mercoledì 18 settembre 2013

Francesca Caccini- La musicista più pagata






Nel 1587, oggi 18 settembre nasceva a Firenze la figura carismatica della “Cecchina”, Francesca Caccini, musicista, compositrice, poetessa e cantante.
Suo padre era il famoso Giulio Caccini, compositore e musicista alla corte dei Medici a Firenze, creò una vera e propria compagnia artistica grazie alle doti canore e musicali della moglie Lucia Gagnolanti e dei figli: Settimia, Pompeo e appunto Francesca, nonché della seconda moglie Margherita Benevoli della Scala.
E’ l’epoca del fasto e delle feste barocche presso la Corte medicea che splende e ammalia per la sua raffinatezza e fastosità, in questo clima di sfarzo e magnificenza si collocano anche i successi artistici di questa famiglia di musicisti e cantanti. Francesca però grazie sia alle sue capacità artistiche ma anche intellettuali in qualche modo si affrancherà dalla protezione familiare e riuscirà a conquistarsi fama, soldi e rispetto grazie alla sua "sola" opera di poetessa, letterata, compositrice, cantante, musicista: liuto, arpa, clavicembalo, fino ad arrivare ad aprire una sua scuola di canto.
A tredici anni canta, con la famiglia, nell’Euridice, composta dal padre durante il “Concerto Caccini” davanti a Maria dei Medici ed Enrico IV, re di Francia in occasione delle loro nozze, guadagnandosi da subito l’attenzione e la stima della regina Maria che qualche anno più tardi la vorrà in Francia presso la sua corte che ne poté godere solo per pochi mesi, dopo i quali il Granduca di Toscana Ferdinando la reclamerà a gran voce, revocandole il permesso.
D’altronde Francesca conosceva il latino, il greco e la matematica e aveva studiato anche le lingue e sapeva quindi cantare in spagnolo e francese, tanto che il re di Francia Enrico IV definì il Concerto Caccini migliore di ogni altro e Francesca Caccini superiore a ogni altra cantante francese.
Cameo di Francesca Caccini
Fu compositrice di ballate, musiche per voce, madrigali, collaboratrice negli spettacoli di corte come autrice di musiche profane e sacre, si esibì anche durante le rappresentazioni di musiche sacre nella chiesa di San Nicola a Pisa, tanto che nel 1607 entra stabilmente nell’organico di corte come la musicista più pagata. Il suo debutto come compositrice avverrà l’anno seguente, nel 1608 per il Carnevale di corte per il quale comporrà “La Stiava”. Collabora con lei, per la stesura dei libretti delle sue opere, Michelangelo Buonarroti, il Giovane, pronipote del più noto Michelangelo, con il quale ebbe sempre una grande amicizia testimoniata da una fitta corrispondenza.
Nel 1610 assiste ad una sua rappresentazione anche Claudio Monteverdi, il padre della musica barocca italiana, che ne rimarrà conquistato tanto da menzionare la sua bravura come cantante e musicista di liuto, chitarra e clavicembalo in una sua lettera al Cardinale Ferdinando Gonzaga.
Nel 1615 organizza il Carnevale a Palazzo Pitti per la Corte medicea, rappresentando “Il Ballo delle Zigane” interamente musicato dalla Caccini, di cui ci è pervenuto solo il libretto.
Compose, prima tra le donne, un’intera opera melodrammatica “La liberazione di Ruggero dall’isola di Alcina” nel 1625 e che fu anche per la prima volta l’unica opera di una donna ad essere portata in tournée all’estero, rimase nella storia la rappresentazione in Polonia, a Varsavia in onore del principe ereditario Ladislao Sigismondo a cui sarà dedicata. Oggi l’opera è conservata a Santa Cecilia.
Nel 1618 pubblicherà inoltre il suo “Primo libro di musica ad una e due voci”, nonché aprirà anche una sua scuola di canto frequentata da numerose allieve.


Sposatasi con il cantante, anch’esso di Corte, Giovan Battista Signorini, che l’accompagnerà nei suoi viaggi all’estero ma che rimarrà sempre nella sua ombra poiché poco dotato di ingegno, i due ebbero una figlia nel 1622, Margherita. Alla morte del marito, le notizie riguardo la vita di Francesca diventano sfuocate e difficili da ricostruire. Per alcuni continuerà solo per pochi anni, fino al 1628, continuerà a prestare la sua opera presso i Medici, per poi ritirarsi, secondo altri invece si risposa a Lucca con Tomaso, Tommaso, Raffaelli da cui avrà un figlio anch’esso chiamato Tomaso nel 1628 ma due anni dopo morirà anche il secondo marito. Lei continuerà a comporre ed ad insegnare a Corte fino al 1638 e probabilmente morì per un tumore alla gola, per alcuni, nel 1640 ma più verosimilmente nel 1647 quando la custodia di suo figlio Tommaso passò allo zio Girolamo Raffaelli.
Francesca riposa, con il padre e la sorella, nella Chiesa di San Michele Visdomini a Firenze dove riposa anche il pittore Filippino Lippi.
Il suo soprannome tipicamente toscano, “Cecchina” deriva dall’uccello canoro e tanto le si addiceva per la bellezza della sua voce che divenne quasi il suo nome più conosciuto, così è infatti scritto nella sua unica raffigurazione sul medaglione posto a Pistoia nel Palazzo Rospigliosi e che narra: “CECHINE PULCHRITUDINIS IMMORTALITATI1.


1 C. Rostand, “L'ispirato apporto delle donne compositrici del Rinascimento e Barocco italiano”, in “La voce del Popolo”, 27 Giugno 2012, Anno VII, n. 60.




Opere di Francesca Caccini :
La stiava”, ballata, 1607
Il ballo delle Zigane”, ballata, 1615
Il Primo Libro delle Musiche a una e due voci”, testo didattico, 1619
Dove io credeva” , aria in “La Ghirlandetta amorosa” di Fabio Costantini, 1621
La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcino”, melodramma, 1625
Ch’io sia fedele”, aria, 1629


Biografie e studi su Francesca Caccini:
Francesca Caccini's Il primo libro delle musiche of 1618:A Modern Critical Edition of the Secular Monodies”, Ronald James Alexander - Richard Savino, Indiana University Press, 2004;
Francesca Caccini: florilegio musiche, libro I, Firenze 1618 ”, Nella Anfuso, Fondazione centro studi Rinascimento musicale, 2006;
Francesca Caccini at the Medici Court: Music and the Circulation of Power”, Suzanne G. Cusick, University of Chicago Press , 2009.




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