sabato 1 febbraio 2014

Estensione alle donne del diritto di voto





Decreto Legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n. 23
Estensione alle donne del diritto di voto
Umberto di Savoia, Principe di Piemonte Luogotenente Generale del Regno

In virtù dell'autorità a Noi delegata;
Visto il decreto legislativo Luogotenenziale 28 settembre 1944, n. 247, relativo alla compilazione delle liste elettorali;
Visto il decreto-legge Luogotenenziale 23 giugno 1914, n. 151;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato e Ministro per l'interno, di concerto con il Ministro per la grazia e giustizia;
Abbiamo sanzionato e promulgato quanto segue:
Art. 1
Il diritto di voto è esteso alle donne che si trovino nelle condizioni previste dagli articoli 1 e 2 del testo unico della legge elettorale politica, approvato con Regio Decreto 2 settembre 1919 n. 1495.
Art.2
E' ordinata la compilazione delle liste elettorali femminili in tutti i Comuni.
Per la compilazione di tali liste, che saranno tenute distinte da quelle maschili, si applicano le disposizioni del decreto legislativo Luogotenenziale 28 settembre 1944 n. 247, e le relative norme di attuazione approvate con decreto del Ministro per l'interno in data 24 ottobre 1944.
Art. 3
  Oltre quanto stabilito dall'art.2 del decreto del Ministro per l'interno in data 24 ottobre 1944, non possono essere iscritte nelle liste elettorali le donne indicate nell'art. 354 del Regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. decreto 6 maggio 1940 n. 635.
Art.4
  Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.
Ordiniamo, a chiunque spetti, di osservare il presente decreto e di farlo osservare come legge dello Stato.
Addì, 1° febbraio 1945






Quasi settant’anni fa veniva promulgata la legge che riconosceva per la prima volta il diritto di voto politico alle donne, un lungo cammino per le italiane per il riconoscimento del loro status di cittadine che le ha viste lottare fin dal XIX secolo e  che in base a questa legge, e soprattutto al successivo decreto n. 74 del 1946  vedono conquistato finalmente il pieno godimento dei loro diritti amministrativi, politici attivi e passivi...anche se non hanno ancora la libertà di potersi mettere disinvoltamente il rossetto in tempo elettorale, come veniva suggerito loro dai giornali dell’epoca  all’avvento della loro prima chiamata alle urne. E se oggi non dobbiamo preoccuparci più di poter portare il gloss recandoci alle urne, si apre una ben altra considerazione, che è lungi dal chiudersi, una riflessione attuale e contemporanea su un’effettiva rappresentanza politica femminile che porta a tutta un’altra storia  di cui oggi siamo noi  le protagoniste.

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giovedì 30 gennaio 2014

Concorso per tesi di laurea a tema: L'universo femminile...



Pierre  Bonnard- Jeune femme écrivant  1908
Ancora pochissimi giorni per partecipare al bando di concorso per tesi di laurea sul tema, tutto o in parte:
“L’Universo femminile tra identità e rappresentazione: storie, immagini, linguaggi, modelli culturali ed educativi”, nel periodo dal 1°/1/2003 al 31/12/2013.

Le tesi dovranno essere scritte in lingua italiana e pervenire non oltre il 1° febbraio 2014. Per tutte le altre informazioni, si può visitare il sito della Unicoop Firenze  che ha indetto il concorso.







venerdì 24 gennaio 2014

E l'Agenda delle donne?







Il dibattito politico statunitense riscopre le donne. Sembra di essere tornati ad anni e anni fa quando ci si accorse che le donne potevano essere importanti, non tanto per il ruolo sociale che da secoli ricoprivano, perchè quello era, ed è, un dato di fatto, figuriamo riconoscerne l'essenzialità, e neanche quali compagne di corsa alla costruzione sociale, oggi ancora siamo una minoranza "protetta" di partito, ma siamo comunque una meta da conquistare, come nella più atavica abitudine umana.


Ed ecco che ciò che Giambattista Vico chiamava "i corsi e i ricorsi storici" appunto si ripropone; leggendo i giornali americani non si può fare a meno di pensare che le donne sono tornate a contare, sì quale mero gruzzolo elettorale, e quindi da qui la corsa all'accaparramento, anche abbastanza maldestro.

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I democratici ristringono la libertà delle donne, data dal libero accesso al controllo delle nascite, sulla base di proteste ricevute da alcuni religiosi, i repubblicani di contro rispondono allarmati che devono trovare anche loro il modo per riconquistare i voti femminili come stanno cercando di fare i democratici, ecco che trovano la soluzione, vecchia, antica come la Bibbia, si potrebbe dire, ed in effetti, non ci crederete, si tratta della Bibbia: "Che c'entra???" Direte voi, tutto, perchè è proprio da qui che parte l'offensiva repubblicana per accaparrarsi il voto delle donne. Si, avete letto e capito bene: la Bibbia.

Nel recente congresso repubblicano, Steve Pearce, infatti ha sostenuto la sua strategia per riportare su il partito, grazie al voto delle donne ispirandosi evidentemente al Libro Sacro.
Nel suo ultimo libro "Just Fly the Plane, stupid!" scodella, ci scodella, la sua ricetta: "Una spontanea sottomissione della donna al proprio marito", perchè così sta scritto nella Bibbia, anche se aggiunge che si rende conto che è un argomento della Bibbia tra i più controversi ma continua ad argomentare che, non vi spaventate eccessivamente quindi signore, che questa sottomissione non significa però inferiorità, mi raccomando, non fraintendete, perchè, secondo Pearce, si tratta solo di equa ridistribuzione dei ruoli, infatti all'uomo tocca il compito più gravoso perchè è lui che deve prendere le decisioni e le conseguenze che ne derivano, udite udite!.
Si tratta infondo, solamente di "obbedire al Signore e per amore del marito", suo (di) nuovo padrone e signore, viene da aggiungere.

Sembra di sentire l'eco della lontana voce papale di Pio X che nel 1930 nell'Enciclica  "Casti connubii" sostenne che: " [...] Il quale ordine richiede da una parte la superiorità del marito sopra la moglie e i figli, e dall’ altra la pronta soggezione e ubbidienza della moglie, non per forza, ma quale è raccomandata dall’ Apostolo in queste parole: «Le donne siano soggette ai loro mariti, come al Signore, perché l’uomo è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa ».
Qui invece siamo nella patria di Elizabeth Cady Stanton e di Lucretia Mott, che di certo non avrebbero mai pensato che la loro rivendicazione per un diritto, perchè di questo si tratta, di un diritto, potesse diventare un mero strumento di propaganda fatta sulla pelle delle donne.

Ci ritroviamo a constatare ancora una volta, ancora una volta di più, che si sta speculando sulle donne, solo ed esclusivamente per scopi ben lontani dal favorirne una condizione migliore in campo sociale, lavorativo, medico...qui viene da pensare che tutto il mondo è paese, oltre l'Italicum, un Unicum...purtroppo!.

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