giovedì 4 dicembre 2014

Giulia che "compose" il battesimo del femminismo, ottenne decorazioni regali e divenne commendatrice della Repubblica


Almanacco del 04 Dicembre:


"A Teatro", Auguste Renoir, 1876-1877.


Fu e resta una delle prime e in certi casi l’unica donna le cui composizioni sono state eseguite nei più importanti teatri del mondo, prodotta anche all’estero, fu decorata per la finezza dei suoi componimenti persino dai reali italiani; lei fu Giulia Recli.


Nata il 4 Dicembre 1884 a Milano, dal commendatore Luigi Recli, tra i membri fondatori del Banco Ambrosiano e da sua madre, la pianista Luisa Biancardi[1], la sua formazione artistica fu affidata ai più importanti maestri dell’epoca come Alessandro Bonci per lo studio vocale o Giovanni Maria Anfossi per lo studio strumentale, nello specifico lo studio del pianoforte e per la composizione ad Ildebrando Pizzetti.
Le sue prime opere risalgono agli anni ’10 del ‘900, nel 1914 la Scala di Milano le commissiona un’opera che troverà la sua realizzazione nel poema sinfonico, eseguito in primavera, dal titolo Alba dell’anima  e nel 1919 viene interpretata una sua cantata, su testo scritto dalla sorella  Maria, poetessa, al Politeama Rossetti di Trieste[2].
Il suo poema sinfonico, eseguito al Teatro Augusteo a Roma, e diretto dal magistrale Maestro Tullio Serafin con l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, venne definito dal Giornale d’Italia “ una specie di battesimo del femminismo in musica ”, poiché per la prima volta il calendario teatrale proponeva il nome di una compositrice[3].
"La Loggia", Auguste Renoir, 1874.

Negli anni ’30 conosce e instaura con il direttore del coro della Scala, Vittore Veneziani[4], una lunga e proficua collaborazione che sarà interrotta solo dalla guerra mondiale e che riprenderà proficua solo alla fine di quest’ultima.

Durante gli anni ’50 viene eletta VicePresidente del Sindacato dei Musicisti Italiani[5] (SMI) mentre vince numerosi premi a livello internazionale tra cui uno a Basilea per Donne Compositrici con il suo Quartetto e nel 1955 uno a Trieste, “Arte”, con la canzone Campanelle[6]. Negli Stati Uniti le viene riconosciuto secondo e Primo premio nel concorso della Lega Musicale a New York con una lirica per canto e pianoforte dal titolo Canzone Villereccia[7]. Le sue opere furono molto apprezzate negli Stati Uniti, dove furono introdotte da note personalità quali l’illustre direttore d’orchestra Tullio Serafin e addirittura prodotte dalla Schirmer già negli anni ’30, ma non solo perchè furono  amate e suonate in tutto il mondo da importanti personalità musicali e nei più prestigiosi spazi: dal Metropolitan Opera di New York al Royal Albert Hall di Londra, alla Scala di Milano all’Opera di Brema e Budapest.

Dal 1951 al 1966 intanto diventa presidente della Lyceum di Milano e sfrutta la sua carica per organizzare corsi, concerti, premi musicali[8] per dare la possibilità a giovani talentuosi di poter studiare e farsi notare.
Nel 1965 l’esecuzione di uno dei suoi pezzi da parte dell’Orchesta della RAI viene celebrata come una notizia anche dal giornale musicale per eccellenza, Billboard[9] e
sempre in questi anni, i suoi ultimi, vede ricevere importanti riconoscimenti anche dallo Stato italiano per la sua attività artistica e filantropica, dopo essere stata negli anni passati decorata al merito per le sue composizioni perfino dalla Regina d’Italia[10], ora anche la Repubblica esalta e premia il suo lavoro con ben due riconoscimenti, unica compositrice a ricevere l’Ordine di Commendatrice della Repubblica[11]  nel 1964 e ancora nel 1969 pochi mesi prima che la grande compositrice si spegnesse il 19 Dicembre 1970 a Brivio, che ha fondato il gruppo musicale del paese “Giulia Recli”, in suo onore.

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Giulia Recli
Credits: Wikipedia








[1]Chi è?: Dizionario degli italiani di oggi”, FORMIGGINI A. F., Ed. Formiggini, 1928, pag. 403.
[2]Le Lombarde in musica”, Fondazione Adkins Chiti: Donne in Musica, Colombo, 2008, pag. 136.
[3] Ivi, pag. 135.
[4] Ivi, pag. 138.
[5] Ivi, pag. 141.
[6] Ibidem.
[7] Il Carroccio- The Italian Rewiev, vol. 18, pag. 70.
[8]Le Lombarde in musica”, Op. cit., pag. 141.
[9]Gal Writers are honored”, Billboard”, edizione del 4 dicembre 1965, pag. 22.
[10] Women of notes: 1000 women composers born before 1900, LAURENCE A., Ed. R. Rosen Press, 1978 , pag. 79.
[11]Donne in Musica”, ADKINS CHITI P., Ed. Armando, 1996, pag. 177.

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giovedì 27 novembre 2014

Chiara di merito, Margarita per eccellenza...




Federico Moja, 1821-1885
Credits: La Sacra Musica 

Nasceva oggi, 27 Novembre nel 1602, a Milano, una delle più conosciute ed apprezzate compositrici del 1600 italiano. Margarita Cozzolani infatti nasce in una ricca e benestante famiglia di mercanti e riceve, come tradizione, la sua educazione nell’ambito delle mura domestiche, tra le materie impartitele c’è anche la musica a cui pare già altamente dotata. Le sue capacità artistiche vengono affidate alla famiglia Rognoni, noti e stimati maestri di musica strumentale e vocale dell’epoca. Ma Margarita vedrà la possibilità di sfruttare le sue doti musicali non tanto al chiuso di un buon salotto familiare o maritale quanto al riparo di un chiostro, infatti come altrettanto d’usanza dell’epoca, preceduta da zie e sorella, Margarita si vedrà benedettina del Convento di Santa Radegonda, vicino al Duomo, nel 1620, a diciotto anni, e verrà consacrata con il nome da lei scelto di Chiara.

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Questa nuova condizione di monaca però non le impedì di impiegare i suoi talenti nell’ambito della sua esperienza claustrale, d’altronde non si sa con certezza il valore della sua vocazione che quindi non può essere negata a priori. Nel suo convento Suor Chiara quindi si adoperò ad un lavoro di ritrattazione musicale, riorganizzando i Canti, i Salmi, i Vespri delle funzioni religiose con una tale ricercatezza e complessità da richiamare intere folle al Convento per assistere alle esecuzioni di quelle suore definite da un contemporaneo: “[…] sotto le nere spoglie sembrano à chi le ascolta, candidi, armoniosi cigni, che, e riempiono i cuori di maraviglia, e rapiscono le lingue à loro encomij”[1]



In effetti la fama della sua bravura come compositrice le valse la possibilità di  pubblicare ben quattro opere che purtroppo non sono tutte giunte fino a noi.

La particolarità dei suoi arrangiamenti stava nel fatto che le sue opere presentavano ben tre metriche per altrettanti ritornelli che si andavano a fondere con la sinfonia e i versi in doppi o tripli tempi; Suor Chiara usava molto dividere le sue composizioni in parti che prevedevano due violini, due soprani, due tenori e un basso continuo.[2]



"Visita del Cardinale", Salvatore Frangiamore, 1853.
Credits: Galleria Recta
La sua attività musicale tuttavia si convoglia tra il periodo che va dal 1640 al 1650 poiché eletta Badessa di Santa Radegonda si concentra sugli impegni e responsabilità che la nuova carica le impone e probabilmente  o per sottrarre il suo convento a spiacevoli situazioni o per venire incontro al Cardinale Alfonso Litta che poteva intervenire se non si fosse morigerato l’uso della musica nelle chiese, la sua attività si interruppe.


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Suor Chiara, Maragarita Cozzolani, morirà, in convento, presumibilmente tra il 1676 e il 1678.


Di lei e del lustro che la sua musica portava al suo convento, rimane un panegirico di Filippo Picinelli dell’ “Ateneo dei Letterati Milanesi” nel 1670 in cui scrive:

 “Le monache di Santa Radegonda di Milano, nel possesso della musica sono dotate di così rara isquisitezza, che vengono riconosciute per le prime cantatrici d'Italia. […]. Frà quelle religiose, merita sommi vanti Donna Chiara Margarita Cozzolani, Chiara di nome, ma più di merito; e Margarita, per nobiltà d'ingegno, rara, ed eccellente, che se nell'anno 1620. ivi s'indossò quell'habito sacro, fece nell'essercitio della musica riuscite così grandi; che dal 1640. fino al 1650. hà mandato alle stampe, quattro opere di musica”.





Opere:
  • Primavera di fiori musicali a 1. 2 . 3. 4. voci,dedicata all’Eminentissimo Cardinal Monti Arcivescovo di Milano, Milano, 1640, perduta;
  • Mottetti a 1. 2. 3. e 4 voci al Serenissimo Principe Mathias di Toscana, Venezia, 1642;
  • Scherzi di Sacra Melodia, Venezia, 1648;  perduto;
  • Salmi à otto voci concertati con Mottetti et dialoghi a 1. 2. 3.4.e 5. voci all’Illustrissimo Monsignor Badoaro Vescovo di Cremona, Venezia, 1650.


Bibliografia:


PICCINELLI F., “Ateneo dei Letterati Milenesi”, Ed. F. Vigone, 1670.

KURTZMAN J., a cura di, “Vesper and Compline Music for Four Principal Voices: Agostino Agazzari, Giovanni Francesco Anerio, Giovanni Battista Biondi da Cesena, Maurizio Cazzati, Antonio Cifra, Chiara Margarita Cozzolani, Bonifazio Graziani, Giovanni Legrenzi, Isabella Leonarda, Tarquinio Merula, Lodovico Viadana”, Ed. Routledge, 2014.



[1] PICCINELLI F., “Ateneo dei Letterati Milenesi”, Ed. F. Vigone, 1670.
[2] KURTZMAN J., a cura di, “Vesper and Compline Music for Four Principal Voices: Agostino Agazzari, Giovanni Francesco Anerio, Giovanni Battista Biondi da Cesena, Maurizio Cazzati, Antonio Cifra, Chiara Margarita Cozzolani, Bonifazio Graziani, Giovanni Legrenzi, Isabella Leonarda, Tarquinio Merula, Lodovico Viadana”, Ed. Routledge, 2014.

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giovedì 16 ottobre 2014

L'eretica teologista


Almanacco del 16 ottobre:


Miniatura medievale francese, tre donne, 1380.




In questo giorno nasce nello Stato di New York, Mary Daly, teologa, filosofa, femminista che dopo essersi laureata in Lingua Inglese e religione all'università dell'Indiana decide di trasferirsi in Svizzera, a Friburgo, per poter frequentare un dottorato in teologia poiché negli Stati Uniti era precluso alle donne.

Precoce femminista di stampo radicale nel 1958 scrive un articolo sul sessismo presente nella Chiesa, intitolato "Un pregiudizio insito" da cui poi scaturirà un intero libro sull'argomento, il suo primo: "La Chiesa e il secondo sesso", parafrasando il libro della De Bouvoir.
Mary Daly
Credits: All that is solid
In questo testo la Daly annoterà tutte le sue riflessioni nate anche dalla sua presenza ad alcune sedute del Concilio Vaticano II, tra cui la disparità di presenza, atteggiamenti e di vestiario riservato agli uomini e alle donne, numerosi, spavaldi e con vestiti cangianti i primi, scarse, meste e vestite di nero le seconde.

Insegnante presso un' Università di Gesuiti, venne licenziata all'uscita del libro ma poi dovette essere reinserita a pieno titolo per le proteste nate a seguito del provvedimento.
Nel libro la Daly, teologa, sostiene che la Chiesa è un ulteriore strumento con cui si assoggettano le donne, per mezzo del quale si perpetua l'oppressione femminile e che la Chiesa cattolica necessita quindi di un rinnovamento che tuttavia la Daly non crede possibile.
Il suo secondo libro, “Al di là di Dio padre. Verso una filosofia della liberazione delle donne”, analizza le figure bibliche e evangeliche della Chiesa mettendo in luce quanto la visione "religiosa" sia incentrata sulla figura dell'uomo da cui deriverebbe la donna, un concetto tuttavia innaturale, usato solo per ribadire e procedere alla subordinazione della donna nella società al servizio dell'uomo. Una donna che deve essere quindi mesta e a disposizione del maschio per essere una creatura con valenza positiva mentre ad una donna che si afferma e che è in grado di opporre al potere maschile una sua volontà e capacità si riconosce solo un valore negativo e in quanto tale da combattere, ecco la necessità di "cacciare" le streghe e le guaritrici che nella società medievale avevano un qualche potere che inficiava in qualche maniera quello della Chiesa.

Nel 1999 viene definitivamente licenziata per non aver accettato di insegnare in classi miste, preferendo un metodo didattico a classi separate.
Torna quindi stabilmente in Svizzera, continuando a viaggiare e a tenere incontri sulle tematiche femministe in Europa e negli USA.
Prolifica scrittrice, femminista radicale, pubblica importanti libri che vengono tradotti in italiano solo con difficoltà.
Uno di questi è il suo penultimo: "Quintessenza. Realizzare un futuro arcaico: un manifesto femminista radicale elementare” in cui la Daly immagina che l'umanità, vittima di se stessa, viene punita da una natura messa nei secoli a dura prova dal comportamento scellerato dell'uomo. In questa nuova dimensione in cui a causa di uragani, carestie, maremoti, parti di territorio terrestre sono state sommerse, città e nazioni sono scomparse e anche il patriarcato che distingueva la società pre-catastrofe viene spazzato via e le donne sono quindi libere di ritrovarsi e ricostruirsi senza modelli, preconcetti e stereotipi sessisti.
E’ morta nel 2010 nel Massachusetts, il 3 gennaio.


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Opere:

Natural Knowledge of God”, in the ‘Philosophy of Jacques Maritain’, Officium Libri Catholici, 1966;
The Church and the Second Sex”, Harper & Row, 1968;
Beyond God the Father: Toward a Philosophy of Women's Liberation”, Beacon Press, 1973;
Gyn/Ecology: The Metaethics of Radical Feminism”, Beacon Press, 1978;
Pure Lust: Elemental Feminist Philosophy”, Beacon Press, 1984;
Websters' First New Intergalactic Wickedary of the English Language, Conjured in Cahoots” with Jane Caputi, (con Jane Caputi e Sudie Rakusin), Beacon Press, 1987;
Outercourse: The Bedazzling Voyage, Containing Recollections from My Logbook of a Radical Feminist Philosopher”, Harper, San Francisco, 1992;
Quintessence. Realizing the Archaic Future: A Radical Elemental Feminist Manifesto”, Beacon Press, 1998;
Amazon Grace: Re-Calling the Courage to Sin Big”, Palgrave Macmillan, 2006.

Opere tradotte in Italiano:

La Chiesa e il secondo sesso”, Milano, Rizzoli, 1982.
Al di là di Dio padre. Verso una filosofia della liberazione delle donne”, Roma, Editori Riuniti,1990.
Quintessenza”, Venezia, Venexia, 2005.

Bibliografia:
Un vulcano nel vulcano. Mary Daly e gli spostamenti della teologia”, a cura di Tommassone L., Effata, 2012.


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