lunedì 23 dicembre 2024

Tragedie Comiche di Louisa e May Alcott- PublisHERstory


Tragedie Comiche di
Louisa May e Anna Alcott 




Tragedie Comiche di Louisa May e Anna Alcott della PublisHERstory è la nuova uscita della casa editrice votata alla Storia delle donne.
Questa opera è la prima traduzione italiana per quella che può essere considerata l'appendice di Piccole donne, racchiude infatti le commedie che Louisa scriveva per lei e le sorelle che poi recitavano nella loro soffitta e che in seguito inserirà nel capolavoro amato ancora da generazioni di Piccole donne in giro per il mondo.
L'opera è introdotta proprio da Anna B. Alcott poiché la raccolta uscì dopo la scomparsa della nota scrittrice e fu curata dalla sorella che partecipava oltre che come attrice anche come scenografa.
Tanti i temi trattati dall'amore, alla vendetta, alla catarsi; sono opere scelte da Anna, da dare alle stampe, che mettono in evidenza le grandi abilità di Louisa come scrittrice e si rimane in effetti sorpresi di come potesse immaginare tematiche, ruoli e nomi dei personaggi per lei che in fin dei conti era una adolescente.
Anna Alcott sottolinea proprio di avere preferito quelle più mature che Louisa scrisse scevre da patetico sentimentalismo e romanticismo ed in effetti, come sottolineato nella prefazione, quello che emerge da una lettura più attenta sono le figure femminili di queste commedie dove l'azione, la vendetta, l'amore ma anche un gusto per l' oriente, la magia, le antiche epoche rendono questi testi adatti agli adulti ancor prima che per le bambine e bambini, in effetti non sono prettamente dedicati all'infanzia ma come per ogni grande opera portano i più piccoli a contatto con realtà ricche e stimolanti.
Testi che ci invitano anche alla recita vera e propria, potremmo anche noi insieme alle nostre figlie, nipoti, amiche divertirci ad interpretare Norna la strega, la dolce Leonore, la coraggiosa principessa araba Zara, la schiava greca Ione o il perfido Rodolfo, l'ingrato Adrian...
Disponibile nelle librerie online e sul sito della casa editrice.

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mercoledì 23 ottobre 2024

Dieci giorni in manicomio ed altri inediti articoli d'inchiesta - Nellie Bly- PUBLISHERSTORY


Dieci giorni in manicomio ed altri inediti articoli d'inchiesta di Nellie Bly edito da PublisHERstory.

Quando Nellie Bly decide di entrare in un manicomio femminile di New York per denunciarne le condizioni, era poco più che una ragazza ma già veniva da anni di giornalismo d'inchiesta prima a Pittsburgh sua città natale dove per il giornale locale scrive di lavoro, investigando la realtà del mondo lavorativo soprattutto dal punto di vista delle donne e poi all'estero. Il suo lavoro infatti è scomodo e le propongono di dedicarsi alla moda ma lei preferisce fare l'inviata dal Messico ma anche lì racconta le condizioni di vita ed economiche dei più fragili, spesso sempre donne. Diventa un soggetto non desiderato a chi è al potere e viene fatta rientrare in patria, si trasferisce quindi a New York e inizia a lavorare per il giornale di Pulitzer ed è per lui che inventa il giornalismo sotto copertura.
Entra nell'edificio del manicomio di New York, Blackwell Island, oggi una tranquilla area residenziale, fingendosi pazza. Passa la notte a fare le prove allo specchio a lume di candela, progetta un piano e lo mette subito in atto; alla fine viene mandata davanti ad un giudice che deve decidere del suo destino. Con riluttanza Nellie Brown, la sua identità di copertura, viene dichiarata certamente non sana di mente e rinchiusa.
Inizia così il più terribile dei viaggi fisici e mentali che un essere umano possa mai sperimentare...uscirà 'solo' dopo dieci giorni ma convinta che la maggior parte delle sue compagne sia perfettamente sana  e il suo racconto risulta così potente, ma mai patetico anzi a volte piuttosto ironico, al punto che si stanzieranno fondi per la sanità mentale mai visti fino ad allora.

Nellie Bly non rinuncerà mai a mettersi dalla parte dei più deboli che spesso sono  le donne. Prosegue quindi la sua testimonianza giornalistica a favore delle condizioni lavorative femminili. Eccola investigare il lavoro nelle fabbriche di sigari, nella truffa del confezionamento di cravatte, nel richiedere aiuto e sussidi per le mamme lavoratrici e perfino smascherare agenzie matrimoniali o uffici di collocamento. Questi sono tutti articoli inediti, per la prima volta tradotti in italiano e presenti nell'Appendice di questa nuova edizione di Dieci giorni in manicomio, edita da PUBLISHERSTORY. Su Amazon cartaceo ed e-book.





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lunedì 30 settembre 2024

Ugolina di Biella-Jean Webster- PUBLISHERSTORY




Ugolina di Biella: Una storia di emigrazione italiana di Jean Webster - PublisHERstory 

Quanti italiani, tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, sono emigrati in America in cerca di prospettive di vita migliori? La nostra penisola, colpita da una profonda crisi economica, non garantiva un salario adeguato ai lavoratori, i quali, con coraggio e spirito d’iniziativa, ma con il cuore straziato, decisero di lasciare le proprie famiglie e origini per trasferirsi e inseguire il sogno americano. Tante furono le difficoltà incontrate, tra cui una severa discriminazione da parte degli abitanti autoctoni che costrinse gli italiani ad accettare spesso condizioni di lavoro innaturali e trattamenti inaccettabili, con la speranza di poter migliorare un giorno la loro situazione.

 

Jean Webster, celebre per il suo capolavoro Papà Gambalunga, visitò il Bel Paese durante il secondo semestre del suo terzo anno al Vassar College per scrivere la tesi Pauperism in Italy, e rimase colpita dai luoghi, dalla storia, dalla cultura e dal colore locale tanto da ritornarci tra l’inverno del 1903 e la primavera del 1904, e nell’estate del 1905. Sempre attiva in campo sociale, Jean Webster prese a cuore la questione della povertà in Italia e dei moti contadini di fine Ottocento. 

 

L'autrice statunitense era vissuta in una famiglia di attiviste, si era interessata alle battaglie per la parità di genere e il diritto all’istruzione - tematiche che emergono dalla maggior parte dei suoi romanzi -, ma anche per la riforma degli orfanotrofi e delle carceri; la sua produzione si prefigge l’obiettivo di trattare con ironia e scrupolosità anche altre tematiche come quella del razzismo (Il mistero di Four-Pools), della salute mentale e dell’alcolismo (Caro nemico), e Ugolina di Biella non fa eccezione.

L'emancipazione femminile è infatti uno dei principi cardine su cui basò la sua vita e le sue opere: da Judy a Sallie, da Marcia a Polly, le donne di Webster sono tutte indipendenti e anticonvenzionali, proprio come Ugolina di Biella.

 

Il racconto, che vede protagonista una delle domestiche che animò casa Webster dal marzo 1905 circa, abbraccia sia la tematica dell'emigrazione che quella dell'emancipazione femminile. Jean Webster si abbandona a un ritratto di Ugolina alternando episodi esilaranti ad aneddoti raccontati dalla domestica stessa che la presentano come una donna testarda, determinata, dedita al lavoro, ma soprattutto emancipata, trasferitasi dall'Italia negli Stati Uniti su consiglio del fratello per assicurarsi l’indipendenza assoluta.

 

All’interno del racconto si mescolano elementi tipici della cultura italiana (come le canzoni popolari cantate da Ugolina, l’amore per la buona cucina e la profonda religiosità, i quali vengono utilizzati come stereotipi tipici del consueto stile ironico che caratterizza la prosa dell’autrice) e di quella americana (come i riferimenti a usi, costumi e luoghi). L’apparato di note previsto nell’edizione PublisHERstory fornisce a chi legge tutte le informazioni necessarie per inquadrare il testo nel periodo storico in cui è stato concepito, oltre a integrare il racconto di Jean Webster con le informazioni che si ricavano dalla bozza scritta dalla madre Annie Moffett dal titolo Enter Ugolina. Quest’ultima riporta molti episodi già presenti in Ugolina of Biella, ma indugia su altri particolari che la figlia ha escluso e che risultano utili per avere un’idea di insieme della vita e dei modi di fare della domestica italiana. Inoltre, il volume è fruibile da tutti, grazie all’utilizzo di un font ad alta leggibilità.

 

Ugolina di Biella viene dato alle stampe oggi per la prima volta in Italia e nel mondo: il dattiloscritto, che rientra tra i Jean Webster Papers del Vassar College (istituto dove lei si formò), fu messo in un cassetto per dare spazio alla stesura di altre opere più importanti, e di fatto non fu più rimaneggiato né proposto ad alcuna rivista. Ciò lo rende un tesoro prezioso da riscoprire per conoscere più a fondo una parte della vita di Webster, date le scarse notizie biografiche riportate nel volume di Alan e Mary Simpson e Ralph Connor Jean Webster: Storyteller.

 

                                                                     Miriam Chiaromonte

                                                                  traduttrice e curatrice                                                                          della unica edizione                                                                          italiana  e mondiale                                                                                                per                                                                              PUBLISHERSTORY.










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