venerdì 7 febbraio 2014

La Saffo pisana

Almanacco 7 Febbraio


Jean Raoux, Donna che legge una lettera, 1734

Nasceva oggi nel 1654 a Pisa, Maria Selvaggia Borghini, dalla nobile famiglia di Pier Antonio e dalla fiorentina Caterina Cosci.

Fin dall'infanzia Maria Selvaggia poté aspirare ad un'istruzione equiparata a quella di suo fratello Cosimo e quindi fu seguita nei suoi studi da illustri docenti dell' Università di Pisa come il matematico Alessandro Marchetti, Francesco Maria Poggi o Farinati Ubaldi, rettore del Collegio Ricci. Maria Selvaggia divenne quindi una colta intenditrice di materie umanistiche e matematiche, eccelse soprattutto in studi latini, filosofici, matematici, greci,teologici e in storia sacra.

Divenne amata ed apprezzata dal Granduca toscano Ferdinando II e ancor di piu dalla sua consorte Vittoria della Rovere che la volle come sua prima dama di Corte, tuttavia Maria Selvaggia non lascerà spesso né per lunghi periodi Pisa se non per andare a trovare la regnante,sua protettrice, mecenate e indirizzataria di alcuni sonetti. Ma la sua fama andrà ben oltre i confini del Granducato, incontrando il favore e l'apprezzamento del re di Francia Luigi XIV nonché di Gilles Ménage e di Régnier.

La sua fama non ebbe euguali e fu iscritta all' Accademia dell'Arcadia di Roma, con il nome di Filotima Innia, come all'Accademia degli Innominati di Bra quale Adattabile, come a quella degli Stravaganti di Pisa, a quella degli Apatisti di Firenze e a quella dei Ricovrati di Padova.

Nei suoi scritti tratterà di argomenti vari, dal sacro al profano tuttavia avendo ricevuto un' educazione rigidamente cattolica, volle coltivare una vita morigerata senza lussi né sfarzi e decise di non volersi sposare. A Capannori acquistò una dimora, dove soprattutto in età avanzata  si ritirò, che divenne un fulcro di riferimento per la comunità religiosa locale soprattutto grazie all'abate Lorenzo Borghini, suo padre spirituale.

A Pisa divenne comunque famoso il suo salotto che vide gli interventi di numerosi brillanti intelletti dell'epoca con i quali spesso Maria Selvaggia instaurò rapporti di amicizia. Il piu importante fu certamente quello con il matematico, naturalista, letterato Francesco Redi, il quale si prodigo' molto per far conoscere i suoi lavori in Toscana, in Italia e anche fuori, convinto che il suo talento fosse splendore per tutta l'Europa. La riteneva superiore perfino alla, forse, più famosa Vittoria Colonna, poiché riteneva che ci fossero le glorie di Saffo "nella Sig. Maria Selvaggia Borghini, fanciulla pisana".

Allevera' Caterina, figlia del fratello, che diventerà anch'essa una poetessa apprezzata. Morirà a Pisa il 22 Febbraio 1731 e verrà sepolta nella Chisa di Santa Maria del Carmine a Corso Italia.


La sua opera più importante sarà la traduzione dal latino alla lingua toscana dell' opera morale di Tertulliano che verrà però pubblicata solo postuma a Roma da Bottari con il titolo "Opere di Tertulliano tradotte in toscano dalla signora Selvaggia Borghini, nobile pisana".


Al Signor Redi
Canzone:

"Desio dove mi guidi, ed a quel alto-
Segno portare il velo
Vuoi mio folle pensiero?
Grande é il periglio, e fia mortale il salto;
Poiché sicuro e solo

' Gir tu non puoi per si dubbio sentiero,
Deh ferma il volo altero,
Scendi in te stesso, e ascolta i detti miei,
Pensando quel che tenti, e quel che sei.

[...]

da "Saggio di Poesie di Selvaggia Borghini nobile pisana e testimonianze del di lei volere" di Selvaggia Borghini, Domenico Moreni.


Nessun commento: