lunedì 5 luglio 2021

Paolina Leopardi V Parte


V Parte Le prime opere e la morte di Giacomo


Stemma Leopardi



Paolina Leopardi
di Elisabetta Benucci


Nel 1832 Paolina cominciò a lavorare al periodico fondato dal padre: il 31 maggio uscì infatti il primo fascicolo de «La Voce della Ragione. Giornale filosofico, teologico, politico, istorico e letterario», stampato a Pesaro. Paolina ne sarà l’artefice e l’anima insieme a Monaldo, assumendo il ruolo di giornalista, di redattrice capo e di collaboratrice assidua; in particolare contribuì al periodico con un numero ragguardevole di traduzioni di articoli di giornali stranieri.

Tra il novembre e il dicembre di quello stesso anno Paolina vide pubblicato il suo primo libro: Viaggio notturno intorno alla mia camera dell’Autore del viaggio intorno alla mia camera, edito a Pesaro da Annesio Nobili (prima traduz. italiana dell’Expédition nocturne autor de ma chambre di Xavier de Maistre). Fra il 1832 e il 1840 Paolina collaborò sia con il periodico «La Voce della Verità» di Modena sia con molti altri giornali quali «L’Amico della gioventù», «La Gazzetta di Milano», «La Gazzetta di Genova», «La Gazzetta di Modena».  


Le opere di Paolina nel libro
di Elisabetta Benucci
Il 14 giugno 1837 morì a Napoli il fratello Giacomo, all’età di trentanove anni. Nello stesso giorno dell’ arrivo della notizia della morte del poeta, la famiglia era in subbuglio per un altro motivo: il figlio Pierfrancesco (1813-1851), invaghitosi di una fanciulla di modestissime origini, era fuggito per inseguire il suo sogno d’ amore, ma era stato riacciuffato e ricondotto a casa dai carabinieri. Toccò allora a Paolina annotare nel registro di famiglia la triste notizia: «A dì 14 giugno 1837 morì nella città di Napoli questo mio diletto fratello divenuto uno dei primi letterati d’ Europa. Fu tumulato nella chiesa di S. Vitale, sulla via di Pozzuoli». La morte del fratello poeta fu per Paolina un dolore grandissimo, una sofferenza indicibile. Nel settembre 1837 Paolina dette alle stampe l’opera Mozart, alla quale consegnava, dietro lo schermo della ricostruzione dell’esistenza del famoso musicista, il suo monumentum in onore del fratello scomparso.


Il
29 aprile 1839 fu invece un giorno di festa in casa Leopardi. Si celebrò infatti il matrimonio fra il fratello Pierfrancesco con Maria Cleofe Ferretti (1816-1852). Un matrimonio preparato da tempo per colui che era destinato, dopo la morte di Giacomo e l’allontanamento definitivo di Carlo, a ereditare tutte le sostanze della famiglia e a continuare la discendenza del casato. I novelli sposi si stabilirono a palazzo Leopardi, dove la vita di Cleofe non fu mai felice per i difficili rapporti e gli insanabili contrasti con la suocera. Dal matrimonio nacquero quattro figli, una figlia femmina e tre maschi, dei quali vivranno a lungo solo due maschi, Giacomo e Luigi. 

Pierfrancesco
Leopardi

Maria Cleofe, con la quale Paolina instaurò un rapporto di grande affetto, fu sempre di salute cagionevole e fra mille tormenti portò a termine la sua prima gravidanza: il 30 agosto 1840 dette alla luce Maria Virginia, destinata a morire fanciulla. Paolina amò questa bambina come una figlia e il suo istinto materno si concentrò tutto sulla nipotina, che riempiva di baci e di carezze.

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lunedì 21 giugno 2021

Paolina Leopardi IV Parte Il rapporto fraterno



IV Parte-  Il rapporto fraterno



Paolina Leopardi

di Elisabetta Benucci


Nel 1829 Paolina aveva perso la compagnia di una delle sue amiche più care, la cugina Paolina Mazzagalli (1803-1850), rea di essersi unita in matrimonio con il fratello Carlo, nonostante il divieto dei genitori. Carlo si allontanò irrimediabilmente dalla famiglia e anche dalla sorella. Analogamente, un anno dopo, Giacomo si allontanò per sempre da Recanati. Di fatto, Paolina non lo rivedrà mai più.

Un intensissimo affetto aveva caratterizzato il rapporto fra i due fratelli: Giacomo era di solo due anni più grande di Pilla, come affettuosamente lui la chiamava, ed erano cresciuti insieme. L’ascendente che Giacomo fin da bambino esercitò su Paolina fu molto forte. Con il passare degli anni, l’affetto della sorella crebbe sempre di più, fino a trasformarsi in una sorta di adorazione. Per parte sua, Leopardi intrattenne con lei il più intenso, prolungato e condiviso rapporto col femminile della sua esistenza. Per i primi trent’anni, la vita di Paolina s’intrecciò con quella del fratello, che le aprì con passione generosa e assolutamente paritaria i suoi interessi intellettuali, filologici e filosofici, e la sua attività creativa. Ma dopo il 1830, quando Giacomo lasciò definitivamente Recanati e la famiglia, trovando quella libertà da sempre desiderata, anche con Paolina si verificò la dolorosa rottura, pur se mai dichiarata: una rottura che avvenne sul piano religioso, ideologico e politico e che si tradusse nel silenzio epistolare degli ultimi anni dell’esistenza del poeta. A Paolina rimarrà un culto quasi ossessivo per questo fratello che aveva tanto amato, e ne difenderà la memoria e le opere finché avrà vita.

Paolina aveva intanto iniziato la corrispondenza con le sorelle Marianna e Anna Brighenti e con Antonietta Tommasini, amiche bolognesi di Giacomo. Scrivere lettere le dava sollievo e speranza, ma la severa sorveglianza dei genitori, che non volevano che Paolina avesse corrispondenze epistolari, la costrinsero ad adottare romanzeschi sotterfugi, come vasi di fiori alla finestra o notturni appuntamenti in biblioteca, per ricevere e spedire le lettere, complice il vecchio precettore don Sanchini che abitava in una casa di fronte a Palazzo Leopardi. 

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lunedì 14 giugno 2021

Pia de' Tolomei- Da storia a Leggenda




Post su Pia de' Tolomei per il Dantedì
Ci siamo già occupate di Pia de' Tolomei per il Dantedì e allora vediamo chi fu veramente e come da storia divenne leggenda, Pia de' Tolomei...






Iʟ ᴍɪᴛᴏ ᴅɪ Pɪᴀ ᴅᴇ'Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ᴛʀᴏᴠᴀ ɪʟ sᴜᴏ ᴠᴀᴛᴇ ɪɴ Dᴀɴᴛᴇ ᴍᴀ ʟᴀ sᴜᴀ ғᴀᴍᴀ ᴛʀᴏᴠᴀ ɴᴜᴏᴠᴏ ᴠɪɢᴏʀᴇ ɪɴ ᴘɪᴇɴᴏ Rᴏᴍᴀɴᴛɪᴄɪsᴍᴏ.
Lᴇ sᴄᴀʀsᴇ ɴᴏᴛɪᴢɪᴇ ᴄʜᴇ Dᴀɴᴛᴇ ɴᴇ ᴅᴀ̀ ɴᴇʟʟᴀ Dɪᴠɪɴᴀ Cᴏᴍᴍᴇᴅɪᴀ ᴘᴇʀᴍᴇᴛᴛᴏɴᴏ ᴀʟʟ'ᴇsᴛʀᴏ ᴅɪ sᴄʀɪᴛᴛᴏʀɪ, ᴘɪᴛᴛᴏʀɪ, ᴍᴜsɪᴄɪsᴛɪ ᴅɪ ɪɴᴛᴇʀᴘʀᴇᴛᴀʀʟᴀ ʟɪʙᴇʀᴀᴍᴇɴᴛᴇ ᴇ ɪɴғᴀᴛᴛɪ ᴅɪ Pɪᴀ ᴅᴇ'Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ʀɪᴛʀᴏᴠɪᴀᴍᴏ ɴᴜᴍᴇʀᴏsɪ ǫᴜᴀᴅʀɪ ᴍᴀ ᴀɴᴄʜᴇ ᴏᴘᴇʀᴇ ʟɪʀɪᴄʜᴇ ᴇ sᴏɴᴇᴛᴛɪ. C'ᴇ̀ ᴜɴᴀ ᴠᴇʀᴀ ʀɪsᴄᴏᴘᴇʀᴛᴀ ᴅᴇʟʟᴀ ʟᴇɢɢᴇɴᴅᴀ ᴅɪ ǫᴜᴇsᴛᴀ sғᴏʀᴛᴜɴᴀᴛᴀ ᴅᴏɴɴᴀ ᴄʜᴇ ʀᴀᴄᴄᴏɴᴛᴀɴᴅᴏsɪ ᴀ Dᴀɴᴛᴇ ɴᴇʟ V ᴄᴀɴᴛᴏ ᴅᴇʟ Pᴜʀɢᴀᴛᴏʀɪᴏ ᴅɪᴄᴇ ᴘᴏᴄʜᴇ ᴛᴏᴄᴄᴀɴᴛɪ ᴘᴀʀᴏʟᴇ '𝑆𝑖𝑒𝑛𝑎 𝑚𝑖 𝑓𝑒' 𝑀𝑎𝑟𝑒𝑚𝑚𝑎 𝑚𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑓𝑒𝑐𝑒' ᴇ ᴘʀᴇɢᴀ ɪʟ sᴏᴍᴍᴏ ᴘᴏᴇᴛᴀ ᴅɪ ɴᴏɴ ᴅɪᴍᴇɴᴛɪᴄᴀʀsɪ ᴅɪ ʟᴇɪ ᴇ ᴅɪ ᴘᴀʀʟᴀʀᴇ ᴀʟ ᴍᴏɴᴅᴏ ᴅᴇʟʟᴀ sᴜᴀ ᴠɪᴄᴇɴᴅᴀ.
Sɪ̀ ᴘᴇʀᴄʜᴇ́ Pɪᴀ ᴅᴇ'Tᴏʟᴏᴍᴇɪ sɪ ᴅɪᴄᴇ ᴄʜᴇ ғᴜ ɢᴇᴛᴛᴀᴛᴀ ᴅᴀ ᴜɴᴀ ғɪɴᴇsᴛʀᴀ Dᴇʟ Cᴀsᴛᴇʟʟᴏ ᴅɪ Pɪᴇᴛʀᴀ ɪɴ Mᴀʀᴇᴍᴍᴀ ᴅᴏᴠᴇ sᴜᴏ ᴍᴀʀɪᴛᴏ Nᴇʟʟᴏ ᴏ Pᴀɢᴀɴᴇʟʟᴏ ʟ'ᴀᴠᴇᴠᴀ ʀɪɴᴄʜɪᴜsᴀ ᴘᴇʀ ɢᴇʟᴏsɪᴀ ᴏ ᴘᴇʀᴄʜᴇ́ ɪɴᴠᴇᴄᴇ ᴠᴏʟᴇᴠᴀ ʀɪᴘᴏsᴀʀsɪ. Iɴ ᴏɢɴɪ ᴄᴀsᴏ ғᴜ ᴜɴᴀ ᴠɪᴛᴛɪᴍᴀ ɪɴɴᴏᴄᴇɴᴛᴇ.


Iɴ ʀᴇᴀʟᴛᴀ̀ ᴅɪ Pɪᴀ ᴅᴇ'Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ɴᴏɴ sɪ sᴀ ᴍᴏʟᴛᴏ ᴇ ᴘʀᴏᴘʀɪᴏ ʟᴇ ᴘᴏᴄʜᴇ ɪɴғᴏʀᴍᴀᴢɪᴏɴɪ, ᴜɴ ᴘᴏ'sɪʙɪʟʟɪɴᴇ ɪɴ ᴠᴇʀɪᴛᴀ̀, ᴄʜᴇ Dᴀɴᴛᴇ ᴄɪ ʟᴀsᴄɪᴀ ɴᴇʟʟᴀ Dɪᴠɪɴᴀ ᴄᴏᴍᴍᴇᴅɪᴀ ʜᴀɴɴᴏ sᴏʟᴏ ʀᴇsᴏ ᴅɪғғɪᴄɪʟᴇ sᴛᴏʀɪᴄᴀᴍᴇɴᴛᴇ ᴛʀᴏᴠᴀʀᴇ ᴅᴇɪ ʀᴇsᴘᴏɴsɪ, ᴀʟɪᴍᴇɴᴛᴀɴᴅᴏ ᴄᴏsɪ̀ ʟᴀ ʟᴇɢɢᴇɴᴅᴀ.
Mᴏʟᴛᴇ ɴᴇʟ ᴛᴇᴍᴘᴏ sᴏɴᴏ sᴛᴀᴛᴇ ʟᴇ ɪᴘᴏᴛᴇsɪ, ɴᴇssᴜɴᴀ ᴍᴀɪ sᴜғғʀᴀɢᴀᴛᴀ ᴅᴀ ᴅᴏᴄᴜᴍᴇɴᴛɪ ᴇ ʀɪsᴄᴏɴᴛʀɪ sᴛᴏʀɪᴄɪ ᴘᴇʀ ᴄᴜɪ ʀɪᴍᴀɴɢᴏɴᴏ sᴏʟᴏ ᴛᴇsɪ. Tᴜᴛᴛᴇ sᴜᴘᴘᴏsɪᴢɪᴏɴɪ ᴄʜᴇ ᴀᴅ ᴏɢɢɪ ʀɪᴍᴀɴɢᴏɴᴏ sᴏʟᴏ ɪᴘᴏᴛᴇsɪ. Vᴇʀᴏ ᴇ̀ ᴄʜᴇ Dᴀɴᴛᴇ ɴᴏɴ ᴀᴠʀᴇʙʙᴇ ᴍᴀɪ ɪɴᴠᴇɴᴛᴀᴛᴏ ᴜɴᴀ sᴛᴏʀɪᴀ ᴄᴏsɪ̀ ᴅʀᴀᴍᴍᴀᴛɪᴄᴀ sᴇɴᴢᴀ ᴜɴ ғᴏɴᴅᴏ ᴅɪ ᴠᴇʀɪᴛᴀ̀.
Qᴜᴇʟʟᴏ ᴄʜᴇ ᴄɪ ʀᴇsᴛᴀ sᴏɴᴏ sᴏʟᴏ ᴘᴏᴄʜɪ ᴠᴇʀsɪ ᴅᴀɴᴛᴇsᴄʜɪ ᴇ ᴜɴᴀ ʟᴇɢɢᴇɴᴅᴀ ᴄʜᴇ sɪ ᴘᴇʀᴘᴇᴛᴜᴀ ᴇ ᴄʜᴇ ᴛʀᴏᴠᴇʀᴀ̀ ɴᴜᴏᴠᴀ ᴠɪᴛᴀ ɴᴇʟ Rᴏᴍᴀɴᴛɪᴄɪsᴍᴏ...

Pɪᴀ ᴅᴇɪ Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ᴏ ʟᴀ sᴜᴀ ʟᴇɢɢᴇɴᴅᴀʀɪᴀ ғɪɴᴇ ᴅɪᴠᴇɴɴᴇʀᴏ ᴜɴ ᴇʟᴇᴍᴇɴᴛᴏ ɪᴍᴘʀᴇsᴄɪɴᴅɪʙɪʟᴇ ɴᴇʟʟ'ɪᴍᴍᴀɢɪɴᴀʀɪᴏ ᴏᴛᴛᴏᴄᴇɴᴛᴇsᴄᴏ, ɴᴜᴍᴇʀᴏsɪ ғᴜʀᴏɴᴏ ɪ ʀɪᴛʀᴀᴛᴛɪ ᴀ ʟᴇɪ ᴅᴇᴅɪᴄᴀᴛɪ ᴅᴀʟ sᴜᴏ ᴜʟᴛɪᴍᴏ ᴠɪᴀɢɢɪᴏ ᴅᴀ Sɪᴇɴᴀ ᴀʟʟᴀ Mᴀʀᴇᴍᴍᴀ, ᴀʟʟᴀ sᴜᴀ ᴘʀɪɢɪᴏɴɪᴀ, ᴀʟʟᴀ sᴜᴀ ᴅɪsᴘᴇʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴇ ᴍᴏʀᴛᴇ. Mᴀ ᴍᴏʟᴛᴇ ғᴜʀᴏɴᴏ ᴀɴᴄʜᴇ ʟᴇ ᴏᴘᴇʀᴇ ᴀ ʟᴇɪ ᴅᴇᴅɪᴄᴀᴛᴇ ᴄᴏᴍᴇ ᴀᴅ ᴇsᴇᴍᴘɪᴏ ʟ'ᴏᴘᴇʀᴀ ʟɪʀɪᴄᴀ ᴅɪ Dᴏɴɪzᴇᴛᴛɪ ᴅᴇʟ 1837 .
Sᴇsᴛɪɴɪ ғᴜ ɪʟ ᴘʀɪᴍᴏ ɪɴ ᴇᴘᴏᴄᴀ ᴍᴏᴅᴇʀɴᴀ ᴀ ʀɪᴘʀᴇɴᴅᴇʀᴇ ʟᴀ 'ᴠɪsɪᴏɴᴇ' ᴅᴀɴᴛᴇsᴄᴀ; ᴀ ʟᴜɪ sɪ ᴅᴇᴠᴇ ᴜɴ'ᴀᴍʙɪᴇɴᴛᴀᴢɪᴏɴᴇ ɢᴏᴛɪᴄᴀ ᴅᴇʟʟᴀ sᴛᴏʀɪᴀ ᴅɪ Pɪᴀ ᴅᴇɪ Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ᴇ ᴅᴇʟʟ'ᴀᴍᴏʀᴇ ɴᴏɴ ᴄᴏʀʀɪsᴘᴏsᴛᴏ ᴅᴇʟʟ'ᴀᴍɪᴄᴏ ғʀᴀᴛᴇʀɴᴏ ᴅᴇʟ ᴍᴀʀɪᴛᴏ ᴅɪ Pɪᴀ ᴄʜᴇ ᴘᴇʀᴄɪᴏ̀ ʟᴀ ᴄᴀʟᴜɴɴɪᴀ ᴄᴏɴᴅᴀɴɴᴀɴᴅᴏʟᴀ ᴅɪ ғᴀᴛᴛᴏ ᴀʟʟᴀ ᴍᴏʀᴛᴇ. 
Aʟᴛʀᴀ ᴏᴘᴇʀᴀ sᴀʀᴀ̀ ɪɴ sᴇɢᴜɪᴛᴏ ǫᴜᴇʟʟᴀ ɪɴ ᴏᴛᴛᴀᴠᴇ ᴅɪ Gɪᴜsᴇᴘᴘᴇ Mᴏʀᴏɴɪ ᴅᴇʟ 1873 ᴍᴀ ʟᴀ ɴᴀᴛᴜʀᴀ ɪɴ ʀɪᴍᴀ ɴᴏɴ ᴘᴇʀᴍᴇᴛᴛᴇ ᴀʟʟᴏ sᴄʀɪᴛᴛᴏʀᴇ ᴅɪ sᴠɪʟᴜᴘᴘᴀʀᴇ ʟᴀ sᴛᴏʀɪᴀ ʀɪᴘʀᴇɴᴅᴇɴᴅᴏ ᴅɪ ғᴀᴛᴛᴏ ɢʟɪ ᴇʟᴇᴍᴇɴᴛɪ ᴘɪᴜ̀ ᴘɪᴛᴛᴏʀᴇsᴄʜɪ ᴄʜᴇ Sᴇsᴛɪɴɪ ᴀᴠᴇᴠᴀ ᴘᴇʀ ᴘʀɪᴍᴏ ᴘᴇɴsᴀᴛᴏ ᴘᴇʀ ʟᴀ ᴠɪᴄᴇɴᴅᴀ ᴅɪ Pɪᴀ. Qᴜɪ Pɪᴀ ᴇ̀ ᴜɴᴀ ғɪɢᴜʀᴀ ᴀɴɢᴇʟɪᴄᴀᴛᴀ, ғʀᴀɢɪʟᴇ ᴄʜᴇ ᴍᴜᴏʀᴇ ᴅɪ ɪɴᴇʀᴢɪᴀ ʀɪɴᴄʜɪᴜsᴀ ɴᴇʟ Cᴀsᴛᴇʟʟᴏ ɪɴ Mᴀʀᴇᴍᴍᴀ ᴍᴀ ᴄʜᴇ ᴠɪᴇɴᴇ ᴄᴏᴍᴘʟᴇᴛᴀᴍᴇɴᴛᴇ ʀɪᴀʙɪʟɪᴛᴀᴛa ᴅᴀʟʟᴀ ᴄᴏɴғᴇssɪᴏɴᴇ ᴅᴇʟʟ'ᴀᴍɪᴄᴏ ғʀᴀᴛᴇʀɴᴏ ᴅɪ Nᴇʟʟᴏ ᴄʜᴇ ᴄᴏʟᴛᴏ ᴅᴀɪ ʀɪᴍᴏʀsɪ ᴄᴏɴғᴇssᴀ ʟ'ɪɴɢᴀɴɴᴏ. Qᴜᴇsᴛᴀ ʙᴀʟʟᴀᴛᴀ ᴇʙʙᴇ ᴜɴ ᴇɴᴏʀᴍᴇ sᴜᴄᴄᴇssᴏ ᴘʀᴇssᴏ ǫᴜᴇʟʟᴇ ᴢᴏɴᴇ ᴘɪᴜ̀ ʀᴜʀᴀʟɪ ᴅᴏᴠᴇ ᴅɪᴠᴇɴɴᴇ ᴜɴᴀ ᴠᴇʀᴀ ᴇ ᴘʀᴏᴘʀɪᴀ ᴄᴀɴᴛɪʟᴇɴᴀ ᴛʀᴀᴍᴀɴᴅᴀᴛᴀ ᴅɪ ɢᴇɴᴇʀᴀᴢɪᴏɴᴇ ɪɴ ɢᴇɴᴇʀᴀᴢɪone ᴛʀᴀ ɪ ᴄᴏɴᴛᴀᴅɪɴɪ, ʙᴏsᴄᴀɪᴏʟɪ ᴇ ʟᴇ ᴅᴏɴɴᴇ ɴᴇɪ ᴄᴀᴍᴘɪ.

Lᴀ sᴛᴏʀɪᴀ ᴅɪ Pɪᴀ ᴅᴇ'Tᴏʟᴏᴍᴇɪ ᴇ̀ ᴄᴏᴍᴇ ᴠɪsᴛᴏ ᴀɴᴄᴏʀᴀ ᴍᴏʟᴛᴏ ᴠɪᴠᴀ ᴘʀᴇssᴏ ʟᴀ ᴘᴏᴘᴏʟᴀᴢɪᴏɴᴇ ᴅᴇʟʟᴀ ᴢᴏɴᴀ ᴍᴀʀᴇᴍᴍᴀɴᴀ ᴄʜᴇ ᴀɴᴄᴏʀᴀ ᴄᴏɴᴏsᴄᴇ ʟᴀ sᴜᴀ ᴠɪᴄᴇɴᴅᴀ ɢʀᴀᴢɪᴇ ᴀʟʟᴀ ᴄᴀɴᴢᴏɴᴇ ᴅɪ ᴛʀᴀᴅɪᴢɪᴏɴᴇ ᴏʀᴀʟᴇ ᴅᴇʟʟ'ᴏᴛᴛᴏᴄᴇɴᴛᴏ sᴄʀɪᴛᴛᴀ ᴅᴀ Mᴏʀᴏɴɪ ᴄᴏsɪ̀ ᴠɪᴠᴀ ᴄʜᴇ ᴀɴᴄᴏʀᴀ ᴏɢɢɪ ᴇ̀ ғᴏɴᴛᴇ ᴅɪ ɪsᴘɪʀᴀᴢɪᴏɴᴇ. Nᴇʟ 2007 ʟᴀ sᴇɴᴇsᴇ Gɪᴀɴɴᴀ Nᴀɴɴɪɴɪ ʟᴇ ʜᴀ ᴅᴇᴅɪᴄᴀᴛᴏ ᴜɴ ɪɴᴛᴇʀᴏ ᴀʟʙᴜᴍ ᴄᴏɴ ʙᴇɴ 11 ʙʀᴀɴɪ ᴄʜᴇ ɴᴇ ʀɪᴘᴇʀᴄᴏʀʀᴏɴᴏ ʟᴀ ᴅʀᴀᴍᴍᴀᴛɪᴄᴀ ᴠɪᴄᴇɴᴅᴀ ɪɴ 'Pɪᴀ ᴄᴏᴍᴇ ʟᴀ ᴄᴀɴᴛᴏ ɪᴏ' ᴀ ᴄᴜɪ ʟ'ᴀɴɴᴏ sᴇɢᴜᴇɴᴛᴇ ғᴇᴄᴇ sᴇɢᴜɪʀᴇ ᴜɴ Mᴜsɪᴄᴀʟ ɪɴᴛɪᴛᴏʟᴀᴛᴏ 'Lᴀ ᴅᴏʟᴇɴᴛᴇ Pɪᴀ'.


Aɴᴄʜᴇ Cᴀʀᴏʟɪɴᴀ Iɴᴠᴇʀɴɪᴢɪᴏ sᴇᴍᴘʀᴇ ᴀᴛᴛᴇɴᴛᴀ ᴀ ᴄɪᴏ̀ ᴄʜᴇ ᴘᴏᴛᴇᴠᴀ ᴄᴏʟᴘɪʀᴇ ᴇᴅ ɪɴᴛᴇʀᴇssᴀʀᴇ ɪʟ ᴘᴜʙʙʟɪᴄᴏ ʀɪᴘʀᴇɴᴅᴇ ǫᴜᴇsᴛᴏ ᴛᴏᴘᴏs ʟᴇᴛᴛᴇʀᴀʀɪᴏ ᴅᴇʟ Rᴏᴍᴀɴᴛɪᴄɪsᴍᴏ ᴇ ɴᴇ ғᴀ ᴜɴ ᴘɪᴄᴄᴏʟᴏ ᴄᴀᴘᴏʟᴀᴠᴏʀᴏ oggi ripubblicato per  la PUBLISHERSTORY.


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