martedì 17 novembre 2020

Buon compleanno Opportunità di Genere OG


Oggi Opportunità di Genere OG compie ben 13 anni! 


Nell'ormai lontano 2007 subito dopo la Laura in Storia delle donne decisi di voler dare anche io il mio piccolo contributo a questa branca della Storia allora poco nota. Già all'università avevo pensato ad un giornalino chiamandolo appunto Opportunità di Genere OG ma una volta laureata da ventenne o poco più scelsi questo nuovo mezzo di comunicazione da poco arrivato in Italia , il blog. Allora era per i giovani, come lo ero io all'epoca, 'Il mezzo' per comunicare per eccellenza se non avevi un blog non potevi dire la tua e così io decisi di dire la mia sì ma dando voce alle donne, a tutte quelle donne che avevano contribuito alla crescita della società dove noi oggi ci troviamo perché le donne ci sono e ci sono sempre state basta (ri)scoprire il loro apporto nella storia e nella vita quotidiana. 


 Grazie a tutte e tutti voi per questo traguardo 
ad maiora semper! 






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lunedì 26 ottobre 2020

Plautilla Bricci Pictura et Architectura Celebris. L'archittetrice del Barocco Romano-Consuelo Lollobrigida




L'analisi femminista muove dalla consapevolezza di voler rimuovere  l'invisibilità delle donne ed ha portato da una parte alla rilettura delle proprie esperienze e dall'altra alla ricerca di esempi di altre donne del passato a cui dare visibilità; donne che nei vari settori della società e nelle varie epoche si sono distinte esattamente quanto e a volte più dei loro colleghi. Quindi si sono ricoperte letterate, pittrici, compositrici, artiste...che in ogni epoca sono state capaci di apportare il loro contributo all'evoluzione sociale e a cui quindi ciascuno e ciascuna di noi deve molto anche se spesso non se ne ha coscienza proprio perché queste donne, e sono molte, sono state sistematicamente offuscate dalla storia e dalla memoria collettiva.  E questa rimozione risulta più facile se di queste donne rimangono solo testimonianze scritte, documenti tra l'altro da dover scovare e ricercare senza avere una testimonianza visiva anche se ne rimangono opere ben più solide di uno schizzo a carboncino su un foglio di carta di secoli fa. Ieri come oggi l'immagine risulta importante e non lo scopriamo di certo oggi. 
Questo è stato il destino di una delle più importanti artiste barocche che nulla nei suoi stucchi ha da invidiare a Bernini come nella sua abilità pittorica o architettonica, insomma un'artista a tutto tondo come solo all'epoca si doveva essere. 
Plautilla Bricci ci viene presentata da Consuelo Lollobrigida nel suo libro 'Plautilla Bricci. Pictura et Architectura Celebris. L' Architettrice del Barocco Romano' come una artista in primis ma anche come donna, una figura completa che riesce ad imporsi nell'ambiente artistico nonostante sia una donna libera, di non sposarsi, di pretendere il riconoscimento professionale. Plautilla infatti come ben delineato da Consuelo Lollobrigida è pienamente inserita nel contesto culturale romano dove non è l'unica artista presente, vi operano infatti eccellenze come Artemisia Gentileschi, Lavinia Fontana, Isabella Parasole, Diana Ghisi, riuscendo tuttavia a distinguersi. 

Unica che firma le sue opere in qualità di Architettrice, ha un fratello, Basilio, un po' meno dotato di lei che l'aiuta. Si fa intestare i contratti di committenza e tratta nonostante i malumori con le maestranze che a volte rifiutano di farsi comandare da una donna e riesce, sempre, ad imporre la sua autorità professionale riuscendo così a dare vita ad opere eccezionali come la Chiesa di San Luigi dei francesi a Roma e il relativo spettacolare quadro del Santo omonimo (purtroppo offuscato da folle che si perdono nelle opere di Caravaggio della cappella limitrofa) o ancora la Chiesa dell'Assunta a Poggio Mirteto o la Villa  Benedetta o 'del Vascello', al Gianicolo, di cui purtroppo non rimane nulla se non le mure esterne della tenuta dove è possibile ammirare il Busto dell'autore, solo formale, della villa: Basilio Bricci. Il committente infatti, il Benedetti, forse per non vedere sminuito il valore della sua villa decide comunque di formalizzare l'impegno a nome del fratello di Plautilla. 
Così possiamo ammirare solo il Busto di Basilio senza che a noi sia arrivata immagine di Plautilla Bricci che ad oggi non aveva un volto per i suoi posteri. 
Ad oggi perché le ricerche di Consuelo Lollobrigida non si sono mai fermate e hanno portato alla luce questa volta l'unico ritratto dell'artista che la professoressa di storia dell'arte ha messo in questo post. 


Così ora abbiamo un altro sguardo di donna da poter ammirare e ringraziare per l'arte che ha saputo e voluto donarci senza mai rinunciare ad essere Architettrice per sé e per tutte noi. 
Il libro di Consuelo Lollobrigida ci regala uno studio, durato più di dieci anni, che ha dato origine al libro edito da Gangemi editore International nel 2017, altamente documentato senza per questo risultare poco leggibile o solo per addetti-e ai lavori. 









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domenica 27 settembre 2020

Grazia Deledda-- unicità da Nobel

Grazia Deledda 
nel francobollo del 1971
 a lei dedicato. 




Almanacco del 27 settembre:

Da autodidatta insegnò ai letterati e letterate cosa voleva dire essere e allo stesso tempo accogliere creando unicità  come infatti  fu proprio l’opera e lo stile della scrittrice Grazia Deledda.

Nata in Sardegna il 27 settembre 1871 nella città di Nuoro, crebbe in una famiglia benestante  che le riuscì a  garantire un’istruzione anche dopo il livello elementare, era infatti molto difficile per le donne all'epoca poter continuare gli studi oltre un livello basilare. Bisogna infatti parlare purtroppo di eccezioni per quelle donne che riuscirono ad avere un'istruzione completa e continuativa. 
Grazie infatti ad un precettore privato acquisì i rudimenti della lingua francese, latina e italiana per poi proseguire come autodidatta. Questo non le impedì di dedicarsi alla scrittura di poesie, racconti e anche alla traduzione. Sua è infatti una delle prime traduzioni di Eugénie Grandet  di Balzac.

Sposatasi nel 1900 con Palmiro Madesani, un funzionario del Ministero delle Finanze, si trasferisce a Roma dove abiterà per il resto della sua vita e dove già aveva dei contatti  dopo la pubblicazione delle sue prime opere, Anime oneste del 1895 e Paesaggi del 1896. Sempre nel 1900 pubblica il Vecchio della montagna, oltre a vari articoli per le riviste Piccola Rivista, La Sardegna e Nuova Antologia.

Le sue opere furono notate ed apprezzate da subito per il suo stile del tutto personale che se da una parte la rese di difficile collocazione in uno stile letterario che all’epoca si divideva tra veristi e decadentisti, dall’altra la faceva rassomigliare agli scrittori russi. Deledda è riuscita infatti nelle sue opere a conciliare l’animo della sua terra sarda, del sentire sardo con l’emotività  di un intero genere umano, facendo della sua isola un’ emblema delle vicissitudini umane e soprattutto è riuscita ad usare la lingua italiana come una trasposizione di quella sarda a lei più familiare e amata. Lei stessa e di frequente riconosceva di non conoscere bene l’ italiano ma riuscì comunque, nelle sue opere, a fare una sorta di traduzione dalla lingua sarda a quella italiana cercando di non perdere quelle verità che solo un dialetto a volte riesce a comunicare.
Per questo essere riuscita ad esprimere nello stesso tempo la sua realtà sarda elevandola a realtà più generale e comune, delle comuni genti alle prese con la vita e le sue difficoltà ma anche le sue gioie e misericordie inaspettate, per essere riuscita a conciliare la lingua sarda con la più “accademica” e a volte inespressiva lingua italiana venne apprezzata ed amata anche da scrittori esteri come l’inglese  D. H. Lawrence che curò la traduzione de “La Madre” e come Gorkij, e spesso proprio per la sua volontà di parlare e descrivere la sua terra viene affiancata alla grandezza degli scrittori russi come Tolstoj, da lei peraltro molto amato. 
Fu la seconda donna, in ordine di tempo, che vinse il Nobel per la letteratura nel 1926.

Si spense a Roma il  15 agosto del 1936 per un tumore; la sua tomba si trova a Nuoro nella Chiesa della Solitudine e la sua casa natìa è ora un museo a lei dedicato. 


Opere:

Nell'azzurro!..., Milano, Trevisini, 1890.
Stella d'oriente/Ilia di Saint-Ismael, Cagliari, Tip. Edit. dell'Avvenire di Sardegna, 1890.
Fior di Sardegna, Roma, Perino, 1891.
Racconti sardi, Sassari, Dessì, 1894.
Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Roma, Forzani e c. tipografi del Senato, 1894.
Anime oneste. Romanzo famigliare, Milano, Cogliati, 1895.
La via del male, Torino, Speirani e Figli, 1896.
L'ospite, Rocca S. Casciano, Cappelli, 1897.
Paesaggi sardi, Torino, Speirani e Figli, 1897.
Il tesoro, Torino, Speirani e Figli, 1897.
Le tentazioni. Novella sarda, in "Nuova Antologia", 1898; Milano, Cogliati, 1899.
La giustizia, Torino, Speirani e Figli, 1899.
Giaffah. Racconto, Milano-Palermo, Sandron, 1900.
Il vecchio della montagna, Torino, Roux e Viarengo, 1900.
Elias Portolu, in "Nuova Antologia", agosto-ottobre 1900; Torino-Roma, Roux e Viarengo, 1903.
La regina delle tenebre, Milano, Agnelli, 1902.
Dopo il divorzio, Torino, Roux e Viarengo, 1902.
I giuochi della vita, in "Nuova Antologia", 1902; Milano, Treves, 1905.
Cenere, Roma, Nuova Antologia, 1904.
Nostalgie, Roma, Nuova Antologia, 1905.
L'ombra del passato, Roma, Nuova Antologia, 1907.
Amori moderni, Roma, Voghera, 1907.
Il nonno. Novelle, Roma, Nuova Antologia, 1908.
L'edera, in "Nuova Antologia", 1908; Milano, Treves, 1921.
Il nostro padrone, Milano, Treves, 1910.
Sino al confine, Milano, Treves, 1910.
Colombi e sparvieri, Milano, Treves, 1912.
Chiaroscuro. Novelle, Milano, Treves, 1912.
L'edera. Dramma in tre atti, con Camillo Antona-Traversi, Milano, Treves, 1912.
Canne al vento, in "L'Illustrazione italiana", 12 gennaio-27 aprile 1913; Milano, Treves, 1913.
Le colpe altrui, Milano, Treves, 1914.
Marianna Sirca, Milano, Treves, 1915.
Il fanciullo nascosto. Novelle, Milano, Treves, 1915.
L'incendio nell'oliveto, Milano, Treves, 1918.
Il ritorno del figlio; La bambina rubata. Novelle, Milano, Treves, 1919.
La madre, Milano, Treves, 1920.
La Grazia. Dramma pastorale in tre atti, con Claudio Guastalla e Vincenzo Michetti, Milano, Ricordi, 1921.
Il segreto dell'uomo solitario, Milano, Treves, 1921.
Il Dio dei viventi, Milano, Treves, 1922.
Il flauto nel bosco. Novelle, Milano, Treves, 1923.
La danza della collana, Milano, Treves, 1924.
La fuga in Egitto, Milano, Treves, 1925.
Il sigillo d'amore, Milano, Treves, 1926.
Annalena Bilsini, Milano, Treves, 1927.
Il vecchio e i fanciulli, Milano, Treves, 1928.
Il dono di Natale, Milano, Treves, 1930.
Il paese del vento, Milano, Treves, 1931.
La vigna sul mare, Milano-Roma, Treves-Treccani-Tumminelli, 1932.
Sole d'estate, Milano, Treves, 1933.
L'argine, Milano, Treves, 1934.
La chiesa della solitudine, Milano, Treves, 1936.
Cosima, in "Nuova Antologia", 16 settembre e 16 ottobre 1936; Milano, Treves, 1937.
Il cedro del Libano. Novelle, Milano, Garzanti, 1939.






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