lunedì 26 febbraio 2018

"Il fronte delle Donne"- Maria Rosaria Omaggio, Lucilla Galeazzi, Levocidoro







Il Fronte delle donne”, uno spettacolo potente che parla di donne...uno spettacolo coraggioso perché parla di donne al fronte. Uno spettacolo che può spaventare ma l'esperienza e la bravura non si improvvisano e così per la regia di Maria Rosaria Omaggio e le capacità di Lucilla Galeazzi, con il gruppo vocale Levocidoro, ci raccontano una storia scomoda, anzi la Storia delle donne che vissero e subirono la Prima Guerra Mondiale.

Dalla ricerca storica di Maria Rosaria Omaggio ci avviciniamo ai testi di Ungaretti sì ma per introdurci alla realtà femminile che non fu meno grave durante la Grande Guerra, grazie alle parole di Matilde Serao che con il suo “Diario di Guerra” ci porta ad un'altra grande scrittrice come Ada Negri che altrettanto magistralmente ci declina “poeticamente” la devastante arbitrarietà bellica.

Forse loro furono più brave di altre a descrivere quel periodo ma in realtà ci sono rimaste testimonianze nei diari e nelle lettere, recuperate dalla regista che ci accompagnano nelle proiezioni che illustrano le varie voci di donne, otto straordinarie interpreti teatrali e vocali, che hanno recuperato testimonianze orali e canti popolari che ci descrivono la vita dura, durissima delle italiane, rimaste nelle loro case, nelle loro città, nei loro paesi senza possibilità di scelta, costrette a subire la violenza della guerra che portava via loro, figli, mariti, padri...e la loro dignità.


Anche le donne sono state in trincea...


Le donne per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro ma sono sottopagate, sfruttate e alla fine della guerra rimandate a casa senza scuse, ritenute “usurpatrici” di posti legittimamente spettanti agli uomini quando invece il paese è andato avanti solo grazie a loro. Si alternano quindi testimonianze reali di tabacchine, cinturine, operaie...
Quando non lavoravano per le montagne, caricate come muli per rifornire gli eserciti e sottoposte al fuoco nemico, quando non lavoravano nei bordelli di guerra per soddisfare “la carne al fronte” . Un'organizzazione precisa, bordelli migliori per gli Ufficiali, bordelli inferiori per la truppa con donne obbligate ad avere anche più di cento rapporti al giorno; quando non sono volontarie come le Crocerossine, donne istruite che accudiscono i soldati nelle ferite del corpo e dell'anima, anche scrivendo per loro le lettere da spedire a casa.

Un continuo dialogo tra uomini e donne che si trovavano loro malgrado a subire conseguenze dure, durissime, uno spettacolo che è testimonianza di un'unica tragedia, quella della guerra che ha colpito tutti, anche le donne di cui poco però si parla.


Grandi emozioni che il canto riesce a convogliare, è difficile infatti rimanere fermi e non unirsi ai canti con una strofa o con le mani, così all'improvviso dal pubblico qualcuno si unisce e poi qualcun'altra e poi ancora un altro...chi canta e chi accompagna con le mani. Uno spettacolo coinvolgente, che riesce a catturare tutta la platea...ci sono anche bambini che nella loro innocenza non possono rimanere però fermi davanti alla partecipazione che questo spettacolo così complesso e così magistralmente congegnato produce nei suoi stessi spettatori e spettatrici; anche le scolaresche dovrebbero vederlo.

Un'alternarsi di canti popolari, tradizionali intrecciati con storie personali, come le testimonianze delle nonne della Regista Omaggio e di Lucilla Galeazzi a cui questo spettacolo è dedicato.

Cercatelo nella vostra città, e se non lo trovate...reclamatelo!







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