giovedì 8 aprile 2021

Social Women talk! Il primo evento digitale femminista




Nasce a Roma il primo evento digitale femminista il Social Women talk il 21 maggio, anche online! Il primo evento di Digital Women's Empowerment, tutto al femminile, pensato ed ideato per le donne.


Il tema delle STEM per le ragazze e per le donne in generale è un tema di stretta attualità che è stato trattato anche a livello internazionale per cercare di sensibilizzare ed educare le donne alle materie scientifiche. Anche il blog Opportunità di Genere OG nel corso della sua pluridecennale attività ha spesso riportato esempi di empowerment femminile che da sempre ci sono stati da parte delle donne in ambito matematico, scientifico, astronomico...

Qui puoi leggere la storia di
 Geltrude Elion
 premio Nobel medicina
Non sempre si sa ma ad esempio ad inventare i presupposti tecnologici, addirittura nel secondo periodo bellico, su cui si sono ricavati il GPS, il Bluetooth e il wi-fi è stata una donna, Hedy Lamarr, attrice hollywoodiana bellissima ed amatissima che nel corso della sua vita ha dato espressione oltre che alle sue doti cinematografiche anche a quelle scientifiche e meno male altrimenti non saremmo qui nessuna e nessuno di noi, come dobbiamo ringraziare, forse la più nota, Ada Lovelace, matematica che nel 1843 inventò il software per la macchina analitica antisegnana del pc!

Immaginiamo quindi come sarebbe il nostro mondo oggi se queste due donne non avessero approfondito le loro capacità ed inclinazioni...tutta la società umana sarebbe nettamente più povera di tecnologia eppure questa si è sempre pensata non adatta alle donne! 

Qui la storia di
 Scienziate e Informatiche
Come esiste un gap nell'informazione (si veda l'articolo "Il posto delle donne nelle notizie ") così lo vediamo e viviamo anche nel settore digitale dove la maggioranza degli speaker di eventi tecnologici è per l'85% uomo e solo per il 15% donna.


Ora due donne, imprenditrici, hanno voluto ribaltare la situazione e dare alle donne un'occasione concreta da sfruttare per migliorare la loro preparazione grazie alle competenze e alle testimonianze di professioniste, per dimostrare che anche il settore del digitale è cosa da donne.

Ho approfittato per fare alcune domande alle ideatrici dell'evento, Chiara Landi, ideatrice e Founder di Social Women Talk e Noemi Giammusso, Co-Founder e Managing Partner di Social Women Talk.


Chiara, come è nata l'idea di questo evento?

All'inizio è nato il podcast Social Women Pod, dedicato al Social Media Marketing in cui ospito solo esperte del settore e da lì  Social Women Talk. E' da molto tempo che mi impegno per ridurre il divario di genere nel nostro settore.


Perché lo definite un evento femminista?

E' un evento nato per colmare un vuoto che non possiamo ignorare: un evento femminista, perché mette al centro le donne e le rende finalmente protagoniste del settore. Donne che hanno voglia di riprendersi i loro spazi, di superare gli stereotipi di genere e di rompere il soffitto di cristallo che ancora permane in molti ambiti professionali. Siamo orgogliose di definirci femministe: non è una parolaccia o un termine da temere, è un orgoglio che vogliamo rivendicare.


Come si svolgerà il Social Women Talk?

Abbiamo scelto Roma perchè è una città ancora troppo poco consolidata nel Digital Marketing ma soprattutto abbiamo voluto un evento formativo: la connotazione pratica garantisce un alto grado di formazione di taglio operativo. Ci saranno grandi professioniste che stanno facendo la differenza nel settore del Digital e del Social Media Marketing, ma anche momenti di confronti, networking e riflessione collettiva. Siamo orgogliose del nostro progetto. 

Noemi tu cosa puoi dirci della tua professione e del tuo impegno per Social Women Talk?

Io e Chiara abbiamo pensato e voluto fortemente questo evento. Sarà un'occasione per formarsi e fare network. Nel mio lavoro, sia come commercialista che come imprenditrice digitale ho sempre evidenziato, purtroppo, un gender gap notevole. Sono felice di organizzare il primo evento con sole speaker donne in Italia.

Quali saranno i temi trattati?

I temi trattati sono molto attuali ed il taglio sarà pratico. Da commercialista ho voluto inserire anche argomenti in ambito finance perché avere dei fondamenti finanziari penso sia essenziale per qualsiasi attività.



Ecco allora un po' di cifre:
20 professioniste speaker del settore tra cui Flavia Marzano, Eleonora Rocca, Valentina Giacin, Alessia Camera
8 ore di formazione
10 sale formative e workshop pratici
9 digital trend topic tra cui Social Media Marketing, Finance &Cryptovalute, Growth Hacking, Analysis & Social Media Listening, Copywriting, Postcasting...
50 minuti per ogni speech (30 teoria e 20 minuti di esercitazione)

Si potrà partecipare all'evento anche online tramite una piattaforma dedicata.



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lunedì 29 marzo 2021

Quando il Vesuvio aveva il pennacchio- Rosanna Oliva de Conciliis



Acquarello napoletano
dove il Vesuvio ha ancora il pennacchio


Si sta concludendo questo mese di marzo che, come sappiamo, è il mese dedicato alla Storia delle donne nei paesi anglofoni 
Qui puoi leggere il post su
 Marzo il mese della Storia delle donne
e nel quale si celebra anche la giornata internazionale delle donne, l'8 marzo e proprio di questi giorni è la notizia che per la prima volta una donna ha raggiunto la massima carica diplomatica diventando ambasciatrice a Washington. Mariangela Zappia d'altronde ha nella sua carriera già infranto tanti traguardi come prima donna ambasciatrice alla NATO nel 2014 e come Rappresentante italiana alle Nazioni Unite nel 2018. Ma senza una sentenza di ben cinquant'anni fa neanche questo, che sarà solo il primo traguardo per le donne in diplomazia, sarebbe stato possibile. Con la Sentenza n.33 del 1960 si aprivano infatti anche alle donne le carriere pubbliche precluse loro fino ad allora per atavici stereotipi che non volevano le donne adatte a gestire la cosa pubblica. 

Rosa Oliva neo laureata in Giurisprudenza voleva infatti poter fare il Concorso in Magistratura ma non poté proprio perché scoprì che era chiuso alle donne, di fatto però violando i principi costituzionali sanciti agli Artt. 3  e 51 che sanciscono il divieto generale di discriminazione in base al sesso il primo e di discriminazione riferito proprio alle cariche pubbliche, il secondo.  Dobbiamo a Rosanna Oliva de Conciliis quindi se anche noi oggi e le nostre sorelle, figlie e nipoti possono impegnarsi nella carriera che preferiscono. Ma chi è Rosa Oliva? E' la stessa Rosanna Oliva de Conciliis con il suo libro "Quando il Vesuvio aveva il pennacchio", con la prefazione di Giuliana Cacciapuoti, ha darci modo di scoprirlo. Questo libro ci porta indietro ad una città, Napoli, dove nasce Rosa, Rosanna, che purtroppo non esiste più, appunto quando il Vesuvio aveva il pennacchio, cioè il fumo che usciva ancora dopo l'ultima eruzione del vulcano partenopeo del 1944 che era ben visibile ancora nel secondo dopoguerra come anche altre testimoni della mia famiglia ricordano bene. Ma è un libro che ci porta anche indietro ad un tipo di cultura che non esiste più, come ci racconta Rosanna Oliva de Conciliis, una cultura che veniva tramandata per via orale come il Cunto de li Cunti, quelle fiabe raccontate da generazioni, da nonne a nipoti, a sorelle a fratelli, a zie e zii, proprio quei racconti che accompagnano ogni capitolo del libro come una grande e continua narrazione in realtà qui di eventi e persone che ripercorre la storia di famiglia, anzi delle famiglie, materna e paterna, di Rosanna come probabilmente aveva anche accompagnato la sua infanzia.

Quando il Vesuvio aveva il pennacchio
di Rosanna Oliva de Conciliis
Quella in cui cresce e si forma quindi Rosanna è una città specchio di una società e cultura che non esistono più fatta di relazioni necessariamente strette, interdipendenti in cui ci si formava alla socialità, all'amicizia, alla solidarietà, alla sensibilità per gli altri e per se stessi-e inquadrati in una visione d'insieme non ancora particolaristica. Le famiglie di Rosanna, quella di nobili origini della madre e quella alto borghese del padre, sono tipiche famiglie in cui ci sono tanti parenti, spesso con lo stesso nome per onorare gli avi, con tante zie, zii, cugine e cugini ma anche vicine e vicini di casa, compagni e compagne di scuola con cui si creano relazioni, condivisioni e dove ve se ne creano di nuove. Un luogo, la famiglia nel suo concetto appunto allargato, fatto di luoghi e persone, dove apprendere e formarsi dove l'altro è espressione di noi stesse-i in un sociale condiviso. Forse è questo l'aspetto che ha reso Rosanna Oliva de Conciliis la futura donna che con un semplice gesto non ha accettato lo status quo che penalizzava non solo se stessa ma tutte le donne e che, come ha ricordato il Presidente della Repubblica prima nel suo discorso del'8 marzo per la giornata internazionale della donna, e poi qualche giorno più tardi premiando Rosanna Oliva de Conciliis con la più alta onorificenza della Repubblica Italiana quella di Cavaliere di Gran Croce: "E' stato un piccolo gesto che ha smosso una montagna. L'Italia le deve riconoscenza". 


E la montagna l'ha spostata per tutte noi. Grazie Rosanna Oliva de Conciliis!







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