venerdì 4 luglio 2014

Il Giallo dell'estate



Fabrice De Villeneuve, Seaside Terrace, 2013.



Siamo ormai in estate conclamata e il caldo non ci dà tregua, siamo ancora nelle nostre città e magari timbriamo badge distrattamente già con la testa al mare, in montagna o al lago. Sentiamo nelle orecchie il rumore delle onde che ci chiama suadente, il vociare dei passeggeri sull’autobus e le grida dei ragazzi ormai, loro sì, in vacanza ci richiamano gli schiamazzi di chi gioca a racchettoni e del venditore di Cocco sulla spiaggia; quando ci vestiamo al mattino pensiamo piuttosto a quel copricostume così carino abbinato agli infradito che chissà dove l’ho messo…insomma è ora di partire e ristorarci all’ombra di una palma, al fresco di uno specchio d’acqua e in compagnia di un buon libro.

In estate lo ammetto io mi do al Giallo, rispolvero i grandi classici e li metto in valigia o all’occorrenza sul tablet, ormai anch’io alla tecnologia in estate non rinuncio. Non so perché ma rilassandomi mi piace riscoprire il brivido di una storia che non lascia nulla al caso, dove tutto è apparentemente naturale ma in realtà tutto è costruito con dovizia e sapienza in un intreccio umano, di strategia, di psicologia affascinante.

 Hercule Poirot di Agatha Christie, illustrazione by Memé Candia
Con questi propositi ogni estate riprendo vecchi libri e ne compro di altri. La mia preferenza va a quelli che rientrano nel giallo propriamente detto Mistery dell’età d’oro degli anni ’30 soprattutto americani ed inglesi, ovvio neanche a citarla la Christie.

Visto quindi il periodo e la mia propensione alle questioni di genere per questa estate vi suggerirei un’autrice italiana che sì potremmo paragonare alla suddetta illustre scrittrice anglosassone ma che è invece tutta nostrana e che ahinoi, ahilei, non ebbe riconosciuta la sua fama così a lungo da arrivare fino a noi, fino ai più ma che alla sua epoca poteva contare, come si direbbe oggi, sul sold out. Le sue opere certamente risentono di uno stile letterario e linguistico di due secoli fa ma il suo tocco risulta ancora oggi spigliato e le trame avvincenti tanto che negli anni '50 dello scorso secolo agli albori della fiction, quando ancora gli sceneggiati erano in bianco e nero, anche la tv si è accorta di lei e ha prodotto numerosi telefilm, l'ultimo in negli anni '70 con Gigi Proietti.

L’autrice di cui vi parlo è Carolina Invernizio, scrittrice del 1800, amata dal pubblico soprattutto e poco dalla critica che minimizzò i suoi successi da feuilleton dimenticando come, all’epoca, era uno dei mezzi più usati per scrivere romanzi, a puntate sui giornali, una modalità usata anche dai più grandi e che se era lecita per autori, soprattutto quando di successo, non lo era a prescindere invece per le autrici, seppur di successo.

Le opere di Carolina Invernizio, alcune, sono di pubblico dominio e possono essere scaricate quindi liberamente sul vostro tablet mentre molti altri titoli si trovano a prezzi accessibilissimi.
 


Se state preparando le valigie quindi scegliete da quale intrigo farvi affascinare e…buona lettura con Il bacio della Morta o I misteri delle soffitte  o I sette capelli d'oro della Fata Gusmara o… 




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