martedì 28 febbraio 2017

Donne mecenate dell'arte





Di donne mecenate nella Storia, soprattutto antica e moderna, non ne sono rimaste tracce evidenti se non le poche privilegiate come ad esempio Isabella d’Este, Caterina de’Medici, Lucrezia Borgia, Isabella Gonzaga prima o Caterina II  e  Felicita Bevilacqua in seguito.

Eppure esempi di donne anche in epoca più contemporanea che hanno valorizzato l’arte nelle sue forme ce ne sono state di importanti per la cultura del proprio paese e per l’intero patrimonio umano, la più nota, forse, Peggy Guggenheim. Con il suo amore per l’arte e la novità è riuscita a collezionare opere d’arte ancor prima che fossero ritenute tali, a scoprire e valorizzare artisti sconosciuti come Pollock rendendolo un artista quotato e richiesto dai collezionisti e musei di tutto il mondo. Ancor di più fece Johanna Van Gogh, non molti sanno infatti che la fama e notorietà di uno dei più importanti e valutati artisti dei nostri tempi, Vincent Van Gogh, deve tutto questo alla cognata.

Una volta rimasta vedova infatti, ereditando tutta la collezione dal marito Theo, Johanna si rese conto del talento di Vincent e cominciò a promuoverlo. Tornata in Olanda quando il marito era già molto malato, alla morte di lui apre una pensione e recuperate le tele del cognato dalla Francia, le espone nella sua locanda; è già un primo passo per farle conoscere ma non basta…
Comincia a leggere le lettere che i due fratelli si erano scritti nel tempo, cogliendo i suggerimenti che Vincent stesso dà a Theo: poche mostre e vendere solo il necessario. I primi risultati arrivano presto, Maus le propone una prima mostra a Bruxelles dove però i quadri sono stroncati senza pietà. Ma Johanna non si arrende e cerca nuove opportunità: piccole gallerie, critici d’arte aperti al nuovo, piccole mostre, nuove amicizie artistiche e così piano piano, ispirata da una frase letta in un giornale femminista che spronava a ricercare un successo lungo ma duraturo piuttosto di uno veloce ma fugace, Johanna non si scoraggia ed ecco che mano a mano le mostre si moltiplicano, le recensioni si animano, i Musei chiamano e l’arte di Vincent Van Gogh si impone al mondo.


Una storia analoga tutta italiana, ma solo per i protagonisti e non per l’arte che rimane patrimonio internazionale, è quella che vede da oltre trent’anni il lavoro di recupero, archivio, tutela e esposizione delle opere di Franco Gentilini da parte di sua moglie Luciana. Ultima sua iniziativa è la mostra che si svolge a Pontassieve dal titolo “Franco Gentilini- Opere della collezione di Luciana Gentilini” fino ai primi di marzo.

Alcune analogie abbiamo detto con Johanna Van Gogh, soprattutto nell’impegno e nella riuscita promozionale dell’arte dei loro cari ma le similitudini finiscono qui, perché quando Franco Gentilini scompare è già un artista molto noto ed apprezzato in Italia e all’estero, di fama mondiale, quotato e ricercato dal mercato nazionale ed internazionale e sarà proprio la sua arte che riporterà Luciana in vita dopo la perdita del marito: “L’atroce dolore della sua morte rubò la mia mente. (…) Inerzia e silenzio. Interminabili giorni in attesa  che scendesse la notte, interminabili notti in attesa che si affacciasse il nuovo giorno… ‘Depressione grave’ è il termine medico”[1]. La richiesta di organizzare una mostra in memoria del marito però le indica la via giusta da percorrere soprattutto per se stessa: “Da quel momento l’incontrollabile inerzia che mi aveva attanagliata per tanti mesi si trasformò in un’altrettanta incontrollabile frenetica attività, che non si è più arrestata”[2].
Ed effettivamente Luciana Gentilini dal 1984 ad oggi ha organizzato più di cento mostre in Italia e all’estero, viaggiando da Venezia a Bruxelles, da Marrakech a Budapest, da Parigi al Cairo, da Torino ad Halle… e non solo per  organizzare mostre ma anche per tutelare l’opera del marito contro i contraffattori che ormai la temono come uno spettro di notte e a cui fa tagliare a loro stessi con possenti forbici i quadri incriminati!. In questi anni ha poi recuperato, grazie ad un estenuante lavoro trentennale, la preziosa opera artistica del Maestro Gentilini fin dai suoi primi lavori giovanili, organizzata nel Fondo Luciana Giuntoli Gentilini e convogliata successivamente nell’ Archivio Gentilini che raccoglie anche la corrispondenza e i documenti biografici dagli anni ’30 agli anni ’80 del’900, e infine donato alla Quadriennale di Roma  e dichiarato nel 2013 dal Ministero dei Beni Culturali “di interesse storico particolarmente rilevante”.

Storie di donne che nell’arte dei loro cari hanno trovato la loro realizzazione non più però come soggetti artistici ma come fautrici di una memoria artistica; rare testimoni di un percorso inedito nella storia dell’arte.




[1] A. Natali, A. Bimbi a cura di, “Franco Gentilini- Opere della collezione di Luciana Gentilini”, catalogo della collezione, Ed. Polistampa, Firenze, 2016, pag. 27
[2] Idem



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mercoledì 22 febbraio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #17




credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
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#17 Mona Lisa Smile


Il film di questa settimana si occupa di istruzione femminile, si svolge infatti in un college che esiste veramente, fondato nel 1870  vicino a Boston,  a Wellesley da cui prende il nome. Un istituto di educazione femminile creato perché preparasse le donne “ai grandi conflitti e cambiamenti della società”, tra le sue allieve si ritrovano: Hillary Rodaham Clinton, Madaleine Albright e la ex first lady cinese Soong Mei-Ling. Un film infelicemente passato in sordina che merita di essere riscoperto e visto e non solo per le attrici che danno volto e personalità alle giovani donne del college, Julia Roberts, Kirsten Dunst … ma anche per la tematica emancipazionista e per come è trattata, molto ben pensata per nulla scontata e anche ben realizzata.

Trama: Al college femminile di Wellesley nel 1953 arriva una nuova insegnante di Storia dell’Arte: Katherine Watson, californiana emancipata e anticonformista che trova all’interno dell’istituto un clima affatto accogliente, chiuso e conservatore in cui si fanno riti e feste collettive per vedere quale ragazza si sposerà prima o chi avrà prima prole e in cui le sue allieve, tutte ragazze di ottima famiglia, sono molto preparate e saccenti . Dopo un primo momento di difficoltà l’insegnante saprà far breccia nel cuore e nella testa  delle allieve proprio grazie all’arte che lei stessa sceglierà di proporre loro andando fuori dai soliti schemi con le avanguardie di Pollock o il sentimento di un Van Gogh e dalla domanda Cosa è arte? Chi stabilisce cosa è arte?, in realtà la professoressa riuscirà a far intraprendere a ciascuna un proprio percorso personale che andrà oltre la realizzazione sociale del matrimonio come era prospettato a tutte le ragazze di buona famiglia del college la cui educazione si interrompeva in vista del sospirato sì che avrebbe realizzato le loro vite. Kathrine Watson invece riuscirà a scardinare le aspirazioni personali delle sue allieve aprendo le loro menti e i loro cuori come tanti girasoli, sì ma di Van Gogh!.


credits: screenshot by Opportunità di GenereOG
in base all'art.70  Legge sulla protezione del diritto d'autore 633/41
 e successive modifiche.
Scelto perché: La vita delle donne è un capolavoro da qualsiasi prospettiva la si guardi. Giocoliere ed equilibriste la società chiede loro sempre qualcosa in più o di diverso da quello che ci si aspetta da loro. Questo film ci ricorda la realtà vissuta delle nostre nonne ma anche che le vere artefici delle nostre tele siamo noi qualsiasi pennellata vogliamo usarci su!.




Titolo: Mona Lisa Smile
Nazionalità: USA
Anno: 2003
Durata: 114 min
Produzione: Deborah Schindler, Elaine Goldsmith Thomas, Paul Schiff, Joe Roth
Scenografia: Jane Musky, Susan Bode 
Regia: Mike Newell
Cast: Julia Roberts, Kirsten Dunst, Julia Stiles, Maggie Gylenhaal




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venerdì 17 febbraio 2017

Un film di una donna a settimana per un anno? #16




Squadra femminile di baseball nel 1945.

Fonte: http://baseballhall.org




#16 Ragazze Vincenti



Le donne durante le Grandi Guerre  si sono rivelate ottime sostitute del genere maschile nelle mansioni più disparate. La mancanza di manodopera impiegata al fronte fece sì che le donne venissero “arruolate” al posto degli operai, netturbini, tranvieri e anche nello sport. Il film di questa settimana ci parla proprio di questo, della storia di una squadra femminile di baseball con Geena Davis e Madonna, ispirato ad una storia vera quando durante la Seconda Guerra Mondiale non c’erano più uomini per giocare il campionato di baseball così se ne svolse solo uno tutto al femminile.

Trama: Siamo in Oregon nel 1943 e tutte le manifestazioni sportive sono sospese perché gli uomini sono impegnati al fronte ma proprio per questo nasce e si afferma la Lega femminile delle sportive americane in cui rientra a pieno titolo anche quella di baseball delle “Pesche”.

Due sorelle, Dotti e Kit, sono i  nuovi fenomeni sportivi e tuttavia dovranno combattere con un allenatore, ex campione ed alcolizzato, molto scettico sulle capacità delle donne in ambito sportivo. A questa diffidenza si unisce poi la iniziale insoddisfazione del pubblico sorretta dai tanti pregiudizi ma la bravura e l’impegno delle ragazze farà presto cambiare loro idea.  Sullo sfondo degli allenamenti e delle partite si svolgono le vite delle ragazze e soprattutto delle due sorelle rivali in campo e nella vita ma che a distanza di tanti anni si ritroveranno unite nei ricordi di una stagione sportiva e di vita straordinaria ma ormai lontana.

Scelto perché: Proprio questa settimana la Società Italiana delle Storiche ha presentato due volumi sul ruolo delle donne nella Grande Guerra e questo film ci restituisce un esempio proprio di quello che accadde nella società in cui le donne dovettero sostituirsi agli uomini nei vari settori tra cui appunto anche in quello sportivo anche se alla fine dell’emergenza molte vollero o furono costrette a tornare alla sola vita privata e coloro che invece, ormai emancipate, vollero rimanere coinvolte nella società che avevano contribuito a pieno titolo a salvare trovarono nuove sfide davanti a loro.



Titolo: Ragazze vincenti
Titolo originale: A League of Their Own
Nazionalità: USA
Anno: 1992
Durata: 128 min.
Regia: Penny Marshall
Cast: Geena Davis, Madonna, Tom Hanks




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