Qui puoi leggere il post su
 Enrichetta Caracciolo
Nonostante il Concilio di Trento tentò già nel 1500 di arginare questo fenomeno in realtà continuò fino all'Ottocento come dimostra la vita di un'altra grande donna di cui OG ha trattato, Enrichetta Caracciolo e come anche questo film di Zeffirelli del 1993, ispirato al romanzo di Verga, ci illustra ma lasciamo la parola ad Alice che ce lo ha segnalato scrivendo a 


opp.genere@gmail.com



Storia di una Capinera




Trama:


Maria è in convento fin da bambina quando rimasta orfana di madre decide per lei la nuova moglie del padre ma in età adolescenziale complice un'epidemia di colera è costretta ad uscire e tornare a casa dove assapora la vita, fa lunghe passeggiate e sta in mezzo alla gente. Conosce Nino un ragazzo di buona famiglia e i due si innamorano ma Maria, spaventata dai suoi sentimenti e da una vita che non l'ha preparata a questo, è molto combattuta e tormentata.


Quando Nino le chiede di scappare con lui, Maria atterrita rifiuta e si rifugia nell'unica vita che conosce e le dà sicurezza, quella del convento. Tornata novizia si rende conto però che le cose non saranno più le stesse per lei che si tormenta d'amore. Viene a conoscenza anche della storia di un'altra suora del suo convento che ritenuta pazza era stata segregata e a cui lei stessa fa assistenza. Scopre infatti che Suor Agnese é diventata pazza per un amore che non ha potuto vivere.


Maria una domenica a messa dalle grate del convento vede il suo amato Nino sposo a sua sorella, la coppia va a vivere proprio davanti il convento da cui Maria spia la vita da dietro le grate a cui è relegata.

Una notte, tormentata d'amore scappa dal convento e raggiunge l'innamorato che l'accoglie in casa con sua moglie, la sorella di Maria che aspetta un figlio. Maria a questo punto capisce che ormai non c'è più modo di rimediare e che nonostante Nino le voglia ancora bene ormai ciò che è fatto è fatto.

Maria torna in convento affranta e disperata con l'unica certezza che il suo destino ormai non può che essere la vita claustrale a cui da sempre era stata destinata. Il film si conclude con i suoi occhi spalancati, impauriti sotto il drappo nero che ne conferma i voti facendo di lei una monaca per sempre  la cui sorte rimane un'enigma ombrato dallo spettro di una pazzia confinata sull'esempio di Suor Agnese.


Scelto perché:


La vita delle donne spesso è condizionata come se fosse già predestinata, una predestinazione che dà certezze ma che toglie libertà!




Alice
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Storia di una Capinera Giovanni Verga

Titolo: Storia di una Capinera
Nazionalità: ITA
Durata: 105
Anno: 1993
Regia: Franco Zeffirelli
Cast: Angela Bettis, Vanessa Redgrave, Johnathon Schaech





COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

martedì 28 maggio 2019

Assorbenti, tampon tax e cose nostre...





Installazioni nei bagni delle Facoltà romane
del Collettivo 'Le Nostre Cose'
Instagram





Potrà sembrare strano ma in Italia è campo di dibattito una realtà esclusivamente femminile: le mestruazioni. Sì perché qui sono considerate un privilegio.
Se ne è iniziato a parlare nel 2017 quando si è messo in evidenza che ci sono prodotti con un'imposta d'IVA molto elevata, beni non considerati primari ma che invece lo sono. Essenziali in quei giorni gli assorbenti sono uno strumento necessario ma sono molto più costosi di quello che potrebbero essere con un'IVA inferiore di quella ora applicata. Gli assorbenti sono costosi perché c'è alla base un'IVA applicata come fossero beni voluttuari, un dvd ad esempio e pensare invece che la schiuma da barba è ritenuta un bene di prima necessità ed è perciò tassata con un'aliquota minore che rende il prezzo finale al consumo accettabile.
Questo differente approccio di genere rispetto ad alcuni prodotti commerciali, la cosiddetta “Pink Tax” , è stato ripreso nel tempo qua e là da tv e altri media ma mai in modo eclatante come meriterebbe visto la disparità che crea.

Fonte: Webstagram
In questi giorni tuttavia la questione della cosiddetta “Tampon Tax” è arrivata in Parlamento per essere affrontata. Depositata nel 2016 la “tampon tax” con cui si evidenziava la necessità di applicare agli assorbenti una aliquota da bene primario al 4% e non più al 22% dell'IVA, è stata discussa solo in questi giorni con un esito però negativo perché non ci sono i fondi per supportare l'abbassamento dell'imposta ed in più, sembra quasi una beffa, è stato sottolineato e ricordato alle donne che questa pratica, l'uso di assorbenti usa e getta, inquina l'ambiente! 

Molte sono state ovviamente le reazioni a queste dichiarazioni, rilasciate in un'intervista televisiva da un esponente del maggior partito ora al governo, e alla mancata considerazione del corpo femminile al quale si imputano pretese “naturali”, e questa lo è davvero, ma non evidentemente abbastanza da essere considerate basilari.

Qui puoi leggere il post su
  Red on White
Le migliori risposte però stanno arrivando dalla società civile con iniziative come quella di una farmacia umbra che ha deciso di applicare uno sconto del 22% sulle marche di assorbenti in vendita o da varie istallazioni nei bagni di alcuni atenei romani che invitano a lasciare un assorbente per chi è in difficoltà e ne ha bisogno, una sorta di "assorbente sospeso" come il caffè a Napoli, pensate da un collettivo ideato da cinque ragazze "Le Nostre Cose" oppure ancora da un documentario proprio sulle mestruazioni pensato per educare a questo tema ragazze e ragazzi nelle scuole. 

Red on White così si chiama il film documentario dopo aver completato la raccolta fondi per il post produzione ha visto la luce ed ora é a disposizione di chi  vorrà contribuire, con la conoscenza e l'educazione, a cambiare la percezione delle funzionalità del corpo delle donne ancora  evidentemente ritenute un tabù seppur di lusso! 


COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

venerdì 28 dicembre 2018

Scelto da voi-- The Secret Garden di Frances Hodgson Burnett







Proprio a Natale di un anno fa Opportunità di Genere OG partecipava all'iniziativa “52 films by Women”
Qui puoi leggere il post dedicato
con “Un film di una donna a settimana per un anno” scegliendo la magia di Beatrix Potter per le giornate natalizie. Quest'anno per '
Scelto da voi', ovvero i vostri suggerimenti che ho ricevuto durante 'Un film di una donna a settimana per un anno', continuiamo con la magia... perché non festeggiare questi momenti speciali in cui ci si ritrova con gli affetti più importanti e veri con un buon film? Questo ce lo suggerisce Daniela che con il suo blog Infuso di Riso si occupa di lifestyle e buona moda.



L'autrice del libro “Il giardino segreto” è Frances Hogdson Burnett nota scrittrice anglo americana di storie per ragazzi, suo anche “Il piccolo Lord” ad esempio.

Burnett scrisse il romanzo nel 1909, pubblicato inizialmente su giornali americani, divenne un libro nel 1911. Non fu subito amato quanto i suoi lavori precedenti ma ormai è considerato un classico della letteratura inglese e molte sono state negli anni le trasposizioni teatrali, televisive e cinematografiche.

Ma lascio la parola a Daniela, e grazie ancora...se avete un film di o su una donna che volete suggerire scrivete anche voi a  opp.genere@gmail.com  



The Secret Garden di Frances Hodgson Burnett






Trama:

La piccola Maria Lennox, una bambina dispettosa, viene cresciuta dalla sua bambinaia perché i genitori sono assenti e superficiali. Quando resta orfana di entrambi si trasferirà dallo zio, il nobile Lord Craven, scontroso e introverso, che vive in un castello desolato a Misselthwaite. Da subito farà amicizia con Dickon suo coetaneo , un ragazzino sveglio e “ruspante” che le farà apprezzare la vita di campagna e le insegnerà a coltivare ogni tipo di fiore e pianta. E qui subentra l’incantevole scoperta di un giardino segreto: lo zio lo ha fatto chiudere perché vi morì la moglie, cadendo dall’altalena. Causa della sua depressione e sfiducia nel prossimo, tanto da scappare ogni volta lontano dal palazzo e lontano perfino dal figlio . Maria, però, ritrova la chiave del giardino scoprendo un luogo meraviglioso e ne fa il suo rifugio segreto. Nel frattempo, scopre e conosce suo cugino, Colin, rinchiuso in una stanza del castello perché malaticcio. Da subito Maria lo aiuterà a capire la bellezza del mondo e a guarire dai suoi mali più psicologici che fisici. E i tre bimbi: Maria, Colin e Dickon diventeranno grandi amici , complice il giardino segreto, splendido nelle sue fioriture estive e gli animaletti che lo popolano.


Scelto perché:

E’ una storia che parla di amicizia e sullo sfondo uno scenario romanticamente british a partire dal “sinistro” castello immerso nella spettacolare e indomabile brughiera inglese, fino all’incantevole giardino che da abbandonato e incolto rinasce in tutto il suo splendore di un tempo grazie alle cure degli animi buoni e genuini dei bambini. Esso stesso è il protagonista del romanzo, chiave di volta poiché capace di fugare le sofferenze del corpo e della mente delle persone.
                                                                                                  Daniela




Titolo: Il Giardino segreto
Titolo originale: The Secret Garden
Nazionalità: USA/UK
Durata: 101 min.
Anno: 1993
Regia: Agnezska Holland
Sceneggiatura: Caroline Thompson
Cast: Kate Maberly, Maggie Smith, Andrew Knott
 
  COPYRIGHT dei contenuti dove non diversamente specificato

mercoledì 31 gennaio 2018

Scelto da Voi - I ragazzi stanno bene



Quando proponevo  "Un film di una donna a settimana per un anno" ho ricevuto da parte vostra tante segnalazioni e suggerimenti che mi sono piaciuti molto e così ho deciso di creare questa nuova finestra in cui sarete voi a suggerire un film che merita di essere visto. 

Se avete anche voi un film da suggerire, che riguardi una donna (donne) o fatto (regia, produzione, sceneggiatura...) da una donna (donne), potete mandare una mail con una breve trama e il perché suggerite questo film; mandate la vostra proposta a 

opp.genere@gmail.com



Iniziamo con la proposta di Anny che ci suggerisce un film davvero interessante con un cast di grandi attrici che affrontano un tema delicato e attuale. Ma lascio la parola a lei...e grazie ancora Anny! 




I ragazzi stanno bene - The Kids Are All Right


Una storia originale, narrata con la semplicità e la sensibilità che forse solo una donna, Lisa Cholodenko (già regista di The L World, dichiaratamente lesbica e a sua volta con un figlio concepito tramite inseminazione artificiale) poteva ideare.

Trama:
Una commedia delicata che racconta, senza veli e fuori da stereotipi, la complessità dei rapporti umani e dei loro protagonisti.
E' la storia di un piccolo incidente di percorso all'interno di un piccolo paradiso familiare piuttosto ordinario. Solo che la famiglia in questione non è delle più convenzionali: Juls e Nic sono una coppia lesbica di mezz'età, molto innamorata, e con un figlio e una figlia adolescenti, concepiti tramite inseminazione artificiale. Quando i ragazzi decidono di andare a cercare il loro padre biologico, le due donne sono costrette ad aprire il proprio menage familiare ad un terzo elemento inaspettatatmente ingombrante: Paul, il donatore di sperma, affascinante tombeur de femme simpatico e travolgente. Questa nuova conoscenza segnerà profondamente l'esistenza di ogni membro della famiglia, sconvolgendo gli equilibri e svelando le mille sfaccettature e fragilità che caratterizzano l'essere umano.


Scelto perché:
Consiglio questo film per l'originalità del soggetto, per il talento del cast (Annette Bening ha vinto il Golden Globe come migliore attrice, ma anche Julianne Moore, comunque in nomination, l'avrebbe meritato) e per l'eclettica colonna sonora, che accompagna piacevolmente il ritmo della vicenda.
Anny86



Titolo: I ragazzi stanno bene
Titolo originale: Kids are All Right

Nazionalità: USA
Durata: 104 min.
Anno: 2010

Regia: Lisa Cholodenko
Sceneggiatura: Lisa Cholodenko, Stuart Blumberg
Cast: Julienne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo



mercoledì 21 giugno 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #34




# 34 Sognando Beckham



L’estate è ormai arrivata e OG è sensibile alle estenuanti battute sulla forma fisica e sulla prova costume ma a modo suo, non poteva essere altrimenti, quindi vi suggerisce un film sportivo, che ha portato alla notorietà l’attrice ora affermatissima  Keira Knightley .Il film di questa settimana, uscito agli inizi degli anni 2000 ha avuto infatti uno strepitoso successo perché affronta il tema degli stereotipi con semplicità  e piacevolezza. Nel 2015 è approdato a Teatro grazie al musical al Phoenix Theater London.

Trama:
Jess è una ragazza inglese, di origini indiane, che vive a Londra con la sua famiglia e pur rispettando e amando le sue tradizioni ha una passione molto forte per il calcio, il suo idolo è il giocatore David Beckham di cui vorrebbe emulare il successo ma i suoi genitori non vedono di buon occhio che una ragazza faccia questo sport ritenuto troppo maschile.
Quando Jess viene notata da una giocatrice di calcio: Jules che la introduce nella sua squadra di calcio, le lamentele dei genitori fanno si che Jess ad un certo punto debba continuare a giocare  a pallone di nascosto anche quando la sua squadra deve andare ad Amburgo per il campionato. Nel frattempo la più tradizionale sorella maggiore di Jess fissa la data delle nozze che però è proprio il giorno della finale di campionato quando tra l’altro sarà presente un talent scout sportivo che potrebbe cambiarle la vita.
Il rapporto calcistico-sportivo e personale delle due ragazze, Jess e Jules, si stringe sempre di più in una profonda amicizia fatta anche di confidenze come quella che Jules fa a Jess sulla sua cotta per il loro allenatore che però sembra più interessato a Jess.
Il giorno della finale è anche quello del matrimonio della sorella maggiore di Jess che quindi è costretta a saltare la partita più importante per la squadra e per se stessa essendoci anche il procuratore sportivo che potrebbe far decollare la sua carriera ma i suoi genitori sono all’oscuro di tutto quindi Jess è rilegata a partecipare al matrimonio quel giorno.
Il papà di Jess però nota che la ragazza è tutt’altro che felice ed allegra e indovinando il motivo del malessere la lascia andare alla partita che in effetti grazie al suo decisivo contributo viene vinta dalla sua squadra; così Jess viene notata dal procuratore che le propone una borsa di studio per una prestigiosa università americana la stessa dove anche la sua amica Jules andrà perché è stata selezionata anche lei dal procuratore.
Sullo sfondo la storia d’amore tra Jess e l’allenatore che incrina in un primo momento l’amicizia delle due giocatrici  ma il dissapore verrà presto superato grazie al sentimento di squadra e alla complicità sportiva che sarà più forte delle invidie e delle gelosie.

Il film si conclude con l’incontro casuale, in aeroporto, proprio con l’idolo del pallone David Beckham.

Scelto perché: Anche lo Sport è ritenuto spesso un settore prettamente maschile e soprattutto certi ambiti come sicuramente il calcio ma sempre più spesso le donne hanno dimostrato di non essere da meno e lì dove è stato permesso loro di poter gareggiare in squadre miste, come nel golf e più recentemente nel tiro con l’arco, hanno contribuito attivamente e competitivamente al fianco dei loro colleghi. Il problema resta la visibilità che questi traguardi guadagnano. Per chi volesse approfondire ho trattato il tema in questo articolo, uscito inizialmente sul blog di NoiDonne in cui ho affrontato il tema sportivo da un'ottica di genere per vedere che le donne spesso non sono riconosciute come professioniste perché la legge che prevede questa qualifica è di molti anni fa e quindi le donne ne restano escluse con una penalizzazione anche da un punto di vista economico...Federica Pellegrini, per capirci, guadagnerebbe di meno del suo fidanzato, perché per legge lui è uno sportivo professionista e lei no, è una dilettante! Bisogna però dire che qualcosa si sta muovendo e piano piano anche le varie società sportive dal calcio al golf si stanno sensibilizzando e approntando cambiamenti organizzativi mentre la legge che qualificherebbe l'attività agonistica femminile resta in Parlamento ferma lì in attesa di essere discussa dal 2015.



Titolo: Sognando Beckham
Titolo originale: Bendi t like Beckham
Anno: 2002
Nazionalità: USA, UK, D
Durata: 112 min.

Regia: Gurinder Chadha
Produzione: Deepack  Nayar
Cast: Parminder Nagra; Keira Knightley; Jonathan Rhys-Meyers


martedì 8 marzo 2016

Suffragette il Film





“Suffragette” è davvero un bel film che vale la pena consigliare di vedere innanzitutto per la bravura delle attrici ma anche per tutti gli aspetti della produzione dalla scenografia, abile a ricostruire l’ambientazione di una Londra inizio XX secolo e il suo cielo ingrigito dai fumi e nuvole di smog create dalle fabbriche,  e le sue strade che sanno di miseria, di una nuova classe sociale sfruttata, e alle condizioni delle fabbriche in cui c’è una netta separazione tra uomini e donne, alle mansioni e condizioni del lavoro femminile, sfruttato, sottopagato e abusato; dagli abiti riprodotti con saggezza nelle stoffe, colori e mode, dai cappotti, cappelli delle signore dell’alta aristocrazia che pure parteciparono alla lotta, alle camicette lise e consunte delle operaie che passavano ore interminabili al lavoro; ai simboli come i reali colori delle fasce  e degli stendardi delle suffragette ma anche della ricerca storica che vi è dietro per la quale ascoltando Meryl Streep si ascoltano i reali discorsi della Pankhurst così come il fine riferimento alla Sacerdotessa.

Suffragette-il film
Ma questo è un film che va visto al di là se si ami la Storia o i film d’epoca o la rivendicazione del ruolo femminile, questo film merita di essere visto per l’alto messaggio che certo è nell’azione delle suffragette, tema centrale e focus del film, l’emancipazione delle donne nella società che passa nel riconoscimento della piena capacità politica alle donne tale da renderle cittadine ma soprattutto per quel messaggio che non risalta. La protagonista è una lavandaia di nome Maud Watts che si avvicina quasi per caso e involontariamente al movimento suffragista e grazie a lei viviamo questi avvenimenti, conoscendo poi altre protagoniste dell’Unione. Ma Maud all’apparenza vive una vita normale, serena, per quello che una donna della sua epoca può avere e desiderare, per quello che la sua epoca le offre: ha un marito, che neanche la picchia, una casa, modesta, un bambino con il quale gioca e scherza quando non è al lavoro, all’apparenza quindi la sua vita è, per le condizioni sociali del suo tempo, nella norma. Ma quando Maud arriverà in contatto con la realtà emancipazionista non potrà fare a meno di rendersi conto che seppure la sua condizione non è drammatica, le cose in generale non vanno bene per le donne e c’è bisogno di lottare, tutte insieme anche per chi non può, per chi sta peggio e soprattutto per chi verrà dopo. 
Questo è il più grande messaggio che le donne devono riscoprire.

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lunedì 29 febbraio 2016

Samantha che vale solo due giorni






Ci siamo domani esce l’atteso documentario-film sulla Samantha Nazionale, “Astrosamantha”, la donna dei record nello spazio. Evento speciale solo il 1 e 2 marzo al cinema: “La voce dell’attore Giancarlo Giannini accompagna lo spettatore negli ultimi tre anni della vita di Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio”, “un documento straordinario che racconta “la donna” Samantha e l’ “astronauta” Cristoforetti. Un film per tutti, il ritratto di una donna unica, protagonista di un evento che rimarrà nella storia”.
Dunque un documentario sulla straordinaria presenza di una donna, la prima italiana, nello spazio, la sua lunga preparazione, la sua esperienza, tuttavia saltano agli occhi alcuni punti della  presentazione che lasciano perplesse innanzitutto il rivolgersi allo spettatore, maschio, poiché la parola spettatrice esiste ma non viene usata perché si preferisce usare il maschile inclusore-includente anche qui che si parla di un film che celebra una donna e la sua impresa e che viene fatto uscire proprio nel mese dedicato alle donne, interessante è poi la dicotomia “astronauta” e “donna”, rigorosamente tra virgolette come si fa scientificamente con le categorie ben delineate, delimitate e ferme, e ancor più interessante sarebbe vedere come viene sviluppata questa differenziazione nel film-documentario ma appunto questo resterà nelle sale solo per due giorni, un po’ poco per permettere a tutti gli interessati di riuscire a vederlo in barba all’omaggio e soprattutto alla finalità istruttiva anche se almeno per le scuole le proiezioni resteranno attive.




Sarebbe stato bello anche ampliare la figura di Samantha che non arriva ad essere un’astronauta per caso ma alla base c’è a priori una scelta determinata per un percorso in Accademia portato avanti con dedizione e sacrifici, un percorso che delinea già una strada di impegno e volontà. Chissà se Samantha fin dal suo ingresso in Accademia sognasse, anche solo come una qualunque di noi può fare, di arrivare a “toccare il cielo con un dito” letteralmente o se le sue erano aspirazioni di aviatrice comune ma certo è che quando se ne è presentata l’occasione, ci ha riflettuto, ponderato e scelto e combattuto ma almeno su questo aspetto è plausibile ammettere che si sia voluto sottolineare questo evento straordinario della sua carriera. 



Insomma comunque un po’ di malumore intorno a questa iniziativa che poteva essere un po’ meglio congeniata visto che la festa internazionale della donna è alle porte non sarebbe stato fuori luogo far restare il film più a lungo nelle sale e dare occasione a più persone di andare a vedere un documentario su una delle figure femminili più costruttive dell’attuale panorama italiano visto che l’intento, da quel che si capisce, è mettere in risalto il duro lavoro che Samantha ha intrapreso per lungo tempo, un’occasione quindi per ribadire che una donna può, può farcela egregiamente e che comunque dietro ogni grande successo nella vita c’è una dura preparazione: una lezione per chiunque data da una donna, una come noi, la Samantha nazionale che grazie alla sua forza di volontà, alla dedizione e disciplina, iniziata ancora prima di diventare pilota, è diventata ‘Astrosamantha’, una donna stellare e come lei, grazie a lei, anche noi, donne, rimiriam le stelle per una volta, peccato solo per soli due giorni.




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martedì 23 febbraio 2016

Tremate tremate le Suffragette sono arrivate




Sì, tremate perché finalmente le Suffragette, dopo tanti inspiegabili tentennamenti, visto anche il cast stellare, sono arrivate anche in Italia. Ovviamente si parla del film di Sarah Gavron  che ripercorre, come il titolo esplicitamente suggerisce, gli  inizi degli avvenimenti, le vite delle attiviste inglesi nel primo novecento e la loro battaglia per i diritti politici in favore delle donne. 
Abbiamo detto un cast stellare non tanto per enfatizzare ma perché nei panni di Emmeline Pankhurst c'è Meryl Streep ma troviamo anche Helena Bonham Carter, Carrey Mulligan già in 'Orgoglio e Pregiudizio' del 2005 e in 'Il grande Gatsby' del 2013, e attrici dal nome forse meno altisonante ma molto brave con carriere teatrali e collaborazioni importanti alle spalle come Anne Marie Duff o Romola Garai, insomma un cast di affermate professioniste e di brave talentuose promesse. Eppure questo film, in uscita però diciamolo ora il 3 Marzo, ha faticato ad essere distribuito nel nostro paese, è stato più volte annunciato, prima a settembre, poi a novembre tanto che si sospettava che non sarebbe mai arrivato sugli schermi e perché? Forse perché si riteneva una storia insignificante, chi in Italia avrebbe avuto l'interesse ad andarsi a vedere un film sulle Suffragette?Ancora una volta sottovalutando la storia delle donne che non può riguardare solo qualcuno e qualcun'altro no. Vero è che siamo un paese dimentico e ingrato verso la nostra stessa storia, quante conoscono la nostra storia, gli avvenimenti, i fatti, i nomi di quelle donne che hanno manifestato e lottato per noi, per il nostro diritto di voto?.

Il timore era che ancora una volta che si fosse dato per scontato il disinteresse di questa che solo all'apparenza sembra la storia che appartiene a qualcun'altro se per chi invece scrive è vero ciò che sosteneva la Woolf e che cioè ciascuna è allo stesso tempo erede e creatrice di una tradizione per conto di qualcun'altra che a sua volta prenderà il testimone. Ma se è bastata la presenza di un grande nome di richiamo per far decidere alla fine la sospirata uscita del film anche nel nostro paese, benvenga il nome della Star che aiuta alla causa. Allora forse non ci meritiamo questo film e quindi non perdiamoci questa occasione e buona visione... 




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