martedì 15 luglio 2014

Emmeline Punkhurst: la Suffragetta



Almanacco del giorno: 15 Luglio



Emmeline Punkhurst nel 1909





Emmeline Pankhurst Goulden nasce oggi, 15 Luglio, a Manchester nel 1858 da Robert, commerciante e appassionato di teatro e Sophia Jane Cane i cui antenati sono i discendenti delle isole irlandesi di Man e per questo molto sensibile e attenta alle questioni sociali e delle minoranze, aspetti che cercherà di tramandare anche ai suoi dieci figli.

Nonostante le loro posizioni liberali in realtà i coniugi Goulden non permettono alle figlie di avere un’istruzione formale e strutturata riservata ai soli maschi della famiglia, alle figlie si conviene di più imparare ad essere brave moglie e madri per sposarsi presto e uscire dalla famiglia. Emmeline tuttavia imparerà a leggere, si dice, già all’età di tre anni e si diplomerà in Francia. Tornata in Inghilterra conosce un avvocato già impegnato nel sociale soprattutto nella causa del diritto di voto alle donne, Richard Pankhurst con cui si sposa nel 1879. Nascono i loro primi figli Christabel, Sylvia, Francis, Adela. In accordo con il marito prende ad occuparsi a tempo pieno all’attivismo in favore del diritto di voto alle donne e la famiglia decide di spostarsi a Londra, dopo la morte prematura dell’unico figlio maschio Francis, in Russell Square che diventa un punto di riferimento e di incontro anche per altri attivisti abrogazionisti statunitensi, nasce anche un altro maschio che verrà chiamato come il suo defunto fratello.

Nel 1888 aderisce al nuovo gruppo PSS Parliament Street Society per il diritto di voto femminile che concepiva una affiliazione con alcune parti politiche a differenza di un gruppo originario che era contrario ad ogni accordo, il NSWS National Society for Women’s Suffrage. Nel 1889 però Emmeline crea il Women’s Franchise Leage WFL che rivendica il diritto al voto per tutte le donne non solo per quelle nubili sostenuto invece dal PSS sulla base che per le donne sposate votata il marito. A questo nuovo gruppo aderisce anche la figlia di Elisabeth Cady Stanton: Harriot Stanton.


Emmeline e Christabel, 1908.
Tornata a Manchester con la famiglia dopo i dissesti economici dei loro affari londinesi, aderisce al partito Indipendente dei Labouristi ILP diventando una delle autorità che amministrano le leggi in favore dei poveri, il Board of Guardians (attivo dal 1835 al 1930) grazie alla quale cerca di cambiare le condizioni di lavoro in cui si trovavano le donne e i loro figli.
Durante un viaggio in Svizzera per trovare la sua vecchia amica di scuola in Francia, viene raggiunta da un telegramma che la mette a conoscenza delle condizioni critiche di salute del marito, decide quindi di intraprendere il viaggio di ritorno ma non riesce a rivedere vivo  il coniuge. Rimasta vedova e piena di debiti lasciati dal marito, Emmeline trova lavoro e riapre il vecchio negozio di famiglia.

 Nel frattempo alcuni passi avanti per il diritto di voto alle donne sono stati fatti, o almeno così sembrerebbe, nel 1870 così come nel 1886 e ancora nel 1897 vengono presentate delle proposte di legge in merito che però non portano a nulla, Emmeline allora abbandona l’ILP Indipendent Labour Party e fonda il WSPU la Women’s Social and Political Union aperta solo alle donne e focalizzata ad azioni dirette per conquistare il voto: “La condizione del nostro sesso è così deprecabile che è un nostro dovere infrangere la legge per richiamare l’attenzione sulle motivazioni che ci spingono a farlo[1].
Così iniziarono le azioni del gruppo tra manifestazioni e proteste che portarono all’arresto delle attiviste tra cui le figlie e la stessa Emmeline nel 1908 per aver voluto entrare a forza in Parlamento per poter dare al Primo Ministro, Asquith, una petizione. Rimase in carcere per sei settimane e rendendosi conto dell’effetto potente della situazione, si fece arrestare altre sette volte poiché: “ Siamo qui non perché infrangiamo la legge ma perché, con le nostre forze, vogliamo fare la legge[2].

Le dimostrazioni si fecero più serrate e violente, alcune attiviste lanciarono sassi alle finestre di Downing Street e furono di nuovo arrestate, e di nuovo la detenzione fu usata come rilancio e lo sciopero della fame a cui la polizia carceraria rispose con la nutrizione forzata, provocò l’atteso clamore. Un clamore che spaccò l’opinione pubblica e i giornali tra coloro che appoggiavano i metodi del WSPU e chi auspicava una moderazione, ed è in questo frangente che nasce il termine di suffragette: un giornalista del Daily infatti usa questa parola per distinguerle dalle richiedenti il voto alle donne più moderate, una differenza che piace alla stessa Emmeline che adotta il termine proprio con lo stesso scopo.

Emmeline Punkhurst nel tour negli Stati Uniti, 1913.
Nel frattempo anche Francis, il secondo figlio maschio erede del primo defunto, si ammala e rimane paralizzato così Emmeline per racimolare fondi per le cure decide di vendere la casa a Manchester e di intraprendere un tour di conferenze e discorsi  in Inghilterra e negli Stati Uniti, però sarà costretta a tornare nel 1910 per la morte del figlio. Nello stesso anno si arriva per la prima volta ad un accordo con 54 membri del Parlamento appartenenti a diversi schieramenti con il Comitato del Concilio per il Suffragio delle Donne grazie al quale per il momento Emmeline e le sue militanti accettano una tregua per permettere l’ accordo. Ma la tregua dura poco perché non si arriva all’accordo sperato e così gli scontri riprendono con una marcia davanti al Parlamento di trecento donne che viene però soffocata dalla Polizia e dal Segretario Winston Churchill, provocando la morte di due donne e l’arresto di altre duecento e che passò alla storia con il nome di Venerdì Nero, era il 18 Novembre 1910. 

Emmeline viene arrestata nel 1914.
Questi episodi di violenza repressiva provocarono imbarazzo al governo e ai suoi metodi violenti ripresi e denunciati da tutti i giornali, così la Conciliation Bills fu ammessa alla lettura nelle Camere ma al secondo turno, fu insabbiata. La reazione del WSPU non si fece attendere e gli assalti delle attiviste alla proprietà privata con lanci di sassi alle finestre, riprese tanto da indurre la polizia a perquisire i locali della sede della WSPU:  Emmeline fu arrestata di nuovo mentre sua figlia Christabel fugge in Francia da dove continua a coordinare il movimento. Le detenute riprendono lo sciopero della fame ma vengonoo alimentate a forza, nutrite tramite i cavi nasali o auricolari.
Le azioni del gruppo tuttavia diventano sempre più intense con ordigni rudimentali, roghi e acidi sui muri per imprimere slogan suffragisti ma tutto questo allontana anche molte altre attiviste tra cui le altre figlie di Emmeline, Sylvia avvicinatasi al socialismo ed Adela, mandata in Australia per permetterle di capire e scegliersi un futuro ma le due, madre e figlia, non si videro più. Adela non tornò neanche per il funerale della madre.


Emmeline viene portata in prigione, 1914.
 Allo scoppio della Prima Guerra mondiale Emmeline decise di deporre “l’ascia di guerra”, la questione del Suffragio femminile e soprattutto le azioni militanti in favore della necessità di un’unione nazionale resa necessaria dalla guerra. Questa presa di posizione però lascia perplesse alcune iscritte che creano due distinti correnti il Suffragettes of the Womens Social and Political Union SWSPU e l’ Indipendent Women’s Social and Political Union ognuno dedicato a mantenere alta l’attenzione verso il voto alle donne.

Emmeline invece continua nella sua nuova professione nazionalista e continua i suoi tours per spronare le lobbies a prendersi cura delle donne, dei bambini nati mentre i loro pardi sono al fronte, crea infatti un’istituto con l’idea di dare loro un’istruzione su modello della Montessori ma è costretta a chiuderlo poco dopo per mancanza di fondi. Induce anche il governo ad impiegare le donne nei lavori lasciati improduttivi dall’assenza degli uomini impiegati in guerra.

Parte per la Russia con il benestare del Primo Ministro, David Lloyd George per cercare di convincere la Russia a non accettare le condizioni di Pace con la Germania e di continuare la Guerra ma l’ambasciata non riesce e l’incontro lascia una brutta impressione sia ad Emmeline che al Primo Ministro russo. Tornata però in patria scopre con piacere che finalmente il voto alle donne era stato riconosciuto con la Rappresentation of the People Act con cui si rimuovevano i limiti patrimoniali al voto maschile e si riconosceva il voto alle donne con più di trent’anni di età e seppur con molte limitazioni.
Raggiunto a questo punto lo scopo Emmeline aderisce al Women’s Party aperto alle sole donne e che auspicava leggi che garantissero parità all’interno del matrimonio, parità di retribuzione a parità di incarico e parità di opportunità lavorative per le donne. Subito dopo le elezioni tuttavia il Partito cessò di esistere data la sconfitta seppur per pochissimi voti della candidata, la figlia prediletta di Emmeline, Christabel.
 
Emmeline Punkhurst nel 1913.

Emmeline si trasferisce quindi in Canada dove dopo tantissimo tempo compra una casa ma subisce i lunghi inverni canadesi e comincia ad avere problemi finanziari, quindi dopo poco tempo si trasferisce ancora una volta in Inghilterra nel 1925. Nel frattempo Christabel ha abbracciato la fede avventista e dedica ormai tutta la sua vita alla chiesa, così alle elezioni del 1926 si candida la stessa Emmeline ma incredibilmente con il Partito Conservatore.

Gli anni tuttavia e soprattutto le esperienze passate cominciano a farsi sentire ed Emmeline si ammala soprattutto dopo lo scandalo della figlia Sylvia che ha un bambino fuori dal matrimonio e che chiama Richard Punkhurt in memoria di suo padre.
Ricoverata, chiede di essere assistita dallo stesso medico che la curava in prigione; le sue condizioni si aggravano e muore il 14 Giugno 1928, a 69 anni. Viene sepolta in uno dei cimiteri più antichi e prestigiosi di Londra a Brompton e nel 1930 le viene dedicata una statua commemorativa nei Giardini dell’ala sud- ovest di Westminster, il Victoria Tower.

La Statua a Victoria Tower di Emmeline Punkhurst, by Fin Fahey.

Il Time l’ha riconosciuta come uno dei cento personaggi più importanti del XX secolo ed indubbiamente lo è stata e ancora lo è visto che le donne inglesi e di riflesso tutte noi,  dobbiamo a lei e al suo attivismo il diritto di voto, a volte dato per scontato, a volte non usato e a cui a volte ignobilmente ci si appella solo in campagna elettorale.







[1] Bartley Paula, “Emmeline Pankhurst”, Routledge, 2002, pag. 98.
[2] Ivi, pag. 100.

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