mercoledì 7 marzo 2018

Marzo il mese della Storia delle Donne- The Women's History Month








Il mese della Storia delle Donne 'The Women's History Month' è iniziato con il 1 marzo; celebrato soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Australia, Uk e Canada seppur in Ottobre.

Questa ricorrenza, le cui origini sono rintracciabili sin dal 1911 data della prima Giornata Internazionale delle donne, è diventata una Celebrazione formale negli Stati Uniti grazie alla legge del Congresso n. 100-9 nel 1987 che negli anni è stata poi confermata ed ampliata direttamente per volere dei vari Presidenti degli Stati Uniti susseguitesi nel tempo.

Si è scelto il mese che vede protagonista la Giornata Internazionale delle Donne, Marzo anche in Australia e in Uk anche se la loro adesione è molto più recente e risale solo all'inizio dell'attuale millennio.

Questo mese è quindi dedicato ad iniziative di ogni tipo volte a far conoscere l'apporto che le donne hanno dato alla collettività e che vede l'impegno di associazioni, enti privati e pubblici, mezzi di comunicazione, scuole, biblioteche ed aziende, tutte con un'attenzione particolare all'ottica di genere. 
L'intento è quello di celebrare e incoraggiare lo studio e la conoscenza del ruolo propulsivo delle donne nella società e nella storia.


Ogni anno è dedicato ad un tema, il primo del 1987 era quello sulle “Generazioni di coraggio, compassione e convinzione” o nel millennio “Un secolo straordinario per le donne 1900-2000” o ancora nel 2007 “Generazioni di donne che hanno portato avanti la storia” e ancora temi come le donne e l'arte o le donne e la tecnologia.

Quest'anno il mese è dedicato alle storie delle donne che non si arrendono e combattono contro le discriminazioni che colpiscono le altre donne.

In Canada invece si è pensato all'hastag #claimyourplace con il quale interagire con le iniziative e far sentire la propria testimonianza o scoprirne di nuove. 

Il paese ha scelto di dedicare il mese della Storia delle Donne però in Ottobre per celebrare un riconoscimento storico per le canadesi: l'eleggibilità al Senato.


Allora ecco la storia delle 'Valenti Cinque':

Nel 1916 l'attivista Emily Murphy cercando di difendere una donna dall'accusa di prostituzione fu cacciata dal tribunale di Alberta perché non era concesso alle donne assistere ad argomenti ritenuti scabrosi in presenza di uomini. Emily protestò facendo riconoscere la necessità di istituire quindi tribunali femminili. Divenne una giudice essa stessa ma durante la sua prima udienza fu delegittimata da un avvocato che appellandosi all'Atto della legge britannica per l'America del Nord non riconosceva le donne come delle persone. Emily fece ricorso e nel 1917 ebbe ragione dalla Suprema Corte che ricomprese le donne nella parola 'persone' presente nell'Atto.

Emily Murphy però volle che questa sentenza venisse riconosciuta in tutto il Paese così si candidò al Senato ma la sua candidatura fu bocciata in base alla legge del 1876 per cui le donne potevano essere soggette esclusivamente a dolori e a pene ma non a diritti.


Nel 1927 Emily cercò allora supporto in altre donne influenti e davanti ad un buon tè a casa sua propose una petizione con la quale si chiedeva al Governo federale se il Parlamento o il Governatore Generale in base alla legge britannica avevano il potere di nominare una donna al Senato.

Queste donne Emily Murphy, Nellie McClung, Louise McKinney, Henrietta Edwards e Irene Parlby firmarono l'atto e passarono così alla storia come le 'Valenti o Famose Cinque'.

Il Governo si appellò alla Corte Suprema chiedendo semplicemente se nella parola 'persona' si potessero intendere incluse anche le donne. La Corte si espresse nel 1928 affermando che sì le donne erano da considerare delle persone e in quanto tali eleggibili al Senato Canadese.

Emily tuttavia non si candidò ma l'anno dopo la prima senatrice fu eletta, Cairine Reay Wilson.

Emily e le altre Valenti invece sono state nominate Senatrici onorarie solo nel 2009.






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lunedì 26 febbraio 2018

"Il fronte delle Donne"- Maria Rosaria Omaggio, Lucilla Galeazzi, Levocidoro







“Il Fronte delle donne”, uno spettacolo potente che parla di donne...uno spettacolo coraggioso perché parla di donne al fronte. Uno spettacolo che può spaventare ma l'esperienza e la bravura non si improvvisano e così per la regia di Maria Rosaria Omaggio e le capacità di Lucilla Galeazzi, con il gruppo vocale Levocidoro, ci raccontano una storia scomoda, anzi la Storia delle donne che vissero e subirono la Prima Guerra Mondiale.

Dalla ricerca storica di Maria Rosaria Omaggio ci avviciniamo ai testi di Ungaretti sì ma per introdurci alla realtà femminile che non fu meno grave durante la Grande Guerra, grazie alle parole di Matilde Serao che con il suo “Diario di Guerra” ci porta ad un'altra grande scrittrice come Ada Negri che altrettanto magistralmente ci declina “poeticamente” la devastante arbitrarietà bellica.

Forse loro furono più brave di altre a descrivere quel periodo ma in realtà ci sono rimaste testimonianze nei diari e nelle lettere, recuperate dalla regista che ci accompagnano nelle proiezioni che illustrano le varie voci di donne, otto straordinarie interpreti teatrali e vocali, che hanno recuperato testimonianze orali e canti popolari che ci descrivono la vita dura, durissima delle italiane, rimaste nelle loro case, nelle loro città, nei loro paesi senza possibilità di scelta, costrette a subire la violenza della guerra che portava via loro, figli, mariti, padri...e la loro dignità.


Anche le donne sono state in trincea...


Le donne per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro ma sono sottopagate, sfruttate e alla fine della guerra rimandate a casa senza scuse, ritenute “usurpatrici” di posti legittimamente spettanti agli uomini quando invece il paese è andato avanti solo grazie a loro. Si alternano quindi testimonianze reali di tabacchine, cinturine, operaie...
Quando non lavoravano per le montagne, caricate come muli per rifornire gli eserciti e sottoposte al fuoco nemico, quando non lavoravano nei bordelli di guerra per soddisfare “la carne al fronte” . Un'organizzazione precisa, bordelli migliori per gli Ufficiali, bordelli inferiori per la truppa con donne obbligate ad avere anche più di cento rapporti al giorno; quando non sono volontarie come le Crocerossine, donne istruite che accudiscono i soldati nelle ferite del corpo e dell'anima, anche scrivendo per loro le lettere da spedire a casa.

Un continuo dialogo tra uomini e donne che si trovavano loro malgrado a subire conseguenze dure, durissime, uno spettacolo che è testimonianza di un'unica tragedia, quella della guerra che ha colpito tutti, anche le donne di cui poco però si parla.


Grandi emozioni che il canto riesce a convogliare, è difficile infatti rimanere fermi e non unirsi ai canti con una strofa o con le mani, così all'improvviso dal pubblico qualcuno si unisce e poi qualcun'altra e poi ancora un altro...chi canta e chi accompagna con le mani. Uno spettacolo coinvolgente, che riesce a catturare tutta la platea...ci sono anche bambini che nella loro innocenza non possono rimanere però fermi davanti alla partecipazione che questo spettacolo così complesso e così magistralmente congegnato produce nei suoi stessi spettatori e spettatrici; anche le scolaresche dovrebbero vederlo.

Un'alternarsi di canti popolari, tradizionali intrecciati con storie personali, come le testimonianze delle nonne della Regista Omaggio e di Lucilla Galeazzi a cui questo spettacolo è dedicato.

Cercatelo nella vostra città, e se non lo trovate...reclamatelo!







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giovedì 22 febbraio 2018

La vie mouvementée d'Henriette Campan"- Come la Dama di Camera di Maria Antonietta rivoluzionò l'educazione delle donne- Geneviève Haroche-Bouzinac





In questo nuovo libro, 'La vie mouvementée d'Henriette Campan', in lingua francese, di Geneviève Haroche-Bouzinac, presentato  all' Institut français Centre Saint Louise a Roma, ieri, da Benedetta Craveri, la nota letterata e critica tra le più importanti studiose di letteratura e lingua francese ora a Napoli alla Università Sant'Orsola Benincasa, Henriette Campan, ha una nuova vita. La storica Bouzinac, Professoressa di Letteratura francese dell'età classica all'Università d' Orlèans, infatti su documenti finora inediti, tra cui le numerose lettere del fratello Edmond, primo ambasciatore della Repubblica francese negli Stati Uniti, conservate alla Biblioteca del Congresso, approfondisce un aspetto della vita di questa donna straordinaria ritenuta a torto solo la Dama di Camera della Regina Maria Antonietta.

Henriette Campan è una donna straordinaria, perché ha vissuto nel pieno e in pieno il cambiamento storico più esaltante e allo stesso tempo terrificante che il periodo moderno in Europa possa ricordare: la caduta dell'Ancien Régime, la Rivoluzione francese, l'Impero e la Restaurazione. La sua vita quindi fu straordinaria ma in effetti straordinaria fu lei che seppe, grazie alle sue capacità, diversamente da altre dame di Corte, districarsi nel corso degli anni e delle difficoltà che i cambiamenti politici, storici, come una ghigliottina di volta in volta sconvolgevano tutto ciò che era riuscita a costruire e a conquistarsi.

Il Direttore dell'Istituto francese presenta la serata
con Geneviève Haroche Bouzinac e Benedetta Craveri.
Henriette Campan, nata Geret, è stata finora considerata esclusivamente o per lo più la Prima Dama di Camera di Maria Antonietta e la prima fonte sulla quale ricostruire la vita della Regina ma Henriette stessa fu in realtà una figura di donna degna di rilevanza sia per noi posteri sia per i suoi contemporanei. In effetti Geneviève Haroche-Bouzinac riesce a porre in luce come Henriette attraverso la sua vita sì ma anche attraverso le sue scelte, soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, è riuscita a imprimere un proprio contributo al suo paese grazie alla sua attività di istitutrice della futura classe dirigente francese.

Figlia di un abile traduttore, funzionario di Corte, fedele “servitore” seppur 'illuminato' infatti sente l'esigenza di riformare la monarchia, dà a sua figlia un'istruzione ai massimi livelli, con precettori importanti, le fa studiare l'inglese, l'italiano, la musica...è un padre attento che vuole dare alla figlia gli strumenti per cavarsela, è un funzionario fedele alla monarchia ma illuminato.
Henriette cresce quindi in questo ambiente e si ritrova alla Corte di Versailles, che poi vedrà anche le sue sorelle ed il fratello, quasi come in gabbia, si definirà infatti una “schiava”. Diventa grazie alle sue competenze, alla sua istruzione, la Prima Cameriera di Maria Antonietta, la Regina, e questo comporta grandi responsabilità. Henriette infatti a titolo del suo ruolo è responsabile dei gioielli della regina e soprattutto dei Conti. Si sposa con un funzionario anch'egli della Corte, perché così si conviene ma il matrimonio non sarà dei più riusciti. I suoi rapporti con la Regina sono professionali ma mai troppo intimi almeno fino alle Tuileries quando il Re in persona le dà da custodire dei documenti riservati che lei terrà al riparo e distruggerà su suo ordine.


Tanti gli aneddoti nel libro di Geneviève Haroche-Bouzinac che si sofferma però soprattutto sulla “missione” che Henriette si prefigge dopo la Rivoluzione. Infatti dopo la caduta dell'Ancien Régime, rimasta fedele alla Regina che vuole servire fino alla fine, riesce a cavarsela durante il Terrore, nascondendosi con la sua famiglia, il marito e i figli. Passa anni difficili ma caduto Robespierre bisogna reinventarsi nuovamente e così Henriette pensa alle donne. Le scuole non ci sono più, pensa quindi all'istruzione femminile, a dare alle donne strumenti formativi che le rendano indipendenti, soprattutto nel pensare.

Crea quindi un istituto d'educazione femminile, la “Maison d'éducation de Saint Germain en Laye” dove accoglie alunne di ogni classe sociale, o meglio figlie di nobili ghigliottinati, così come di girondini. Sono bambine traumatizzate che hanno vissuto e visto violenze ma lei saprà essere una brava educatrice anche molto tenera. Tante saranno infatti le testimonianze rimaste di sue allieve che la chiamano “La mia cara mamma”, “la mia seconda mamma”. Molte alunne saranno anche americane grazie al supporto che il fratello, Edmond, primo ambasciatore della Repubblica francese negli Stati Uniti e poi cittadino americano, darà alla scuola. Quindi le sue classi saranno frequentate da giovani nobili, decadute e orfane così come da figlie di girondini, di diplomatici e di consoli. Fa del suo ruolo di Istitutrice, come lei stessa ama definirsi, quello che in America chiamano dell'American Mother, riesce infatti a creare un clima di familiarità, condivisione ed affetto che rimarrà nei cuori e nella personalità delle sue alunne, a vita. 

Incontrerà poi Bonaparte che rimarrà molto colpito dalla sua personalità e tempra tanto da affidarle l'educazione di Carolina e poi di Paolina e quando sarà Imperatore, la nominerà a capo della scuola della Legione d'Onore di Ecouen.
Con la Restaurazione però arriva per Henriette un nuovo momento di difficoltà, è il momento di rifuggiarsi di nuovo e soprattutto di fissare i suoi ricordi.


Il metodo educativo che Henriette mette in pratica alla scuola di Saint Germain en Leye è a dir poco rivoluzionario. Il suo principio cardine è che le ragazze devono imparare a pensare,  perché il futuro, come lei sa bene, è incerto e solo l'educazione può dare loro una chiave di svolta per cavarsela.
Al centro del suo programma educativo c'è l'alunna. Non ci sono classi fisse, Henriette crede nel merito perciò pur esistendo una progressività dell'educazione non esiste rigidità. Dopo gli esercizi che sono costanti se l'alunna dimostra di aver acquisito gli strumenti formativi passa a quelli successivi, non c'è obbligatorietà annuale. Per Henriette esiste una progressione “individuale”. Così sceglie come insegnati i migliori del Conservatorio per la musica, dell'Accademia per il disegno...crea un programma di studi complesso, articolato e molto esigente perché basato sul talento. 

Per aiutare le sue alunne che come detto venivano da estrazioni e situazioni diverse, anche traumatizzanti, Henriette pensò di utilizzare il Teatro come strumento di elaborazione, attraverso i suoi “Dialoghi d'educazione” insegna loro nuovi vocaboli ma anche a parlare in pubblico, a far fronte alle proprie paure e limitazioni. Vuole dare a queste ragazze gli strumenti per affacciarsi alla vita, cercarsi un lavoro ed essere indipendenti.


Quando Napoleone la nominerà capo dell'Istituzione educativa Nazionale di Ecouen cercherà di portare avanti questa sua visione nonostante le numerose limitazioni dei decreti imperiali, vorrà infatti applicare i suoi metodi, immaginandosi a capo di una emancipazione femminile.

Molto bello questo libro quindi che tratta anche, immancabile, di un grande e noto mistero: quello dei gioielli della Regina. Imperdibile.







Titolo: "La vie mouvementée d'Henriette Campan"
Autrice: Geneviève Haroche-Bouzinac
Editore: Flammarion
Anno: 2017
pagg: 450
Lingua: Francese








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