venerdì 16 marzo 2018

Fiera dell'editoria delle donne- feminism









La Fiera dell'editoria delle donne- feminism si è svolta la scorsa settimana dall'8 all'11 marzo, per celebrare la Giornata Internazionale delle donne, a Roma alla Casa Internazionale delle donne.

Alla Fiera hanno partecipato quasi settanta case editrici provenienti da tutta Italia che pubblicano libri su o di donne o approcciano tematiche di genere, che si occupano di studi di settore come l'editrice Viella che pubblica le ricerche e gli studi della Società Italiana delle Storiche o DWF.

Ma ci sono anche libri di editori maggiori come Mondadori o Rosenber&Sellier o chi ha delle collane dedicate in una più ampia proposta di offerte come “Le Ginestre”, la collana “fiorita” dalla scelta editoriale della Herald Editore o ancora come le guide di Iacobelli editore “Roma percorsi di genere femminile” voll. I-II per scoprire proprio partendo dalla Casa Internazionale delle Donne i luoghi più significativi della città, sulle tracce delle donne che hanno fatto la storia di Roma.

E c'è stato spazio anche per i bambini con case editrici come Milena edizioni che propone, tra le altre, la fiaba “Il segreto delle principesse” in cui una delle sorellastre di Cenerentola, Genoveffa, è triste perché convinta che solo la bellezza possa portarle l'amore ma quando invece decide di reagire e di dedicare un po' di tempo a se stessa con lunghe passeggiate, costruendosi una bicicletta...scoprirà che “la vera bellezza che porta all'amore e alla gioia è solo quella interiore” e non nei falsi miti e aspettative sociali.


Ci sono poi delle case editrici minori delle vere e proprie chicche come l'Ortica edizioni (ne avevamo già parlato qui) o Editoria&Spettacolo che si occupa di pubblicazioni artistiche su teatro, cinema, musica...ma ci sono anche le edizioni “storiche” come Eidos o Leggendaria.


Tante poi le novità editoriali come il libro “Tinissima” di Elena Poniatowska su Tina Modotti, edito da Nova Delphi o la nuova rivista letteraria “Didala” di Del Bucchia editore o ancora i divertenti libri epistolari de L'Ombra che si presentano con copertina richiudibile, affrancabile e spedibile e che sono particolari anche nei temi proposti da Jean Austen a Virginia Woolf a Anna Kulisciov e le sue lettere d'amore a Turati “Io in te cerco la vita”, presentato proprio in fiera l'8 marzo.

E tante altre sono state le presentazioni in questa tre giorni editoriale da “Austenmania” con Ginevra Bompiani e Lidia Ravera, alle anticipazioni di libri come “Piuttosto m'affogherei. Storia vertiginosa delle zitelle” di Valeria Palumbo per L'enciclopedia delle donne o ancora “Scrivere con inchiostro bianco” di Maria Rosa Cutrufelli per Iacobelli editore, presentato da Mariastella Luppolis presente anch'essa con il suo ultimo romanzo “Raccontami tu” edito da L'Iguana, espositrice presente alla fiera.

E poi ancora tanti approfondimenti giornalieri con ospiti del settore editoriale e letterario per parlare e confrontarsi sui perché e sui per come: perché puntare sulle donne per fare libri? L'importanza delle biblioteche ma anche delle traduzioni. 

Ma anche momenti di confronto su temi da sempre presenti alla Casa come la violenza maschile sulle donne con la presentazione della raccolta italiana de #quellavoltache Storie di molestie, i cui brani sono stati letti anche da Asia Argento o l'incontro sul libro di Naomi Alderman "Ragazze elettriche. Il mondo nelle mani delle donne" curato da Nottetempo e InQuiete Festival di scrittrici a Roma con Barbara Leda Kenny e Laura Marzi.


Insomma una tre giorni ricca di spunti, argomenti per lettrici, lettori e personale del settore editoriale.

Un'esperienza che ha coinvolto realtà editoriali e visitatrici venute da tutto il paese e che si spera venga ripetuta e ampliata ancora di più per un prossimo anno con l'augurio che possa svolgersi sempre nei locali e nel chiostro della Casa che ha visto affluire ai suoi piani donne che abituate a cercare un aiuto e un conforto in quei giorni hanno potuto trovare anche quello di un buon libro dedicato a loro.








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mercoledì 7 marzo 2018

Marzo il mese della Storia delle Donne- The Women's History Month








Il mese della Storia delle Donne 'The Women's History Month' è iniziato con il 1 marzo; celebrato soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Australia, Uk e Canada seppur in Ottobre.

Questa ricorrenza, le cui origini sono rintracciabili sin dal 1911 data della prima Giornata Internazionale delle donne, è diventata una Celebrazione formale negli Stati Uniti grazie alla legge del Congresso n. 100-9 nel 1987 che negli anni è stata poi confermata ed ampliata direttamente per volere dei vari Presidenti degli Stati Uniti susseguitesi nel tempo.

Si è scelto il mese che vede protagonista la Giornata Internazionale delle Donne, Marzo anche in Australia e in Uk anche se la loro adesione è molto più recente e risale solo all'inizio dell'attuale millennio.

Questo mese è quindi dedicato ad iniziative di ogni tipo volte a far conoscere l'apporto che le donne hanno dato alla collettività e che vede l'impegno di associazioni, enti privati e pubblici, mezzi di comunicazione, scuole, biblioteche ed aziende, tutte con un'attenzione particolare all'ottica di genere. 
L'intento è quello di celebrare e incoraggiare lo studio e la conoscenza del ruolo propulsivo delle donne nella società e nella storia.


Ogni anno è dedicato ad un tema, il primo del 1987 era quello sulle “Generazioni di coraggio, compassione e convinzione” o nel millennio “Un secolo straordinario per le donne 1900-2000” o ancora nel 2007 “Generazioni di donne che hanno portato avanti la storia” e ancora temi come le donne e l'arte o le donne e la tecnologia.

Quest'anno il mese è dedicato alle storie delle donne che non si arrendono e combattono contro le discriminazioni che colpiscono le altre donne.

In Canada invece si è pensato all'hastag #claimyourplace con il quale interagire con le iniziative e far sentire la propria testimonianza o scoprirne di nuove. 

Il paese ha scelto di dedicare il mese della Storia delle Donne però in Ottobre per celebrare un riconoscimento storico per le canadesi: l'eleggibilità al Senato.


Allora ecco la storia delle 'Valenti Cinque':

Nel 1916 l'attivista Emily Murphy cercando di difendere una donna dall'accusa di prostituzione fu cacciata dal tribunale di Alberta perché non era concesso alle donne assistere ad argomenti ritenuti scabrosi in presenza di uomini. Emily protestò facendo riconoscere la necessità di istituire quindi tribunali femminili. Divenne una giudice essa stessa ma durante la sua prima udienza fu delegittimata da un avvocato che appellandosi all'Atto della legge britannica per l'America del Nord non riconosceva le donne come delle persone. Emily fece ricorso e nel 1917 ebbe ragione dalla Suprema Corte che ricomprese le donne nella parola 'persone' presente nell'Atto.

Emily Murphy però volle che questa sentenza venisse riconosciuta in tutto il Paese così si candidò al Senato ma la sua candidatura fu bocciata in base alla legge del 1876 per cui le donne potevano essere soggette esclusivamente a dolori e a pene ma non a diritti.


Nel 1927 Emily cercò allora supporto in altre donne influenti e davanti ad un buon tè a casa sua propose una petizione con la quale si chiedeva al Governo federale se il Parlamento o il Governatore Generale in base alla legge britannica avevano il potere di nominare una donna al Senato.

Queste donne Emily Murphy, Nellie McClung, Louise McKinney, Henrietta Edwards e Irene Parlby firmarono l'atto e passarono così alla storia come le 'Valenti o Famose Cinque'.

Il Governo si appellò alla Corte Suprema chiedendo semplicemente se nella parola 'persona' si potessero intendere incluse anche le donne. La Corte si espresse nel 1928 affermando che sì le donne erano da considerare delle persone e in quanto tali eleggibili al Senato Canadese.

Emily tuttavia non si candidò ma l'anno dopo la prima senatrice fu eletta, Cairine Reay Wilson.

Emily e le altre Valenti invece sono state nominate Senatrici onorarie solo nel 2009.






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